Cultura e Spettacoli » Spettacoli » Musica

Fenomeni musicali: code e lunghe attese, le nuove star figlie dei talent show

Fatica, studio e casting estenuanti tra migliaia di giovani. È questa la strada per approdare in tv e ascoltare il proprio successo in radio, restando sulla cresta dell'onda. Ma per qualcuno, il passaggio da gloria a meteora è inevitabile.

» Musica Valentina Marsella - 27/01/2010

Talenti in erba, pronti a sfoggiare qualità non ancora espresse, in attesa della tanto sudata consacrazione mediatica. File lunghissime ai casting, ore e ore di attese per raggiungere la fama e diventare star, tra illusione e opportunità. La nuova strada che conduce al successo gli artisti di domani si chiama talent show. Un format che discende direttamente dai reality e che è nato per riportare professionalità in tv, dopo anni di riflettori puntati su sedicenti cantanti e artisti senza mestiere. Uno show che ha avuto la sua consacrazione cinematografica con 'Fame', storia di alcuni studenti della High School of performing art di New York, 'madre' dei format che conosciamo: da 'Amici' a 'X Factor', da 'Popstars' a 'Ti lascio una canzone'.

Programmi che, come rileva l'ultimo rapporto sull'infanzia e l'adolescenza di Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, hanno letteralmente invaso i palinsesti, arrivando a registrare ascolti da record. I dati della nuova stagione televisiva hanno rilevato come il programma 'Amici', ideato e condotto e da Maria De Filippi, è stato seguito in media da 6 milioni di telespettatori registrando il 25,4 per cento di share. Più ridotta, ma fortemente in crescita, la platea di 'X Factor', con 3 milioni di spettatori e il 14 per cento di share. 

I due talent show hanno avuto il merito di rivitalizzare gruppi di ascolto, un tempo caratteristica del pubblico di Sanremo: ci si riunisce tra amici per ascoltare voci nuove e, dopo un'accurata valutazione personale, arriva il momento di prendere il cellulare in mano per votare il concorrente preferito. I talent del 2000, sottolinea il rapporto Eurispes, sono "figli di una società che stenta a trovare il proprio equilibrio e che, portatrice di incertezze, fa coltivare il sogno di diventare una celebrità ". Studio, fatica, porte in faccia. Sono solo alcuni dei sacrifici che spingono molti giovani ad affrontare viaggi e code lunghissime per avere un provino. 

Ma dai casting passano solo i migliori. Per avere un'idea del fenomeno che richiama folle di aspiranti artisti, basta dare un'occhiata al numero di ragazzi che si sono presentati ai provini dei talent più noti per le nuove edizioni 2009-2010. Alla selezione della terza edizione di 'X Factor', hanno partecipato in 40mila, ma in pochi hanno avuto l'opportunità di essere assegnati a una delle tre categorie previste dalla produzione: under 24, over 25 e gruppi vocali. 

Aspiranti talent desiderosi di diventare star hanno invaso anche gli studi di Cinecittà: per Amici 2009-2010 sono stati esaminati oltre 30mila giovani; di questi, solo 22 (12 cantanti e 10 ballerini) hanno provato l'emozione di sedere tra i banchi della scuola della 'Fame' made in Italy. E oggi, rispetto a un tempo, quando c'era solo il talent scout che pensava a selezionare gli artisti emergenti, la Tv è diventata palcoscenico. I talent show hanno in parte 'rubato' il lavoro alle case discografiche e molte star musicali vengono create dalle trasmissioni. Basti pensare fare i nomi di Alessandra Amoroso e Marco Carta, nati tra i banchi della scuola di 'Amici', o a Noemi e Marco Mengoni, approdati alle luci della ribalta grazie a 'X Factor'.

Nonostante la popolarità dei figli del talent show sia ampliata dalla radio che trasmette continuamente i loro successi, la linea di confine tra opportunita' e illusione è molto sottile. Anche se i loro primi concerti sono autentici bagni di folla e le ospitate in tv si riempiono di fans, quel successo puo' scomparire presto. È il caso delle cosiddette meteore discografiche, stelle che brillano per poco, perché dopo qualche anno di gloria tornano nell'oblio. 

Ne sa qualcosa Giulia Ottonello, trionfatrice della seconda edizione di 'Amici', che ha reso noto come dopo la vittoria abbia ricevuto tante promesse e altrettante delusioni: dopo interviste, ospitate tv, un tour musicale e spettacoli teatrali, il sipario si è chiuso lentamente alle sue spalle. E come non ricordare le Lollipop, band musicale al femminile portata agli allori dal primo talent show italiano, 'Popstar', che nel 2001 riscossero un enorme successo con 'Down down down' aggiudicandosi il disco di platino. Ma poi il nulla.

A raccontare questa realtà fu proprio la trasmissione 'Meteore', in onda su Italia Uno nel 1998 e 1999, in cui riapparivano volti noti che negli ultimi anni erano spariti dagli schermi, dopo un fugace ma intenso momento di notorietà. Del resto gioie e dolori, fanno parte di un meccanismo che, dalle stelle alle stalle, regala glorie momentanee. Sembrano lontani i tempi in cui artisti come Gianni Morandi, Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Guccini hanno mantenuto per decenni la loro popolarità. Senza mai passare di moda e attraversando i palinsesti di radio e tv con i loro continui successi. 

Del resto, a giocare un ruolo fondamentale nella strada verso un successo lungo e duraturo sono proprio le radio. È qui che si decide quante volte far passare la canzone di un nuovo talento piuttosto che di un altro, orientando le vendite e le scelte degli ascoltatori. Il talent show puo' incoronare il preferito della trasmissione, ma poi, quello che accade fuori, puo' essere davvero molto diverso. E il successo diventa spesso un ricordo.