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Se la crisi è un pretesto: l'odissea degli ex-Eutelia

Una storia di grandi valori industriali che in pochi anni evaporano dentro un gioco finanziario di scatole cinesi. Fari puntati ora sulle decisioni del giudice fallimentare e sul tavolo di Palazzo Chigi. Attesi gli stipendi di settembre entro giorno 17

» Cronaca Lavoro Ulisse Spinnato Vega - 10/02/2010

Lunga, estenuante, complicata. La vicenda dei lavoratori ex Eutelia è un pò il simbolo di uno sfascio industriale che non sempre deriva dalla recessione. Anzi, quando le alchimie finanziarie e la sete di profitti prendono il posto dell'amore per una produzione, la crisi diventa una scusa, un paravento.

UNA BRUTTA VICENDA. La storia degli ex Eutelia è in qualche modo paradigmatica. Nannimagazine.it l'ha già raccontata: un settore in crescita come l'Information technology (It); un patrimonio di risorse umane altamente qualificate che derivano in gran parte dal glorioso serbatoio Olivetti, da Bull e da altri marchi importanti; il passaggio a Eutelia e quindi la cessione del settore It alla fantomatica Agile srl e all'altrettanto fantomatico gruppo inglese Omega, una cessione – finita in una bufera di carte bollate – che ha messo in strada 1200 lavoratori e a rischio oltre 3mila.

I DUE APPUNTAMENTI CHIAVE. Trascorso circa un anno di lotte e paura, adesso gli appuntamenti chiave sono due. Il 17 febbraio il tribunale fallimentare tornerà a riunirsi per decidere l'eventuale amministrazione straordinaria della società dopo aver stabilito, nel dicembre scorso, il sequestro cautelativo dei beni e l'affido della gestione a tre custodi giudiziari (che hanno ripreso a liquidare gli arretrati di stipendio: agosto è stato pagato ed emerge dagli ambienti aziendali che anche settembre dovrebbe arrivare entro il 17). Poi, il 22 febbraio, è previsto il tavolo a Palazzo Chigi che dovrebbe discutere di Eutelia ma anche di Phonemedia (è stato chiamato il 'tavolo dei call center'), caso in qualche modo 'gemello' che vede coinvolta la società acquisita dallo stesso gruppo Omega nell'estate 2009: altri 6mila 500 posti direttamente a rischio e una discussione che riguarderà in totale circa 20mila lavoratori minacciati nel settore delle telecomunicazioni (Tlc).

L'AVVIO DELLA PROTESTA. Dalle grandi produzioni Olivetti alle scatole cinesi di Omega, la sorte degli ex Eutelia racconta la parabola di grandi valori produttivi che nel giro di pochi decenni sono evaporati dentro gli alambicchi di un'ingegneria finanziaria globale che prescinde dalla storia delle nazioni e delle persone. Stavolta, però, i lavoratori hanno deciso di ribellarsi. E nell'ottobre scorso, appena è stato chiaro che la cessione ad Agile-Omega stava minacciando il loro posto configurandosi come la liquidazione di una bad company che 'bad' non era affatto, hanno occupato le varie sedi di Agile Srl sparse per l'Italia e in particolare quella romana sulla Tiburtina.

LE COMMESSE DISDETTE. Sono saliti sui tetti aziendali, hanno picchettato e presidiato i palazzi della politica, hanno subito a inizio novembre l'ormai celebre blitz notturno dei vigilantes travestiti da poliziotti con a capo l'ex amministratore delegato di Eutelia, Samuele Landi, (guarda caso, pochi giorni dopo l'apertura di un fascicolo sulla vicenda da parte della procura di Milano. Che si volesse far sparire qualche carta?), si sono presentati con le maschere bianche dell'invisibilità persino al congresso dell'Italia dei valori. Una mobilitazione permanente che ha acceso i riflettori mediatici e costretto il governo a darsi da fare. La situazione, però, si è fatta via via più grave con il passare delle settimane: cinque mensilità di stipendio arretrate e la perdita delle commesse pubbliche che la politica aveva promesso di mantenere (dalla Camera dei Deputati alla Rai, dalle Poste ad Acea), hanno infatti contribuito ad esasperare gli animi.

LE RICHIESTE DEI LAVORATORI. Ora c'è da pensare all'immediato: la speranza più concreta si concentra sulla decisione del giudice fallimentare che, sancendo l'amministrazione controllata, potrebbe aiutare l'azienda a riguadagnare almeno in parte le commesse disdette. Il tribunale ha già dato ragione ai lavoratori bloccando gli effetti della cessione del ramo It a Agile-Omega e sequestrando i beni di Eutelia. Tuttavia, per interrompere l'occupazione i lavoratori chiedono notizie chiare sulle mensilità arretrate e garanzie precise sulla possibilità di rientrare materialmente negli uffici per riprendere a lavorare. Pare infatti che non ci sia neanche più un contratto d'affitto tra Eutelia e Omega-Agile, quantomeno per la sede di Roma (vedi intervista a Pasquale Ascione). Ma in prospettiva sindacati e addetti puntano a una soluzione industriale (il ritorno a Eutelia? Il rilancio con Agile? L'acquisizione da parte di un nuovo soggetto?) che faccia ripartire un ramo aziendale attivo e in grado di produrre ricchezza in un settore strategico come l'informatica. 


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- Tutto sulla vertenza Eutelia