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Chianti classico: nascono gli agenti speciali per il controllo della qualità

Nei supermercati e nelle enoteche di tutta Italia si aggireranno presto speciali sentinelle, investite della missione di controllare sugli scaffali la conformità al disciplinare delle bottiglie del celebre vino toscano

» Alimentazione Redazione - 18/02/2010

Agenti speciali con 'licenza di vino', sentinelle speciali nei supermercati e nelle enoteche di tutta Italia con il compito di controllare la regolarità delle bottiglie del Chianti classico toscano. La nuova figura, prevista nell'articolo 17 della proposta di revisione della legge 164/92, ridisegna alcune funzioni dei Consorzi di tutela che possono "svolgere azioni di vigilanza, tutela e salvaguardia della denominazione da espletare prevalentemente nella fase del commercio" proprio attraverso l'attività degli agenti vigilatori. 

"Si tratta di un passaggio importante per le nuove funzioni di tutela e vigilanza dei Consorzi del vino italiano - spiega Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Vino Chianti Classico - un modo che permette di controllare il prodotto sul mercato e testarne la corrispondenza con i vini che hanno ricevuto la certificazione di idoneità per la denominazione che portano in etichetta. Gli agenti vigilatori - aggiunge Liberatore - sono riconosciuti legalmente e la loro attività rappresenta un'ulteriore garanzia per il consumatore finale". 

Nella legge si afferma che "l'attività di vigilanza è esplicata prevalentemente nella fase del commercio e consiste nella verifica che le produzioni certificate rispondano ai requisiti previsti dai disciplinari, e che prodotti simili non creino confusione nei consumatori e non rechino danni alle produzioni a Denominazione di origine protetta (Dop) e Indicazione geografica protetta (Igp)". "Agli agenti vigilatori incaricati dai Consorzi, nell'esercizio di tali funzioni, può essere attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza ed i Consorzi possono richiedere al ministero il rilascio degli appositi tesserini di riconoscimento, sulla base della normativa vigente". 

Un provvedimento mutuato dalla legge 526/99 che istituiva questa figura e le sue funzioni per i Consorzi dell'agro-alimentare (per esempio quello del Prosciutto di Parma o del Parmigiano Reggiano), già regolati dai provvedimenti dell'Unione europea in tema di Dop e Igp e che equipara di fatto i controlli sui vini a quelli del resto dei prodotti agro-alimentari.
 
Questa misura si va ad aggiungere, dunque, alle garanzie offerte dal sistema di tracciabilità messo in opera dal Consorzio già in funzione da alcuni anni. Grazie alla tecnologia i consumatori possono infatti verificare la peculiarità delle bottiglie di Chianti Classico attraverso il numero seriale ed il formato della bottiglia presente sulla fascetta di stato dei 'Classici' imbottigliati dal 2004: digitando questi numeri nell'area tracciabilità del portale www.chianticlassico.com o inviandoli al 366.3333603 il consumatore riceve un messaggio di risposta con tutte le informazioni relative alla bottiglia acquistata.


[Elaborazione su fonte AdnKronos]