Cultura e Spettacoli » Libri » Libri: Recensioni

Jack Ketchum: 'La ragazza della porta accanto', quando il carnefice è una donna

Jack Ketchum apre una finestra sulla cruda realtà della violenza sui minori e sulle donne con la forza di un pugno nello stomaco coinvolgendo in toto il lettore

» Libri: Recensioni Vito Tripi - 27/01/2010

Aprendo il giornale ormai non si fa quasi più caso ai numerosi drammi delle violenze contro le donne. Abusi sessuali, torture fisiche e psichiche, compiute sopratutto dentro le quattro mura di case, spesso propri dai parenti più prossimi. Ed è sull'orrore della quotidianità e della realtà che lavora da anni Jack Ketchum noto scrittore statunitense che, a tuttoggi, è ancora poco conosciuto in Italia. 

Questa volta l'autore torna con un libro da titolo emblematico 'La ragazza della porta accanto', edito per dalla Gargoyle. A vent'anni dalla sua prima pubblicazione, il capolavoro Ketchum, fonte di grande scalpore per gli argomenti trattati, viene finalmente proposto anche al pubblico italiano, dopo essere stato tradotto in greco, giapponese, tedesco, francese e ungherese.

Siamo nell'estate del 1958, David Moran, 12 anni (alter ego dello scrittore), vive in una cittadina rurale dello Stato del New Jersey. Il suo mondo ruota attorno a Laurel Avenue, strada senza uscita fittamente alberata, popolata di villette a schiera dove tutti si conoscono. I suoi migliori amici sono i fratelli Chandler che abitano nella casa accanto. La sua vita scorre normale come quella di tutti i suoi coetanei sino al giorno in cui non conosce Megan, quattordici anni, dal crine rosso fuoco, con il corpo che disegna le prime sinuosità di donna e l'intraprendenza di un maschio. Meg porta sul corpo alcune cicatrici triste eredità di un incidente stradale che l'ha privata dei genitori e ha gravemente ferito la sua sorellina Susan. Le due ragazze abitano proprio a casa dei Chandler e sono sotto la custodia di Ruth. 

Per David è una cosa molto bella visto che oltre all'amicizia che lo lega la trio di fratelli lui stima molto Ruth, quella mamma che ogni tanto allunga loro qualche birra, un po' sboccacciata, che fuma come una ciminiera e che ha le ascelle rasate. Ruth è rimasta sola a prendersi cura dei figli da quando il marito l'ha abbandonata lasciandole in eredità solo un bunker antiatomico (sono gli anni della Guerra Fredda) mezzo costruito. Ma dietro la sua aria trasognata Ruth nasconde una vena di sadismo e alienazione, che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente, e poi dando vita a una serie di torture fisiche e psicologiche a cui anche i suoi figli prendono parte attiva. 

E quindi, come una grottesca maestra, rende sia David che gli altri amichetti del vicinato testimoni e, in qualche modo, complici delle terribili sevizie. La polizia accoglie con leggerezza le denunce di Meg: l’unica speranza per lei e la sorella è l’aiuto di David, che deve scegliere tra l’affetto per Meg e l’ossequio verso Ruth. Ketchum inizierà una rapida e terrificante discesa nell'inferno degli orrori domestici, in cui la follia di Ruth corrisponde al suo abbrutimento fisico, in cui si assisterà ad uno stupro, alla privazione del cibo sino ad un agghiacciante infibulazione. 

Il romanzo sembra a tratti riprendere le tematiche sia di 'Stand by me-Ricordo di un'estate' sia de 'Il Signore delle mosche'. Ma c'è dello shaskperiano, difatti Ruth, assieme alla sua sadica nidiata, ricorda la crudele regina dei Goti con i suoi figli degeneri ne il 'Titus Andronicus'. L'orrore, in Ketchum, non ha alcuna origine sovrannaturale, risiede unicamente in quei comportamenti umani improntati al disconoscimento dei propri simili, nei processi dell'inconscio e della malattia mentale; celato soltanto dalla normale routine quotidiana, si svela progressivamente.

Il bestseller si ispira a una delle pagine più atroci della cronaca criminale americana: l'assassinio della sedicenne Sylvia Likens per mano di sua zia, Gertude Baniszewski (che l'aveva in affido assieme alla sorella minore) e dei suoi giovani cugini. Un fatto terribile, avvenuto nel 1965 nell'Indiana, che scosse gli Stati Uniti, e di cui non si è mai smesso di parlare, in quanto primo di una lunga e inquietante sequela di casi di segregazione violenta ai danni di minori.

Quindi Ketchum con il suo stile, asciutto e semplice, ma mai scarno, attinge dalla realtà per dipingere un affresco di orrori che per la sua veridicità è come un pugno nello stomaco. Una critica anche alla cultura borghese di facciata e alla laccatura della realtà. Ma soprattutto è una finestra aperta sulla violenza contro le donne il tutto con poco più di 250 pagine anziché i ciclopici volumi intrisi di retorica e buonismo veterofemminista di Larsson.


INFORMAZIONI
Titolo:
La ragazza della porta accanto
Autore: Jack Ketchum
Editore: Gargoyle Books
Anno: 2009
Pagine: 296
Prezzo: € 17,00