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Italia & Salute: si vive di più e in migliori condizioni

Cittadini longevi e che si sentono bene, ma anche inclini a vizi e scorretti stili di vita. Al primo posto fra le cause di morte patologie cardiocircolatorie e neoplastiche. Lo rivela una relazione del ministero della Salute.

» Ricerca in Medicina Stella Marino - 16/12/2009
Fonte: Immagine dal web

Il Belpaese imbianca soddisfatto, sentendosi in salute e senza particolari disabilità. I cittadini vivono sempre a più a lungo e in uno stato di relativo benessere fisico, ma sono restii a cambiare le loro cattive abitudini facendo rimanere quali prime cause di morte le malattie del sistema cardio circolatorio e i tumori, affiancate dal diabete. A tenere i conti dell'Italia che invecchia, la relazione sullo stato sanitario del Paese 2007-2008 del ministero di settore.

Con un tasso di vecchiaia del 143%, nella Penisola dunque l'aspettativa di vita alla nascita è passata dai 74 anni per gli uomini e gli 80 per le donne dei primi anni '90, ai rispetivi 78 e 84 anni odierni. Esistenze per lo più serene, vissute mediamente con positività dagli italiani, il 61% dei quali si considera sano e libero da disabilità gravi, anche se i dati rivelano che il 13,1% della popolazione è affetto almeno da una patologia cronica fra le rilevanti. Spicca nella Relazione, anche il dato positivo di un ulteriore decremento della mortalità infantile, mentre rimane invece a livelli record il ricorso per le neomamme al parto cesareo.  

CRONICITA' E DISABILITA'. Restano in Italia molto diffuse patologie come artrosi e artrite (18,3%, ipertensione arteriosa (13,6%) e allergie (10,7%), con percentuali di maggiore cronicità fra le donne, soprattutto per ciò che riguarda artrosi, artrite, osteoporosi e cefalea. Proprio l'universo femminile si conferma in peggiori condizioni di salute, lamentando l'incidenza di una patologia cronica rilevante nel 17% dei caso, contro il 10,2 degli uomini. A funestare la vecchiaia di questi ultimi ci sono invece l'infarto, l'enfisema e la bronchite acuta.

LE CAUSE DI MORTE. Le patologie del sistema circolatorio e i tumori, spiegano da sole quasi tre morti su quattro (70%). 
- Malattie cardiovascolari: nel 2003 hanno causato 140.253 morti fra uomini e donne, pari al 41% dei decessi complessivi. Negli uomini, secondo il documento, la mortalità è trascurabile fino ai 40 anni, emerge fra i 40 e i 50 anni e poi cresce esponenzialmente con l'età. Per le donne fascia di età critica è quella fra i 50 e i 60, un rischio che sale rapidamente con trascorrere del tempo. 

- Tumori:
rappresentano in Italia la seconda causa di morte, a fronte però di un calo oggettivo di mortalità nell'ultimo decennio. Solo nel 2006 sono registrati 168mila decessi per cancro che costituiscono il 30% di tutte le morti. L'incidenza di tumore in aumento nel nostro Paese, è motivata da un incremento della sopravivenza dei malati e dunque anche della loro qualità di vita.

IL DIABETE. La pandemia di obesità che ha colpito l'Italia dovuta agli scorretti stili di vita, ha aperto la strada anche un'inarrestabile incidenza del diabete. Si stima che oggi i diabetici siano 2,5 milioni, con un picco al Sud pari al 4,6%, a fronte del 3,9% del Nord e il 4,1 per cento del Centro. La prevalenza della patologia, sottolinea la Relazione, aumenta con l'età (si passa dal 2,5% nella classe d'età 45-54 anni al 16,3% nelle persone con più di 75 anni), contribuendo così ad aggravar il quadro clinico degli anziani e ad incrementare l’uso di farmaci".

SALUTE MATERNA E NEONATALE. Nel nostro Paese si conferma un'eccessiva 'medicalizzazione' delle nascite, con un massiccio ricorso al cesareo che vede un tasso pari al 38,2%, ai primi posti in Europa. Calano invece le interruzioni di gravidanza del 3,1%. I bambini dal canto loro, muoiono di meno (-19% per i maschi, -31% per le femmine) e vengono al mondo più sani: i nati con un peso tra i 1.500 e i 2.500 grammi  sono pari al 5,8%. Le cause di mortalità fra i neonati sono per lo più riconducibili a condizioni morbose ad insorgenza perinatale e a problemi fetali e placentari.

I FATTORI DI RISCHIO PER LA SALUTE. Inquinamento e stili di vita rappresentano alcune delle minacce più temibili per lo stato di benessere degli italiani.
- Aria atmosferica: l'inquinamento delle nostre città ha, stando al documento del ministero della Salute, un impatto violento su malattie e decessi: il 61% delle stazioni di rilevamento ha, nel 2006, disatteso il limite giornaliero di particolato atmosferico, mentre nell'estate del 2007 il 93% delle stazioni ha rilevato lo scavalcamento del limite di ozono per la protezione della salute.

- Aria indoor: peggiorata negli ultimi decenni anche la qualità dell'aria respirata all'interno degli ambienti frequentati quotidianamente: case, uffici, scuole, edifici commerciali. "Il rischio espositivo - sottolinea il documento - risulta di particolare gravità per alcuni gruppi più suscettibili, quali bambini, anziani, malati cronici". Si stima infatti che in Europa il 4,6% delle morti per tutte le cause e il 31% delle inabilità siano attribuibili all'inquinamento indoor. 

- Radiazioni: l'esposizione al radon (gas radioattivo) nelle abitazioni, "aumenta in modo significativo il rischio di tumore polmonare". Secondo la Relazione, si stima che in Italia i decessi per questo tipo di cancro dopo l'esposizione al pericoloso gas, siano circa 3mila all’anno (dai mille ai 5mila). La principale fonte di questo gas risulta essere il terreno, dal quale fuoriesce e si disperde nell'ambiente, accumulandosi in locali chiusi ove diventa pericoloso

- Sedentarietà: la Relazione del ministero, sottolinea come solo nel 2002, nel nostro Paese, per carenza di attività fisica sono morte circa 28 mila persone (5% del totale), mentre per la stessa causa ammontano a 3,1% gli anni di vita in buona salute persi per invalidità e morte prematura. Secondo recenti dati Istat, il 40,2% degli italiani non pratica attività sportiva o fisica nel tempo libero. 

- Abitudini alimentari: solo il 10% della popolazione, ricorda il documento, consuma le 5 porzioni raccomandate per un'efficace prevenzione delle neoplasie, a fronte  di una percentuale di adulti in sovrappeso pari al 32% e di obesi che tocca l'11%.

- Il fumo: in Italia il tabacco uccide dalle 70mila alle 83mila persone l'anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Il fumo, spiefa la Relazione, "è una causa nota o probabile di almeno 25 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive ed altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie". Negli uomini il fumo è responsabile del 91% di tutte le morti per cancro al polmone, e nelle donne del 55% dei casi, per un totale di circa 30 mila morti l'anno.

DOCUMENTI
- Relazione sullo stato sanitario del Paese 2007-2008