Scienze e Tecnologie » Natura e Ambiente » Inquinamento e Rifiuti

Vecchie lampadine: basso consumo sì, ma attenzione al mercurio

Proprio perchè contenenti parte di questa sostanza, le fluorescenti vanno smaltite in modo particolare senza respirarne i vapori nel caso dovessero rompersi. Eppure gli esperti concordano: sono molto meglio di quelle a incandescenza.

» Inquinamento e Rifiuti Francesco Amorosino - 26/10/2009

Primo settembre 2009: dalle case del Vecchio Continente cominciano a sparire le lampadine incandescenti. Non è l'inizio di un thriller, ma la conseguenza di una direttiva dell'Unione europea che ha messo a bando le classiche lampadine troppo inquinanti, promuovendo l'acquisto di quelle a basso consumo. 

Un piccolo cambiamento che potrebbe, però, avere qualche conseguenze: pochi sono informati, infatti, sulle caratteristiche delle lampadine a fluorescenza, che permettono di risparmiare fino all'80 per cento di energia e durano più a lungo, ma contengono mercurio, la sostanza che ha portato la stessa Ue poco tempo fa a eliminare tutti i termometri che la contenevano. Per questo le nuove lampadine vanno smaltite in modo differente dal resto dei rifiuti, portandole in apposite isole ecologiche, abitudine che ancora pochi conoscono. 

A questo punto ci si chiede, dunque, quali siano i motivi alla base di questa rivoluzione fluorescente, apprezzata anche dalle associazioni ambientaliste. "È impossibile paragonare un termometro a una lampadina - spiega Katia Le Donne, dell'ufficio scientifico di Legambiente che partecipa al gruppo di lavoro Zero Mercury - per ogni oggetto bisogna vedere la migliore tecnologia disponibile al momento". 

"Eliminare i termometri al mercurio - continua Le Donne - ha senso perché disponiamo di altri strumenti, mentre per le lampadine non c'è ancora un'alternativa migliore a quelle a basso consumo". "Rispetto alle lampadine incandescenti - conclude - quelle fluorescenti consentono un notevolissimo risparmio energetico, per questo è giusto promuoverle insieme alle spiegazioni su come smaltirle correttamente perché anche se contengono una quantità di mercurio molto inferiore rispetto al grammo del termometro sono comunque pericolose". 

Secondo la rappresentante dell'ufficio scientifico di Legambiente, inoltre, nelle persone "sta crescendo la consapevolezza su come riciclare le nuove lampadine, ma la vera rivoluzione avverrà quando sarà possibile consegnarle negli esercizi commerciali. Noi stiamo spingendo anche perché queste norme vengano approvate al più presto".

Ad oggi, infatti, quando si rompe una di queste lampadine bisogna prestare molta attenzione, facendo arieggiare subito il locale ed evitando di toccare i frammenti con le mani nude, portando il rifiuto in un'isola ecologica predisposta. Spesso, però, questi luoghi sono lontani dalla propria abitazione, per questo è in preparazione un decreto ministeriale per dare la possibilità ai cittadini di consegnare le vecchie lampadine rotte o esaurite direttamente nei punti vendita. Attualmente, però, poco o nulla si sa a riguardo. 

A spiegare i ritardi della messa in campo di questo provvedimento ci pensa Fabrizio D'Amico, direttore generale di Ecolamp, il consorzio che si occupa dello smaltimento delle lampadine. "Il nostro consorzio è stato fondato 5 anni fa dai principali produttori - spiega - e dal novembre del 2007 abbiano iniziato la raccolta delle lampadine a fluorescenza: sono state 160 le tonnellate di materiale prelevate nel 2008, salite a 600 finora nel 2009". "L'impatto è consistente e i cittadini stanno reagendo bene. Contiamo di arrivare a mille tonnellate, circa il 10% dell'immesso sul mercato. Abbiamo investito negli anni per creare 6mila cassonetti distribuiti in  2.300 isole ecologiche, con 6 centri di trattamento in Italia".

Seppure le cifre elencate da D'Amico danno l'idea di un sistema che inizia a funzionare, la strada da fare è ancora molta, soprattutto per chi è distante dai centri di raccolta. "Io vivo a Milano - racconta il direttore di Ecolamp - e le isole sono nelle zone periferiche e per chi non ha l'automobile è effettivamente difficile raggiungerle". "Sono necessari i decreti attuativi per far partire la raccolta nei negozi se ne parla da un anno e mezzo, ma il termine slitta sempre di più, adesso si dice che si inizierà a fine anno". 

"Ci sono vari nodi da sciogliere - conclude D'Amico - dal costo degli spazi da adibire alla raccolta nei vari punti di vendita, fino al coordinamento dei centri di smaltimento, è necessario un modello unico. Nel frattempo è bene smorzare l'allarmismo circa i rischi da mercurio e informare i cittadini sullo smaltimento corretto". Proprio per questo Ecolamp ha dato il via a una campagna di sensibilizzazione tramite una mostra che girerà l'Italia per informare sui rischi delle lampadine a basso consumo. Sul sito dell'azienda è possibile scoprire quando la carovana farà tappa nella propria città.

LINK
-
La campagna itinerante di sesibilizzazione Ecolamp
- Sistema di ricerca del centro di raccolta più vicino alla propria abitazione