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Calcio: la Corte d'Appello ferma la vendita di partite sul satellite per il 2010-2012

Il ricorso di Conto Tv blocca Sky perchč la legge del 1999 vieta posizioni dominanti. E l'Antitrust apre un'istruttoria contro la Lega. Alla Rai radiocronache e highlights.

» Calcio Gianluca Colletta - 11/11/2009

Una piccola e giovane televisione che vuole stravolgere i piani di un colosso internazionale. Una sorta di Davide contro Golia dei giorni nostri, quella di Conto Tv e Sky nella battaglia dei diritti televisivi per le partite della serie A e B di calcio.

Il colpo di scena è arrivato dalla Corte d'Appello di Milano che ha accolto l'istanza cautelare di Conto Tv, inibendo la Lega Calcio a proseguire nelle trattative per l'assegnazione del pacchetto Platinum Live, contenente i diritti di trasmissione in diretta su satellite delle partite di calcio per le stagioni 2010-2011 e 2011-2012.

Tutto era iniziato dal fatto che, a differenza del digitale terrestre, per le trasmissioni satellitari non era prevista una trattativa che potesse dividere l'offerta tra più emittenti. La presenza di un'asta unica per tutte le partite favoriva, secondo i legali di Conto Tv, un colosso come Sky, estromettendo di fatto ogni possibile altro concorrente dalla corsa. Immediato, prima ancora di presentare ricorso in tribunale, l'esposto all'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni e all'Antitrust. Quest'ultima ha immediatamente aperto un'istruttoria contro la Lega per possibile abuso di posizione dominante nella formazione dei pacchetti, in particolare per la pay tv, che si concluderà entro il 31 maggio 2010 in modo da poter salvare le dirette per la prossima stagione.

L'associazione delle squadre professionistiche, appena venuta a conoscenza della sentenza, ha reso noto in un comunicato di voler presentare ricorso contro un provvedimento definito "carente nelle motivazioni e comunque infondato". Si legge, sempre nella nota, che "La LNP continua a ritenere di aver realizzato la procedura competitiva nel pieno rispetto della Legge Melandri-Gentiloni, della normativa Antitrust, e dei principi approvati con le Linee Guida".

Il quadro normativo che regola il mercato televisivo per quanto riguarda le società di calcio fa riferimento alla legge 29 marzo 1999, n.78. L'obiettivo è quello di evitare posizioni dominanti. E per questo, si legge, "È fatto a chiunque divieto di acquisire […] più del sessanta per cento dei diritti di trasmissione in esclusiva in forma codificata di eventi sportivi del campionato di calcio di serie A". "Nel caso in cui le condizioni dei relativi mercati determinano la presenza di un solo acquirente - prosegue il documento - il limite indicato può essere superato ma i contratti di acquisizione dei diritti in esclusiva hanno durata non superiore a tre anni".

La deroga era stata fatta per permettere all’Italia lo sviluppo del digitale satellitare tramite l'ingresso di Sky in un mercato in crisi. Prima dell'arrivo del colosso di Murdoch i diritti erano divisi tra le società Stream e TelePiù. La loro fusione, da cui è poi nata Sky, aveva creato un problema di concentrazione monopolistica per quanto riguardava i diritti delle partite di calcio. Nel caso si fosse applicata alla lettera la prima parte della legge, avrebbe creato delle discriminanti tra le squadre. Quelle escluse infatti avrebbero perso una parte dei loro guadagni che non sarebbero poi stati reinvesti nelle campagne di calciomercato.

Adesso quelle condizioni non esistono più e, secondo la Corte d'Appello di Milano, non è più possibile vendere i diritti in un unico pacchetto. L'emittente di Murdoch fa sapere che "la vicenda riguarda la Lega Calcio e non Sky". "Anche se - dice tramite un comunicato - stiamo seguendo la questione con grande attenzione".

Già in passato Conto Tv si era imposta all'attenzione dei tifosi, soprattutto partenopei e fiorentini, per aver trasmesso alcune partite. Nata come canale di film per adulti nel 2003 il suo palinsesto è andato evolvendosi nel tempo. Ma è nella stagione 2007/2008 e 2008/2009 che balza agli onori della cronaca per aver acquistato i diritti di trasmissione di alcuni eventi calcistici come partite di Coppa Uefa, serie B, serie C1, preliminari di Champions League ed Europa League, match di qualificazione agli Europei 2008 e i primi quattro turni della TIM CUP.

Fuori dalla bagarre, sono stati assegnati intanto i diritti per le trasmissioni in chiaro. Mentre il mercato delle parabole rimane bloccato in attesa di ulteriori sviluppi, la Rai ha firmato l'accordo con la Lega Calcio per le radiocronache e la trasmissione in chiaro degli highlights dei prossimi due campionati, per una cifra pari a 58,5 milioni di euro. Confermati quindi nei palinsesti di viale Mazzini programmi come 'Tutto il calcio' e '90° minuto', con viva soddisfazione delle parti. Una goccia in un mare che fino ad ora ha fruttato 930 milioni di euro per il 2010/11 e 965 milioni di euro per la stagione successiva.


NORMATIVA

- Legge 29 marzo 1999 n.78