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E-book: quando la lettura diventa digitale

Alla fiera 'Più Libri, Più Liberi' un intero stand dedicato al settore. Un mercato ancora poco diffuso in Italia ma che sta prendendo piede negli Usa. Alcuni editori stanno mettendo a punto nuove strategie. Ma il libro tradizionale non sparirà.

» Cronaca Libri Gianluca Colletta - 11/12/2009

Il futuro dei libri passerà attraverso gli e-book. Comodi, leggeri e sempre più tecnologicamente avanzati, sostituiranno un giorno ingombranti scaffali pieni di volumi impolverati, tanto che l'ottava edizione di 'Più Libri, Più Liberi', la fiera nazionale della piccola e media editoria, ha dedicato al settore un intero stand.

Un mercato con forti margini di crescita e che al momento sta muovendo i suoi primi passi. “Se facciamo un discorso a livello internazionale - spiega Cristina Mussinelli, consulente per l'editoria digitale dell'Associazione italiana editori (Aie) - questa tipologia di lettura copre l'1,5% del mercato dell’industria libraria. Se guardiamo invece solo all'Italia dobbiamo constatare che siamo ancora agli inizi, appena lo 0,04%. I dispositivi ci sono, ma non sono così diffusi come in altri paesi, tra i quali gli Stai Uniti. Da noi invece ci sono alcune iniziative ma sono proprio all'inizio".

Dottoressa Mussinelli cosa bisogna fare, secondo lei, per sviluppare di più questo settore dell'editoria?
"Le scelte dipendono soprattutto dalle strategie delle singole case. Già il fatto che sono disponibili sul mercato dei dispositivi, che la gente sta iniziando a comprare, può essere sicuramente uno stimolo per gli editori a proporre dei titoli. Inoltre tutto dipende molto dai segmenti di mercato che andiamo a toccare. Ad esempio nell'ambito dell'editoria universitaria e professionale ci sono già case attive in questo campo, che pubblicano riviste o libri in digitale da diverso tempo".

Il fenomeno dell'e-book si sta estendendo anche ai quotidiani, sarà quindi possibile sottoscrivere un abbonamento alla testata?
"Ci sono dei giornali, come 'La Stampa', che sono già disponibili in versione e-book. Questo per esempio lo possiamo trovare sia in Italia che negli Stati Uniti, mentre per 'Il Corriere della Sera' è disponibile la versione nella nostra lingua, ma solo per chi abita oltreoceano".

L'e-book è poco conosciuto, anche se ne parla da anni, secondo lei c'è una sorta di diffidenza ad accettare questo strumento?
"È un mezzo molto nuovo e quindi è normale che ci sia una scarsa conoscenza da parte del pubblico. L'e-book più diffuso è stato messo in vendita in Italia un anno fa, e quindi è chiaro che è una cosa molto nuova".

Oltre al libro digitale gli editori stanno sperimentando anche altri settori di diffusione?

"Una cosa che inizia ad essere utilizzata anche per la lettura di libri è l'iPhone. Adesso una serie di case editrici hanno pubblicato diversi titoli (dizionari, guide e fiabe per ragazzi, per lo più). È un dispositivo più disponibile e diffuso. C'è quindi una tendenza a creare dei prodotti che attualmente si possono comprare su internet".

Quali i possibili disagi dell'e-book? Può dar fastidio, ad esempio, alla vista quando si legge?

"Sui nuovi dispositivi le tecnologie sono più evolute. Ciò comporta che la tipologia di lettura è simile a quella su carta, anche se ancora sono solo in bianco e nero. Si possono leggere quindi solo libri con un’impaginazione molto semplice. Nei prossimi anni con l'evoluzione tecnologica queste cose cambieranno. È un pò come è accaduto per i primi telefonini: pesavano tantissimo, erano scomodi e non avevano molte funzioni. Ci sono voluti 10-15 anni prima che le cose cambiassero".

Quali difficoltà potrebbe incontrare chi utilizza questo supporto per la prima volta?

"Dipende. Ce ne sono alcuni molto semplici, come quelli che hanno la connessione wii-fi. Permettono di scaricare i file direttamente sul lettore, senza trasferirli prima sul computer. Altri invece necessitano di una connessione a internet, obbligano ad un passaggio intermedio e sono un po’ più complicati".

A chi è rivolto l'e-book?

"Non esistono statistiche a riguardo, ma sicuramente è uno strumento scelto da chi lo deve usare per scopi professionali. In prospettiva probabilmente saranno le persone più giovani a prediligerlo".

Secondo lei i libri tradizionali potrebebro essere sostituiti?

"Mai. Sono due modalità di lettura diverse e non è detto che una cosa escluda l'altra".