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"Rosa Delli Paoli: le mie poesie i miei quadri": quando la poesia si tinge di colori

Un opera postuma di una grande artista romana, edita in forma autonoma e gratuita, distribuita nelle gallerie d'arte romane e legata ad un premio per i giovani artisti

Vito Tripi - 21/12/2009

Si è soliti dire che le persone sono come le poesie o i testi delle canzoni solo insieme fanno qualcosa di bello. E così per l’arte se non c’è anima sulla tela sono solo colori e tratti e nulla più. Così come la poesia può essere parola morta sulla carta. Ci vuole l’essenza dell’artista affinché l’opera abbia davvero un senso. Quindi cosa succede quando la poesia si tinge di colori o quando i disegni sono accompagnati da versi? E’ il vero connubio dell’arte che colpisce tutti i sensi. Ed è quello che ha fatto, anche se in maniera postuma, Rosa Delli Paoli pittrice e poetessa romana scomparsa, dopo una lunga e dolorosa malattia, l’11 settembre del 2008.
Per ricordare il suo lavoro, vario, poliedrico e coinvolgente sono intervenuti in tanti in primis i familiari che hanno deciso di radunare molte delle sue poesie e dei suoi quadri in un libro intitolato “Rosa Delli Paoli: Le mie poesi…I miei quadri”. Ma questo non è un libro che troverete negli scaffali delle librerie. Stampata dalla Tipografia Capobianchi, viene distribuito in forma gratuita presso le più famose gallerie d’arte romane, una tra le prime “Il Leone” sotto la guida dell’art director Ginco, affinché tutti, addetti ai lavori e non, possano conoscere e apprezzare il lavoro di questa artista di grande umanità. A lei è anche dedicato da quest’anno un concorso per i giovani artisti.
Il libro ha quindi una doppia veste ora come catalogo ora come raccolta di poesie, difatti ad ognuna di esse è accompagnato uno dei quadri che più si sposa con le sue tematiche. Un libro profondo tenero che si apre con un pensiero del marito della Delli Paoli che in poche righe ci mostra il ritratto personale della donna oltre l’artista. Nell’appendice sul commento di Anny Baldissera, pittrice, critica d’arte e direttrice della Galleria “Cassiopea”, leggiamo “siamo di fronte ad un linguaggio emotivamente coinvolgente, attento più alla narrazione, al racconto che alla struttura compositiva dell’opera, che si qualifica proprio nel significato espressivo nascosto”.
Ma veniamo ora alle sue poesie. Delicate, incisive, con uno stile pulito ed essenziale ma mai scarno o melenso. Le tematiche sono varie, da quelle squisitamente personali come “Pensieri” i quali “ondeggiano lievi, e come note effimere, senza un perché si perdono” o come “I miei libri” che sono gli “unici compagni di lunghe notti insonni, esaltanti avventure che risvegliano i sensi”; legati al lavoro quali “La Tela” che “col suo candore, mi guarda dal cavalletto, un po’ triste, dimenticata, mi invita, mi chiama, mi sprona”; più filosofici come “Il Passato” che vola “sulla scia del vento con i suoi ricordi, gli avvenimenti, sempre più lontani, evanescenti solo pulviscolo sparso nel mondo” o “La libertà” che può avere “il profumo di un fiore…la leggerezza di una piuma” ma anche “il sapore amaro della solitudine”; ma ce ne sono anche di stretta attualità come “Immigrati” che “arrivano da lontano stipati come seppie su barche logore…naufraghi respinti anche dal mare” o come “Guerra” che è stata pubblicata anche sulle colonne de Il Messaggero nel 2004.
E poi tante altre, dolci, anche un po’ tristi che toccano il cuore, pensando soprattutto al luttuoso destino che ha colpito la loro autrice. Ma ce ne una che è giusto citare in parte a mo di messaggio di speranza ed è “Non lascerò…”: “non lascerò che un fremito di vento trasformi i miei sogni in un vapore che si dissolve al sole…Con germogli di luce, viaggerò con ali di farfalla, verso nuovi orizzonti, tra gli spazi infiniti. Donerò alla luna i miei sogni più belli”.
Come si accennava le poesie sono accompagnate dai quadri della Delli Paoli, intensi acquerelli, oli significativi, o tratti liberi di matita che affascinano passando dai colori caldi ai freddi in una simmetria perfetta. I soggetti variano dagli autoritratti, ai tramonti ad Acitrezza, alle barche nel molo di Porto S. Stefano, a nature morte, senza tralasciare gli affetti della vita quotidiana dell’artista. Come scrive in un suo commento Brigitte Risch “la sua pittura, lontana da ogni artificiosità rivela un intimo desiderio di libertà…evidenzia con grande forza espressiva i valori autentici della vita”.