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INTERVISTA - Gisotti: "L'attenzione all'ambiente rivoluziona il mondo del lavoro"

Quando la salvaguardia del pianeta porta con sé posti di lavoro verdi: la 'Guida ai green jobs' propone una rassegna dei lavori eco-sostenibili.

» Cronaca Lavoro Silvia D'Ambrosi - 13/01/2010

Ambiente e mondo del lavoro. Ormai si tratta di due ambiti strettamente legati. La salvaguardia dell'ambiente, infatti, non solo è una strada obbligatoria e irrinunciabile, ma è un percorso che offre importanti ed interessanti occasioni in campo occupazionale. Ma quali, esattamente? E' la domanda che si sono posti e cui hanno dato risposta gli autori di 'Guida ai green jobs', da poco disponibile nelle librerie, Tessa Gelisio e Marco Gisotti.

La Guida è frutto della collaborazione di due ambientalisti convinti. Marco Gisotti è da molti anni direttore responsabile della rivista Modus vivendi per la quale cura in particolare l'inserto Ecolavoro e dal 2006 è direttore scientifico del Master in Comunicazione ambientale della Facoltà di Scienze delle comunicazioni dell'Università La Sapienza di Roma. Tessa Gelisio, oltre ad essere Presidente dell'associazione ambientalista forPlanet, è un volto noto della televisione, conduce, infatti, la trasmissione 'Pianeta Mare'.

La copertina del volumeIl comparto è di quelli che, tanto più nell'attuale crisi occupazionale, si presenta come un’occasione da non perdere. "Le statistiche parlano di quasi 850 mila persone occupate nel settore dell'ambiente in Italia" conferma Tessa Gelisio, "sono tantissime le professioni elencate nella Guida ai Green Jobs. Quelle classiche hanno a che fare con la conservazione dell'ambiente e riguardano il mondo della ricerca, delle associazioni a difesa dell'ambiente, dei parchi. In ogni caso, oltre alle professioni direttamente interessate alla conservazione ambientale, green jobs sono considerati tutti quelli che con la loro attività migliorano la qualità ambientale".

Questo vuol, dire che potenzialmente molte professioni o mestieri che modificassero il loro obiettivo nella direzione dell'eco-stenibilità potrebbero rientrare nella categoria dei green jobs?
"Ci sono mestieri che possono attivare servizi e segmenti ecologici. Non al 100 per cento ecologici, ma sicuramente più ecologici della media. Faccio un esempio. L'ingegnere che lavora in una casa automobilistica che per anni ha sviluppato vetture e motori più performanti, ora, invece, si ritrova a mettere a punto motori che riducono la CO2 Certo, nel caso del settore chimico esistono prodotti inquinanti che magari inquineranno ancora di più, tuttavia, ve ne sono molti che inquinano meno o addirittura non inquinano. Quindi in tutti i settori è possibile correggere l'impatto sull’ambiente".

In  Germania la politica ambientale è molto avanzata, così come il tasso di occupazione nel settore ambiente. A cosa imputa il ritardo italiano?
"E' una questione culturale anche da parte dai consumatori. In Italia, si è sviluppata più tardi. Accade, infatti, che l'impulso maggiore arrivi sempre dall'ambiente dei consumi, ovvero dal fatto che i consumatori scelgano o meno prodotti più ecologici. Ovviamente in Germania c'è stata una domanda maggiore di questi prodotti. In Italia è nata ora la questione e questo è un dato di fatto. Dopodiché, nel nostro Paese non si fa sufficiente ricerca rispetto ad altre nazioni dove la ricerca ha portato ad un maggiore sviluppo di altri prodotti. Vale la pena, però, riconoscere anche la lungimiranza delle aziende che hanno investito nella dinamica ambientale e in quella di marketing”".

Manager, imprenditori, professionisti che avete intervistato per introdurre i diversi settori della Guida, avranno convintamente sostenuto la necessità della salvaguardia dell'ambiente. Ma, a suo avviso quanta consapevolezza c'è tra i cittadini italiani?
"Non tantissima. La consapevolezza è, però, un trend inarrestabile che deriva da una maggiore attenzione all’ambiente. In pochi secondo me hanno capito che non è un’opzione, è un obbligo fare questa scelta. Se l'imprenditoria italiana era in ritardo, le cose sono ora notevolmente cambiate rispetto a qualche anno fa".

Un elenco molto lungo quello dei mestieri verdi. Energie rinnovabili, edilizia, trasporti, agricoltura, turismo, produzioni alimentari, comunicazioni, finanza, gestione dei rifiuti e sicurezza del territorio. Quali mestieri in realtà potranno svilupparsi a breve?
"Sicuramente tutto il settore legato alla riforestazione e alla gestione del territorio. Penso, ad esempio, alla necessità di riqualificare aree danneggiate e di riforestare per compensare le emissioni di CO2. Credo ci sarà un grande sviluppo anche nell'ambito delle politiche ambientali. Mentre, sul fronte agricoltura, parlerei piuttosto di una riqualificazione delle figure professionali che dovranno essere maggiormente indirizzate verso una produzione eco-sostenibile, sia agricola che dell'acquacoltura. Sempre più si andrà, infatti, nella direzione dell’agricoltura biologica e degli allevamenti sostenibili. Ma, ripeto, in questo settore, più che importanti aumenti al livello degli occupati, ci sarà una tendenza alla riqualificazione".

Quale ruolo e responsabilità ha la politica nel prendere la 'direzione verde'?
"La politica ha tante e grandi responsabilità, come quella di indirizzare l'economia verso la sostenibilità. Indipendentemente dalla politica, questo è comunque, a mio avviso, un trend inarrestabile che continuerà, incentivi sì, incentivi no. È una leva di marketing molto importante che i consumatori impiegheranno sempre più. Inoltre per tante aziende, per tanti processi produttivi, ecologia significa anche maggior risparmi. La politica ha fatto molto nel settore delle energie. Vedremo quali saranno le prossime scelte del governo che aveva assicurato il sostegno alla green economy".

LINK
Scheda 'Guida ai green jobs'
Modus Vivendi, Ecolavoro
Associazione forPlanet