Cultura e Spettacoli » Arte » Correnti artistiche

Vent'anni fa moriva Haring, Pisa lo celebra

Nel 1990 il più famoso graffitaro di tutti i tempi moriva di Aids: l'anno precedente, nella città toscana, aveva dipinto una delle opere più famose, oggi valorizzata dal Comune, ma i due pezzi realizzati a Roma sono stati cancellati.

» Correnti artistiche Francesco Amorosino - 16/02/2010
Fonte: wtfisup.files.wordpress.com

Ha rivoluzionato il concetto di creatività, colore, libertà, avvicinando l'arte alla gente portandola in strada, sugli oggetti, nei cuori stessi di chi osserva le sue opere e sente le mani prudere, pronte a realizzare qualche disegno. Venti anni fa moriva il trentunenne Keith Haring, stroncato dall'Aids, il temibile virus che proprio in quel periodo, verso la fine degli anni Ottanta, stava esplodendo con violenza.

Le sue opere sono molto note, perché riprodotte in maniera ossessiva su prodotti commerciali di ogni genere, e anche se il nome ad alcuni può non risultare familiare, basta vedere uno dei suoi 'omini' per capire immediatamente di chi stiamo parlando. Solo recentemente, però, ha guadagnato il posto che merita nella storia dell'arte, tanto che fino a pochi anni fa i suoi graffiti sono stati cancellati senza ritegno, come è accaduto a Roma, o non valorizzati, come è accaduto a Pisa, che ora, invece, l'ha riscoperto rendendolo un'attrazione cittadina al pari della Torre Pendente e oggi ne festeggia l'anniversario. 




Nato a Reading, negli Stati Uniti, il 4 maggio del 1958, unico maschio dei
quattro figli di Allen e Joan, sin da bambino Haring ha subito il fascino del mondo Disney e dei cartoni animati e, intrapresa la strada dell'arte, ha utilizzato i suoi disegni semplici per trasmettere concetti spesso complessi, specchio di quel mondo di promiscuità in cui aveva trascorso l'adolescenza, in un'epoca in cui essere omosessuale era ancora considerato un tabù. 

Alla fine degli anni Ottanta diventa popolarissimo realizzando graffiti nella metropolitana di New York, tanto che i suoi pezzi vengono rubati e venduti a collezionisti e musei. Per la sua attività 'illecita' di graffitaro sarà spesso arrestato dalla polizia. Nel 1983 espone a San Paolo del Brasile, a Londra e a Tokyo, nel 1985 adorna le pareti del negozio milanese di Fiorucci, con disegni che saranno poi venduti all'asta. Nel 1986 apre a New York il primo Pop Shop, dove è possibile comprare gadget con le sue opere e vederlo all'opera, mentre nel 1988 apre un Pop Shop a Tokyo. 

L'anno successivo dipinge a Pisa 'Tuttomondo', la sua ultima opera pubblica, considerata un vero capolavoro per il significato che allude alla pace nel mondo, e la collocazione, la chiesa di Sant'Antonio Abate, oltre che per le dimensioni, ben 180 metri quadrati. Nel 1990 muore di Aids, mentre la sua popolarità ha raggiunto le stelle nella cultura underground, senza però essere riuscito a farsi apprezzare dal mainstream, tanto che molte sue opere, negli anni successivi, saranno cancellate.

Nel 1992, a Roma, in occasione della visita di Michail Gorbaciov, il Palazzo delle Esposizioni è stato ripulito ed è andato perduto anche un graffito realizzato da Haring nel 1982 sullo zoccolo dell'edificio. Nel 2001, invece, in occasione di lavori sulla metropolitana della Capitale, è stato eliminato un graffito dell'artista di 6 per 2 metri realizzato sulla linea A nel tratto tra Flaminio e Lepanto, sulle pareti trasparenti del ponte sul Tevere. 

A Pisa, dopo anni di abbandono, 'Tuttotondo' è stato riscoperto e oggi Haring viene festeggiato con un nuovo murales nella Stazione Leopolda, dipinto da decine di giovani artisti, insieme a varie iniziative organizzate in suo onore, con spettacoli in piazza a base di dj, breakers ma anche con la proiezione di documentari inediti, dibattiti ed eventi artistici di strada. Un trattamento ben diverso da quello tributato dalla Capitale e dal resto d'Italia dove sembra che, purtroppo, dell'anniversario si siano dimenticati in troppi.