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Ethical fashion, la sfida della nuova moda equa e solidale
Il progetto 'Un viaggio in discarica', di Itc e Carmina Campus, unisce Italia e Africa. Sarą Ilaria Venturini Fendi ad andare in Kenya e Uganda per trovare materiali riciclabili per realizzare accessori e altri prodotti. I grandi marchi contro la povertą.
Fonte: www.marieclaire.it
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L'amore per l'ambiente e la moda genera una nuova tendenza, l'ethical fashion, ossia la moda etica, quella che va oltre le passerelle ed è attenta ai problemi del mondo. I grandi marchi si impegnano per questo a fare 'Un viaggio in discarica'. È il nome di un progetto che unisce il mondo della moda al riciclo, in un ponte solidale tra l'Africa e l'Italia. Alla base del progetto ethical fashion, un workshop di ricerca e studio che si svolgerà sia nel continente nero che nel nostro Paese, per il possibile riciclo di materiali.
L'iniziativa è frutto della collaborazione tra l'International Trade Centre (Itc), agenzia del World trade organization (Wto) e delle Nazioni Unite per la crescita commerciale di paesi in via di sviluppo, e Carmina Campus, marchio del settore nato da un'idea di Ilaria Venturini Fendi, che realizza borse, accessori, mobili utilizzando materiali di riuso e di riciclo. Una pratica che dà una mano all'ambiente, con il riciclo, una pratica comune in tante realtà africane, portata quasi agli estremi per sopravvivere in un ambiente difficilissimo.
Carmina Campus dunque ha accolto l'invito di Itc a pensare ad un progetto per i molti che vivono in situazioni drammatiche che spesso sfuggono a un mondo etichettato come superficiale. Ma così non è. Perché Itc già opera in diverse comunità marginalizzate, sia negli slum (baraccopoli) che in aree rurali di Kenya e Uganda, favorendo la creazione di piccole cooperative e la produzione di prodotti che entrano nel circuito di un commercio equo e solidale. L'idea è quella di portare in questi contesti lo specifico know-how in materia di riuso già sviluppato da Carmina Campus nella sua ricerca, per dar vita a prodotti nuovi, creativi e funzionali, sviluppati insieme alla popolazione locale.
Nei prossimi mesi Ilaria Venturini Fendi visiterà alcuni slum e discariche del Kenya e dell'Uganda per individuare quali materiali possano essere riciclati e con quali procedimenti produttivi, per realizzare accessori e altri prodotti. A marzo "andrò a portare il mio know how con il miglioramento delle lavorazioni sul loro artigianato che è bellissimo e che sta scomparendo visto che non hanno richiesta - spiega la Venturini – è un modo per far capire anche a queste realtà che dei materiali poveri, inutili, possono diventare oggetti preziosi attraverso la buona manualità artigianale".
Insomma, anche il fashion sposa il commercio equo e solidale già esistente in varie fette del mercato. Attraverso questa collaborazione, sottolinea Simone Cipriani, chief technical advisor del programma di ethical fashion di Itc, "vogliamo dare valore al lavoro di queste comunità, offrendo un mezzo per uscire dalla condizione di povertà. E Carmina Campus - conclude - è il primo marchio di alta moda che si interessa ad un discorso di riciclo e riuso con le comunità più marginalizzate del pianeta".
Questa nuova tendenza che sposa il fashion al solidale, deriva dall'evoluzione della società e la globalizzazione dei mercati, che hanno aperto nuove opportunità per piccoli e medi imprenditori che operano in Paesi in via di sviluppo. Opportunità che scaturiscono da un nuovo modo di usufruire dei beni di consumo all'interno delle società del benessere e sono state definite 'consumo etico', dove il termine etico, connota la percezione legata all'atto di acquisto da parte del consumatore, il quale collega il prodotto alle questioni etiche, come giustizia sociale ed ambiente ad esso connesse.
Sembra esserci infatti una nuova consapevolezza sociale che porta segmenti crescenti di consumatori operanti nei mercati caratterizzati da un maggior potere d'acquisto a scegliere prodotti che siano il frutto di processi produttivi e distributivi più equi, cioè privi di quegli elementi deteriori di sfruttamento e di inquinamento che purtroppo caratterizzano le diverse attività legate alla filiera moda. Anche da parte del consumatore si è formato il desiderio nuovo di voler contribuire allo sviluppo delle comunità maggiormente svantaggiate, favorendo con la sua azione una riduzione sostanziale della povertà.
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- Itc e Carmina Campus nell'ethical fashion
Ethical fashion: moda sempre pił in prima linea contro i problemi sociali
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IDEA VINCENTE E INTERESSANTE GRADIREI MAGGIORI INFORMAZIONI E SE INTERESSATI ALLA DISTRIBUZIONE SUL TERRITORIO. ( GIDEL 3 SAS )