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Ancora sommersa d'olio la Saatchi di Londra

Alla nuova galleria di Chelsea è visibile 20:50, istallazione di Richard Wilson composta da un lago di liquido per motori, capace di trasformare la sala in un immenso specchio

» Correnti artistiche Francesco Amorosino - 20/01/2010
Fonte: www.saatchi-gallery.co.uk

Riflessi, architettura, illusione, contrasto tra solido e liquido. Sono gli ingredienti per realizzare una delle opere d'arte più sorprendenti e affascinanti mai realizzate. La famosa 20:50 di Richard Wilson, infatti, più che un pezzo si può definire una vera esperienza, e chi mai poteva comprare qualcosa di tanto bizzarro se non Charles Saatchi, uno dei collezionisti più importanti e controtendenza del mondo? Creata negli anni '80, l'istallazione ha girato il pianeta in lungo e in largo e non poteva mancare la tappa presso la rinnovata Saatchi Gallery di Chelsea, a Londra.

Non è certo facile descrivere un'opera tanto semplice e complessa al tempo stesso, perchè 20:50 è composta da una stanza riempita di olio per motori riciclato e da un tunnel alto fino alla vita dello spettatore, che può essere condotto così fino al centro del 'lago'. L'incanto sta proprio nell'enorme superficie liscia che riflette in maniera perfetta l'architettura dell'ambiente, in modo che l'osservatore si trovi al centro di una simmetria perfetta, con l'illusione di non saper distinguere tra il sopra e il sotto, tanto da pensare che oltre il tunnel non ci sia altro che una nuova stanza rovesciata. L'illusione, lo stupore, l'alterarsi della percezione sono componenti fondamentali dell'arte nata negli anni '80, anni in cui questa opera è stata concepita, durante il boom delle istallazioni come opere da vivere, non solo da vedere, che cercano il coinvolgimento dello spettatore.



In un articolo comparso sul quotidiano inglese The Guardian, nel 2003, in occasione dell'esposizione di 20:50 a Londra, Wilson spiega di aver voluto creare uno spazio che rompesse i suoi stessi confini. L'idea gli venne osservando una piscina e pensando come l'olio riflettesse in modo perfetto l'ambiente circostante, creando il vuoto in ciò che, invece, è pieno. 

L'artista racconta che la difficoltà maggiore, con un'opera del genere, sarebbe stata trovare un venditore. Saatchi, però, ne fu così colpito che la comprò subito, e da allora 20:50 è stata installata in diversi luoghi, suscitando sempre nuove emozioni. "Una delle prime persone che l'ha vista - ricorda l'artista - è stato un fattorino che ha chiesto come fare per scendere al piano di sotto, ed è rimasto poi sconvolto nel capire che quello era olio". 

La politica di Wilson, infatti, è di non avvertire il pubblico su cosa sta osservando, quando una donna si è avvicinata al liquido, sporcandosi i capelli e il cappotto bianco, l'artista ha chiesto scusa per non aver avvertito di fare attenzione. In tutta risposta, la donna ha affermato che era stata l'esperienza più bella della sua vita. Miracoli dell'arte.



LINK
- L'articolo del The Guardian 
- La Saatchi Gallery di Chelsea