Sport e Viaggi » Sport » Altri sport

Fisg: Bolognini, "in molte discipline ci batteremo per risultati importanti"

Difficile ripetere i risultati dei Giochi del 2006, ma gli azzurri saranno all'altezza delle aspettative. Ne è convinto il Presidente della Fisg, che parla delle difficoltà incontrate in questi anni e della difficile gestione degli impianti olimpici.

» Altri sport Gianluca Colletta - 07/02/2010

A Torino gli sport del ghiaccio hanno regalato al medagliere italiano due ori e due bronzi. Il protagonista indiscusso è stato Enrico Fabris, ma molti sono stati i piazzamenti importanti. Una parte della spedizione azzurra è già arrivata in Canada e gli ultimi risultati ottenuti fanno ben sperare Giancarlo Bolognini, numero uno della Federazione italiana sport ghiaccio (Fisg).

Presidente, sarà possibile ripetere i successi delle ultime Olimpiadi?

"A Torino abbiamo raggiunto risultati che resteranno insuperabili per molto tempo. Giocando in casa abbiamo potuto allenarci a lungo sui nostri impianti, e questo creato una cornice assolutamente irriproducibile. A Vancouver non credo sia possibile ripetere il grosso successo di medaglie ottenute negli ultimi Giochi, anche se presentiamo una squadra di assoluto rilievo in tutte le discipline cui partecipiamo. Credo che la preparazione degli atleti sia all'altezza delle nostre ambizioni e speranze. In molte specialità gli azzurri del ghiaccio si batteranno per risultati importanti".

Enrico Fabbris, pattinaggio di velocità [Fonte: www.enricofabris.com]A Vancouver è atteso un altro duello Fabris-Kramer, per quanto riguarda il pattinaggio in pista lunga?

"Sono indubbiamente ai vertici della specialità. Le loro lame si incroceranno ancora una volta sul ghiaccio olimpico. Noi speriamo che Fabris sappia essere all'altezza delle proprie capacità e del proprio talento. Inizialmente la preparazione aveva fatto sorgere qualche preoccupazione, ma negli ultimi tempi è tornato l'atleta che conosciamo. Riteniamo che il lavoro compiuto dal direttore sportivo, Maurizio Marchetto, permetterà all'azzurro di scendere in pista con le carte in regola. E anche il team pursuit potrà recitare una parte importante nella competizione olimpica".

Per quanto riguarda il pattinaggio di figura, gli ultimi risultati sembrano incoraggianti…

"Presentiamo la più forte compagine della storia olimpica italiana. Siamo presenti in tutte le specialità, cosa mai accaduta prima. Inoltre se non ci fosse stata la giornata sfortunata di Carolina Kostner ai mondiali di Los Angeles lo scorso anno, avremmo avuto due rappresentanti anche nel pattinaggio di figura femminile, come per i maschi. Poi abbiamo due coppie di danza e una di artistico. Insomma, una squadra che può aspirare a risultati di buon livello, ma non voglio fare pronostici".

Carolina Kostner, pattinaggio di figura [www.carolina-kostner.it]Per quanto riguarda il pattinaggio di velocità in pista corta, invece?

"Nello short track abbiamo la più forte squadra d'Europa. I coreani sono irraggiungibili, ma con tutti gli altri la guerra è durissima. Credo però che nelle staffette e con Arianna Fontana, nelle competizioni singole, possiamo essere nelle condizioni di farci onore".

A differenza di Torino, non ci saranno a Vancouver il curling e l'hockey.

"Il primo è uno sport che ha colpito l'attenzione della gente perché, essendo giocato in ore dove non sono presenti competizioni di altre specialità, ha avuto una presenza televisiva enorme. L'Italia ha pochi impianti di curling. Negli ultimi anni è stato fatto un grande lavoro sotto questo profilo, ma siamo in presenza di una base portante di impianti ridotta, e di conseguenza i praticanti non possono essere in numero eccezionale. La nostra partecipazione a Torino, come anche per l'hockey, era dovuta al fatto che, essendo la nazione ospitante, le nostre rappresentative erano iscritte di diritto. A Vancouver invece non è stata raggiunta la qualificazione. L'hockey su ghiaccio invece ha fallito di un soffio la possibilità di conquistare il pass per i Giochi, salvo poi, qualche settimana dopo, vincere il torneo di qualificazione per rientrare nell'Olimpo di questo sport e garantirsi un posto per i mondiali che si disputeranno subito dopo le Olimpiadi".

Quali difficoltà avete incontrato in questi quattro anni?

"Sono quelle tipiche di una federazione che gestisce sport di nicchia. Sono discipline che utilizzano una cinquantina di impianti, alcuni dei quali, specie al Sud, decentrati dal corpo portante e quindi non in grado di partecipare in maniera completa alle attività della federazione. Rimangono quelli della dorsale alpina che grazie alle Olimpiadi di Torino sono riusciti a rafforzarsi nel quadrante del Nord Ovest. Abbiamo difficoltà importanti nella zona sopra il Pò e anche Milano è deficitaria a livello quantitativo e qualitativo. Ci stiamo adoperando affinché venga costruito un nuovo palazzotto del ghiaccio a Brescia, ma la sostanza è che questi sport si praticano prevalentemente lungo il crinale alpino con una grossa concentrazione in Trentino e alto Veneto".

Cosa comporta tutto queto?

"In presenza di un modesto numero di impianti di ghiaccio artificiale viene a mancare una base per poter costituire una quantità necessaria di atleti che possa dirsi capace di recitare un ruolo importante, anche se primeggiamo in molte discipline. Non dobbiamo però enfatizzare risultati raggiunti per apparire più grandi di quel che siamo. Questo è il limite degli sport di nicchia. Il supporto del Coni è indispensabile per far bene in questa attività e speriamo di ricambiarlo facendo bella figura e onorando la maglia azzurra nelle gare alle quali partecipiamo".

Molti impianti di Torino rischiano di chiudere. Quali sono i problemi di gestione nel dopo Olimpiade?

"I costi. Nonostante la Fondazione Torino 2006, che li gestisce, sia riuscita a garantire un loro utilizzo anche intenso in questi anni, il bilancio annuale segna una perdita di un milione e 200mila euro. Sono oneri insostenibili per gli enti locali e il Coni stesso non è in grado di affrontare spese così elevate. E me ne rendo conto, ma non accade solo da noi. È un problema economico. Sono terreni su cui si sta ragionando, mi auguro si possano trovare soluzioni adeguate, ma non è semplice. Anche perché il numero di praticanti di questi sport e di manifestazioni a livello mondiale non è elevatissimo. Noi, per utilizzare ad inizio stagione e per un mese la pista di pattinaggio di Torino, abbiamo speso circa 250mila euro. È ovvio che una Federazione come la nostra non ha queste possibilità. E anche una programmazione a lungo termine diventa impensabile".


I CONVOCATI DELLA FISG

Pattinaggio di Figura
Paolo Bacchini 
Samuel Contesti
Carolina Kostner 
Yannick Kocon/Nicole Della Monica 
Luca Lanotte/Anna Cappellini 
Massimo Scali/Federica Faiella
Pattinaggio di Velocità
Matteo Anesi
Enrico Fabris 
Ermanno Ioriatti
Luca Stefani, Chiara Simionato
Short Track
Nicolas Bean
Yuri Confortola
Claudio Rinaldi
Nicola Rodigari
Roberto Serra
Arianna Fontana
Cecilia Maffei
Lucia Peretti
Martina Valcepina
Katia Zini