Cultura e Spettacoli » Arte » Correnti artistiche

Macro: omaggio ad un sorprendente Zavattini pittore

Il grande sceneggiatore e regista ha creato anche splendidi e innovatori acquerelli, fulcro di una mostra originale e interattiva, ricca di materiale, a Roma fino a gennaio.

» Correnti artistiche Francesco Amorosino - 25/10/2009
Titolo: Cesare Zavattini
Fonte: dal web

Cesare Zavattini è di certo una di quelle persone che sarebbe stato interessante conoscere: sceneggiatore per il cinema, vincitore di tutti i premi più importanti, dall'Oscar al Nastro D'Argento, fino al Leone d'Oro alla carriera, scrittore, giornalista, autore del primo fumetto di fantascienza italiano, "Saturno contro la Terra", pittore. Sì, pittore. 

Anche se sono in pochi a saperlo, Zavattini con i pennelli se la cavava proprio bene, tanto da produrre degli acquerelli di rara bellezza, capaci di anticipare stili e tendenze di molte delle avanguardie del Novecento. Un talento apprezzato da famosi artisti, come Debuffet, che in una lettera lo esorta a continuare a dipingere, dopo che il maestro si era preso una pausa in favore del cinema.

Cesare Zavattini, 'Senza titolo', 1941Questo inedito aspetto di Zavattini è al centro di una mostra in corso fino al 10 gennaio al Macro di Roma, dove sarà possibile quasi conoscere davvero il poliedrico artista, immergendosi nella sua vita non solo grazie agli splendidi duecento acquerelli dipinti nella Capitale negli anni '40, ma anche tramite prezioso materiale d'archivio, fotografie di scena, libri, lettere, disegni regalati da autori del calibro di Mirò, tutto da scoprire grazie a delle cassettiere create apposta per il museo, quasi che si vada a sbirciare nella stanza del maestro. 

Non basta, perché ci pensano un touchscreen con tante altre risorse e le proiezioni di video a completare la mostra. Così una piccola stanza della struttura di viale Reggio Emilia si trasforma in un vero scrigno del tesoro da cui attingere preziosi frammenti di cultura, primo esperimento del ciclo Macroradici nel Contemporaneo, dedicato di volta in volta a diverse personalità trasversali all'arte attive nella scena romana.

"L'idea era far capire che ci sono molti modi di vedere le immagini, perché ogni immagine può diventare contemporanea - spiega la curatrice Francesca Pola - poi l'aver trovato il tesoro di Zavattini presso l'Archivio del Cavallino ci ha incoraggiato ad andare avanti. Vogliamo indagare le radici del contemporaneo non solo attraverso artisti prettamente visivi, ma trasversali, pieni di contaminazioni, per andare alle sorgenti dell'immaginario".

In questo senso Zavattini è un autore perfetto: poliedrico e anticipatore. "L'abbiamo scelto proprio per questo - dice Pola - soprattutto per i suoi disegni che hanno un immenso valore: sono di alta qualità e ricchi di suggestioni incredibili. È difficile stabilire se queste opere possano aver avuto un'influenza su altri artisti, ma Zavattini frequentava l'ambiente e qualche scambio ci potrebbe essere stato".

Non solo un autore, però, ma anche un collezionista. "Aveva sempre bisogno di nutrimento visivo - racconta la curatrice - aveva una grande sete di conoscenza, questa era la chiave del suo lavoro. Si vede nel suo film capolavoro, 'La verità' dell'82, in cui si indaga la realtà alla ricerca appunto della verità, da individuare nella conoscenza".

Macroradici nel Contemporaneo tornerà anche dopo la fine della mostra attuale a gennaio, per far conoscere altri artisti particolari. "La prossima mostra - anticipa Pola - sarà dedicata a un operatore culturale della scena romana, anche lui trasversale e ricco di sorprese".