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Tra guerra e colori: il mondo secondo Steve McCurry

Ritratti, paesaggi, frammenti di vita quotidiana di culture lontane: sono gli scatti di uno dei più importanti fotogiornalisti, esposti a Milano a Palazzo della Ragione.

» Fotografia Francesco Amorosino - 23/11/2009

Sono soprattutto i colori, così forti, così vividi, a rendere ancora più impressionanti le fotografie di Steve McCurry, un uomo che ha girato in lungo e in largo il mondo, addentrandosi a sud e a est nei luoghi più inaccessibili, tra i popoli più diversi, tra guerre, tragedie, orrori, ma anche tanta, tanta bellezza. Osservando i suoi scatti le emozioni scorrono senza freni, persi in atmosfere solo all'apparenza distanti, ma fatte di persone, di pensieri, di paesaggi che sono dentro ognuno di noi. Sono quasi 200 gli scatti del maestro, nato a Philadelphia nel 1950, esposte a Palazzo della Ragione, nel cuore di Milano, fino al 31 gennaio 2010, per una mostra speciale che racconta 30 anni di intensa  carriera, attraverso volti, colori, paesaggi e luci, dall’Afghanistan all’India, dal Tibet alla Birmania. 'Sud-Est: Steve McCurry 1980-2009' è, dunque, un tributo a un grande del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il più importante riconoscimento del settore. 

"La sequenza di immagini presentata nella mostra - ha spiegato l'autore - evoca l'ampio mosaico dell’esperienza umana e i miei incontri casuali con sagome e ombre, acqua e luce. Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell'essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità". Sono sei le parti in cui si articola il percorso espositivo: si parte con 'Portraits', in cui subito lo spettatore entra in contatto con la bellezza, l'eleganza, la dignità dei ritratti di McCurry, dignità che il fotografo tiene ben presente in ogni persona che incontra e immortala. Si passa poi a 'Silence and travel', avventurandosi in luoghi lontani, in culture diverse, dove il silenzio è un valore più importante di quanto non lo sia nel mondo Occidentale. Tra persone in preghiera e ampi scenari il viaggio diventa sia esteriore che interiore.

'Afghan girl', Peshawar (Pakistan, 1984)La terza sezione offre le visioni più cupe: 'War'. Non solo la guerra in Paesi lontani, ma anche quella a casa propria, con il crollo delle Torri Gemelle visto dalla finestra del suo studio di New York dopo un viaggio in Tibet insieme al Dalai Lama. Alla tragedia si mischia la poesia, all'orrore la consapevolezza. Il quarto segmento parla di “Joy and life” con scenari di allegria, colore, vita e bellezza. Ci si aspetterebbe di trovare questi stessi elementi nella quinta sezione: 'Children', ma qui c'è anche lo sfruttamento dei bambini, spesso costretti a diventare soldati.

Ultima sezione è 'Beauty', con tre immagini, tra cui il celebre scatto della bambina afgana dagli occhi verdi, diventata ormai un’icona  della fotografia contemporanea, e altri due ritratti, una studentessa afgana con i libri in mano e una ragazza pakistana  con uno scialle verde.  Concludono il percorso tre ulteriori sezioni fotografiche, costruite come 'cortometraggi', con una fila ininterrotta di fotografie che compongo diverse storie: Monsoni, Aids, Ritratti, per immergersi davvero negli scenari e nelle tematiche che accompagnano la nostra vita e quella di persone vicine e lontane.

INFORMAZIONI

Titolo:   Sud-Est: Steve McCurry 1980-2009
Dove:

Milano - Palazzo della Ragione, piazza Mercanti 1 -

Quando: Dal 11 novembre al 31 gennaio 2010
Orari:

da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30, giovedì dalle 9.30 alle 22.30, lunedì dalle 14.30 alle 19.30

Ingresso: Intero 8 euro, ridotto 6,50 euro, scuole 3 euro
Tel: 02.43353522
Sito web: www.stevemcurrymilano.it