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Medicina estetica: uomo-donna, la parità è nel 'ritocchino'

Ogni anno 1,7 milioni di interventi estetici, soprattutto al Nord, tra lifting e biorivitalizzanti. Il 22% dei maschi è preoccupato per la pancetta. Tra le ragazze, non solo punturine: si ricorre allo specialista anche per problemi postura.

» Cronaca Medicina e Salute Valentina Marsella - 05/11/2009

Ritocchini, lifting e cure di bellezza fanno pensare a un capriccio tutto al femminile. Ma tra gli adepti del beauty care c'è anche platea maschile sempre più vasta. I 'narcisi' aumentano: un uomo su quattro, infatti, circa il 22%, in una fascia d'età che va dai 25 ai 40 anni, si concede un trattamento estetico e strizza l'occhio ai camici bianchi che possano regalargli nuovo fascino. 

La medicina estetica, quindi, è uno di quei settori che non conosce crisi, lo dismostra un business in costante aumento: agli specialisti delle 'punturine' oggi si ricorre non solo per 'rifarsi' labbra o zigomi, ma anche per patologie come il sovrappeso, l'obesità o la postura. 

Certo, la maggior parte dei pazienti ha come principale obiettivo quello di ridarsi un tono e fare una ritoccatina. Sono in crescita, infatti, le donne e gli uomini, che si affidano alle moderne tecniche del ringiovanimento corporeo, soprattutto gli italiani residenti al Nord: in totale sono 1,7 milioni quelli che si sottopongono ad interventi in un anno, secondo quanto emerge dalle cifre stilate nel 2008 e dai trend del 2009. Dopo una flessione immediata di oltre il 6%, a fine 2008, il settore ha ripreso quota fino al 10%, mantenendo una lieve crescita anche nel 2009. 

"Solidi come l'hi-tech", secondo Alberto Massirone, presidente di Agorà, società di medicina a indirizzo estetico, che di recente ha svelato la nuova tendenza maschile in occasione dell'XI Congresso internazionale di medicina estetica a Milano. A preoccupare il sesso forte non sarebbero tanto le rughe, considerate anzi un 'moltiplicatore' di fascino, quanto l'addome e i cedimenti dei tessuti. Insomma, l'insorgere della cosiddetta 'pancetta'. Difetti che vengono considerati delle vere e proprie minacce per la virilità, tanto da convincere i maschietti a sedersi sul lettino del medico estetico. 

Sono sempre più numerosi quelli che chiedono aiuto: "Il fenomeno è in crescita - ci ha spiegato Massirone - anche se non siamo ai livelli del boom registrato in Usa e Giappone". "In Europa - ha proseguito - l'aumento è stato di circa 4 punti percentuali in 5 anni. E in Italia i trattamenti di medicina estetica al maschile spopolano soprattutto nella fascia d'età 25-40 anni". iller, laser, rivitalizzanti, botulino: il ritocchino va forte soprattutto al Nord, dove si concentra il 58% dei trattamenti favoriti da una più radicata cultura della prevenzione, contro un 16% registrato a Sud e nelle Isole. 

A parte il noto e gettonato botulino, che non passa mai di moda, uno dei trattamenti ancora poco conosciuti ma abbastanza praticati (7,2%), è  rappresentato dai 'filler': si tratta di sostanze che vengono iniettate nella pelle per correggere gli inestetismi del viso, in particolare per rallentare i segni dell'invecchiamento, eliminando rughe e solchi della pelle, oltre che per correggere i volumi del viso (ipoplasia), aumentare il volume di zigomi, mento e labbra. Addio al vecchio silicone, di cui già dagli anni '80 è stato bandito l'utilizzo, non perché sia cancerogeno, spiega Massirone, ma perché può depositarsi nelle aree corporee creando danni. 

I primi filler, utilizzati dagli anni '60, erano di collagene iniettabile, ma attualmente esistono varie sostanze bio-compatibili che sono autorizzate e che possono essere iniettate con tranquillità. Va forte anche l' 'anti-aging', soprattutto tra i pazienti over 50 (15% dei trattamenti) e over 35 (22%) che "considerano l'estetica come un patrimonio da conservare", spiega il professor Massirone. Successo nel settore anche grazie ai trattamenti rivitalizzanti e alla carbossiterapia (entrambi oltre il 12%). 

Quest'ultima tecnica, la 'carbossiterapia', si riferisce all'uso di anidride carbonica medicale (CO2) somministrata attraverso microiniezioni per via sottocutanea e intradermica grazie all'apparecchiatura 'CDT Evolution', l’unica riconosciuta e autorizzata dai Ministeri della Salute nella comunità Europea per essere in grado di garantire un'erogazione di gas controllata, sterile e personalizzata; essa ha effetto sul microcircolo, sul tessuto adiposo e sulla pelle. Ottimi risultati anche per le radiofrequenze, interventi anti-cellulite e prevenzione dell'invecchiamento. 

Dal medico estetico si va per sottoporsi a trattamenti cutanei (7,28%) e per il botulino (quasi 5%). Quanto a motivazione non è solo la voglia di ritrovare un look evergreen a portare i pazienti sul lettino: sono sempre più le richieste di consulenze per problemi legati alla nutrizione, al sovrappeso e all'obesità (quasi 5%), al dolore (quasi 5%) e alla postura (1,4%). Resta invece stabile la percentuale dei giovanissimi: l'11% dei trattamenti (dalla cura dell'acne alla cellulite) di medicina estetica è rivolto agli under 16, insieme a un 21% di interventi che si concentrano nella fascia d'età 17-25 anni. 

Tutti pazzi per il 'ritocchino' verrebbe da dire. Anche se poi dietro la definizione di medicina estetica tiene a precisare il presidente di Agorà,  "c'è in realtà un universo di trattamenti: non siamo solo i medici delle 'punturine', ma ci occupiamo a tutto tondo del benessere della persona. Anche perché, quasi sempre, dietro gli inestetismi si nascondono vere e proprie patologie".