Cronaca » Costume e Società » Costume

Lingua italiana: ecco come nascono o muoiono le parole

Lo Zingarelli 2010, segnala 2800 termini da salvare, e ne introduce 1200. Il direttore dell'Osservatorio della Zanichelli rivela: "Molti vocaboli sono poco usati, ma è importante ricordare che ci sono". E quelli nuovi? Rischiano l'influenza della tv.

» Costume Valentina Marsella - 19/10/2009

Può la lingua italiana permettersi di perdere parole affascinanti come 'ghiribizzo'? E come si possno cucinare certe pietanze, senza usare il pane 'raffermo'? Alcuni termini che rendono il lessico quotidiano più variopinto, e non possono tramontare improvvisamente. E il rischio è stato messo nero su bianco dal vocabolario Zingarelli 2010, che ha segnalato oltre 2800 parole da salvare. 

Un 'sos' per non perdere vocaboli come 'fragranza', 'garrulo' o 'fulgore', ricchi di assonanze e espressività, ma che stanno perdendo quota, surclassate da nuovi termini importati dal linguaggio televisivo o dal parlare comune, in rapidissima e continua evoluzione.

Le 2800 parole, spiega il professor Massimo Arcangeli, direttore dell'Osservatorio della lingua italiana della Zanichelli, "sono state scelte con un criterio preciso. Sono voci importanti, né arcaiche né letterarie, che pur non usandosi frequentemente sono dell'italiano corrente. Pensiamo a parole come 'pervicace', 'visibilio'. Sappiamo che esistono, ma vengono poco utilizzate, soprattutto dai giovani". Si tratta di parole, sottolinea Arcangeli, che "molti pronunciano senza conoscere il significato, ma rappresentano la sostanza della lingua. E se si sentono poco, è importante ricordare che ci sono". 

Dietro a questa selezione di termini da non dimenticare, c'è un impegno quotidiano dell'Osservatorio, nato lo scorso gennaio,  fatto di studi e monitoraggi sui linguaggi della quotidianità: dal contesto politico a quello dei media, fino ai risvolti sociali e di attualità che una parola può acquisire in un determinato periodo piuttosto che un altro. Uno studio che guarda lontano, verso l'italiano 'previsionale', quello che un giorno la nostra lingua potrebbe diventare. Non scomparirà, ma da qui a mezzo secolo, molto presumibilmente, ci saranno grandi trasformazioni.

Ecco perché Zanichelli guarda al nuovo italiano, registrando oltre 1200 voci dai molteplici significati. Il 'nerd', ovvero un imbranato, in Usa  protagonista di letteratura e film, è ormai di uso comune anche da noi; come la lotta brasiliana 'capoeira', la ginnastica 'pump', e il 'droide' in fantascienza. Tra i nuovi modi di dire: una persona seducente è da 'acchiappo', specie se frequenta un ritrovo di 'vipperia'. Nell'inserire parole nuove ogni anno, rileva Arcangeli, "c'è spesso il rischio di inserire termini effimeri che durano lo spazio di una stagione".

"Ci sono parole televisive che tramontano con un programma. Occorre dunque fare attenzione e inserire vocaboli che hanno avuto un forte impatto, o sono portatrici di significati forti, sia in ambito mediatico, che sociale o politico. Così non verranno abbandonate". Arcangeli porta l'esempio della parola 'respingimento": "Qualche tempo fa - evidenzia - apparteneva all'italiano arcaico, ma ora ha assunto una nuova modernità passando attraverso i canali mediatici della memoria collettiva. Si continua a pronunciare questo termine in continuazione e ovunque, tra i media, in politica e nell’ambito giuridico. Può accadere talvolta, che una parola dal sapore strano risorga come termine".

L'Osservatorio, sul sito Internet della Zanichelli, ruota attorno a una rubrica, il blog 'Che lingua fa' curata dallo stesso Arcangeli. Una rubrica aggiornata periodicamente che si propone di "prendere le misure all'italiano d'oggi: richiamandone le norme che lo regolano, registrandone gli usi ammessi o codificati nei diversi ambiti e settori, monitorandone i territori marginali o confinari di applicazione, non solo letterari. E affrontandone senza falsi pudori, né atteggiamenti rigidamente censori, le continue violazioni". Ci sono i commenti e le osservazioni degli utenti, in una linea interattiva sulla lingua e i modi di dire, dove proporre quesiti e affrontare vari argomenti.

Gli ultimi due interventi, racconta Arcangeli, "hanno riguardato la rinascita dei dialetti, e la volontà di reintrodurli a scuola, e l'italiano di Mike Buongiorno. Il presentatore tv ha segnato un'epoca con il suo linguaggio". Ed è proprio il mezzo televisivo ad aver influenzato l'uso di certi termini nel parlare quotidiano. La terminologia dei reality show, "incide profondamente sull'immaginario collettivo: molti, pur avendo atteggiamenti snobistici verso questi programmi - afferma Arcangeli - acquisiscono parole che queste trasmissioni aumentano in modo vertiginoso diventando di uso comune". "Possiamo valutare - aggiunge - come negli ultimi anni la nostra lingua si sia trasformata rapidissimamente con il canale televisivo. Se l'italiano ha allentato i suoi freni inibitori e la grammatica non è più quella di una decina d'anni fa, lo dobbiamo anche ai reality".

Ecco perché spesso è difficile capire se certi termini abbiano le caratteristiche per entrare a pieno titolo sul dizionario. Al di là delle parole importate dalle nuove tendenze mediatiche, racconta l'esperto, "la scelta va fatta parola per parola, su termini spesso 'al limite': facciamo l'esempio del vocabolo 'traduttese', ossia il tradurre sempre in un certo modo. Un termine interessante con un suffisso già utilizzato, come 'burocratese' o 'scolastichese'. Alla domanda 'lo inseriamo o no?', la risposta, dopo varie riflessioni, è stata affermativa". Motivo? Poteva avere successo facendo parte di una serie "già fortunata". 

Lo Zingarelli raccoglie, dunque, il passato e il presente della nostra lingua ma per la consultazione è proiettato già in avanti: da quest'anno è anche on-line. Con una licenza di 12 mesi è possibile consultare la versione più aggiornata del vocabolario in rete, trovare voci con ricerche a tutto testo o avanzate. 


LINK
- Osservatorio della lingua italiana