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Carbone pulito: una speranza per il futuro?

» Ricerca per l'Energia Francesca Nanni - 19/02/2008
Titolo: Gassificatore
Fonte: dalla rete

Il carbone è una fonte ampiamente disponibile con riserve certe almeno per i prossimi 300 anni: questo potrebbe garantire una sicurezza di approvvigionamento con ridotti rischi geopolitici.
Per l’Italia ricorrervi può essere importante per vari motivi, a partire da quelli economici: considerando il costo del combustibile, oggi infatti il gas naturale si attesta su prezzi pari a circa 6,3 euro/GJ (GJ =1.000.000.000 di joule), contro un prezzo del carbone di buona qualità nell’ordine di 2,6 €/GJ e di combustibili di basso pregio che possono arrivare a circa 1,7 €/GJ. Sono molti i progressi compiuti sul piano dei rendimenti energetici negli impianti termoelettrici ottenuti grazie alla realizzazione di cicli di conversione avanzati e allo sviluppo di nuovi materiali per la realizzazione delle caldaie e delle turbine.
A giocare poi un ruolo rilevante è la normativa sulle emissioni inquinanti. Il nostro Paese usa carbone per una quota di appena l’11%, contro una media del 34% dell’Unione Europea: si potrebbe incrementare questa quota sviluppando tecnologie pulite in grado di aumentare l’efficienza di conversione e nello stesso tempo contenendo i costi di investimento che, nella fase iniziale, sono molto elevati. Dal punto di vista ambientale, l’utilizzo tecnologicamente avanzato del carbone consente già di raggiungere limiti di emissioni estremamente contenuti e molto al di sotto di quelli consentiti dalla legge relativamente al biossido di zolfo ( SO2), agli ossidi di azoto (NOx) e alle polveri.
Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2, ancora troppo alte, si può intervenire sia incrementando l’efficienza, sia adottando tecnologie avanzate, ancora in fase di sviluppo, in grado di  attivare il processo di separazione, cattura e confinamento geologico, la cosiddetta sequestrazione dell’anidride carbonica”. Esigenze ambientali a parte, è essenziale anche puntare alla riduzione dei costi di investimento e di gestione complessiva degli impianti termoelettrici.
Come? Con l’incremento dell’efficienza di conversione energetica della materia prima, ottimizzando i combustori e i processi di gassificazione; con lo sviluppo di processi più ‘puliti’, in grado di ridurre il costo dei sistemi di trattamento dei gas esausti, ma anche con tecnologie che rendano meno costosi i processi di cattura e di confinamento della CO2. Ed è in questa fase che entra in gioco l’ENEA che sta studiando in maniera sistemica le tecnologie in via di sviluppo, richiamando  l’interesse dell’industria nazionale e degli istituti di ricerca, in modo quindi da consentire al sistema Italia di svolgere un ruolo significativo a livello internazionale.
Fonte: Enea

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