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Colf e badanti: la regolarizzazione si chiude con 300mila domande

Al di sotto delle aspettative del Viminale, la procedura ha presentato requisiti troppo rigidi per i datori di lavoro. Colf e badanti non regolarizzate rischiano ora i rimpatri.

» Cronaca Lavoro Silvia D'Ambrosi - 05/10/2009

Le colf sopravanzano le badanti di 112.531 unità. Le domande di regolarizzazione del lavoro delle collaboratrici domestiche sono state 180.408, mentre quelle per le badanti si sono fermate a quota 114.336.

La procedura che consentiva di mettere in regola e che si è chiusa il 30 settembre scorso, lungi dal mettere in competizione le due categorie di lavoratrici - si tratta essenzialmente di donne - ha consegnato un dato lontano da quanto preventivato dal Ministero dell'Interno. Rispetto alle oltre 500mila domande attese, il report conclusivo pubblicato dal Viminale dichiara la ricezione di 294.744 domande.

Da più parti, si è sottolineato come già dai suoi esordi il provvedimento presentasse dei punti deboli. La lettura del risultato è, per Liliana Ocmin, Segretario Confederale della Cisl, dovuto alla "rigidità dei requisiti imposti ai datori di lavoro, ovvero alle famiglie italiane presso cui questo personale dovrebbe essere impiegato". 

In particolare, sull'esiguo numero di domande, ha precisato la UIL, hanno pesato negativamente alcuni dei criteri individuati, come "i limiti del reddito (almeno 20mila euro); il forte onere connesso alla regolarizzazione (500 euro più un aumento di almeno il 40% del costo contrattuale); la base di 20 ore settimanali con un unico datore di lavoro (difficile per le colf che lavorano a ore per più famiglie) nonché l'impossibilità, per il lavoratore migrante, di poter denunciare chi rifiuta di metterlo in regola".  

Scaduti i  termini, ci troviamo di fronte a migliaia di colf e badanti irregolari - clandestine - presenti sul territorio italiano. Certamente tutte coloro che non hanno potuto usufruire della procedura e sono state tuttavia già conteggiate dalle previsioni del Ministero come presenti in Italia e impiegate al nero. Ora costoro, come sappiamo, rischiano l'espulsione, mentre i loro datori di lavoro - in gran parte famiglie - vanno incontro a pesanti sanzioni amministrative e penali (persino la reclusione da 6 mesi a 3 anni).

Il Ministro Maroni ha escluso il prolungamento dei termini per la regolarizzazione se non in previsione di una possibile revisione dei requisiti di accesso al procedimento. Le cronache di questi giorni hanno portato alla luce anche casi di lavoratrici irregolari che dopo aver ricevuto la promessa di regolarizzazione, sono state "licenziate" a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione della domanda. Il provvedimento di emersione del lavoro nero, di per sé una buona misura anticrisi, avrebbe, dunque, bisogno di un tagliando e poi di un rilancio.

Poche le novità, invece, sulla distribuzione per provincia e per nazionalità delle domande ricevute. Milano, sin dall'inizio, si conferma la provincia dalla quale è partito il maggior numero di domande 43.393, il 14,72 per cento del totale, seguita da Roma 32.034, 10,87 per cento, mentre in ultima posizione si trova Reggio Emilia con 5.680 domande, pari all'1,93 per cento. 

Le nazionalità maggiormente presenti tra le domande sono: ucraina 37,178, (12,61 per cento), marocchina 36.112, (12,25 per cento), moldava 25.588, (8,68 per cento), cinese 21.090, (7,16 per cento), bengalese 18.557, (6,30 per cento), indiana 17.572, (5,96 per cento), egiziana 16.325, (5,54 per cento), senegalese 13.646, (4,63 per cento), albanese 11.147, (3,78 per cento), pakistana 10.784, (3,66 per cento) e altre nazionalità 86.745, (29,43 per cento).

Tra i datori di lavoro che hanno presentato le domande, le famiglie - i privati - fanno la parte del leone con 149.670 domande, seguono associazioni e patronati, 137.160, consulenti del lavoro, 4.673 ed infine i comuni con 3.238 domande inviate. Se, da un lato si va prefigurando uno scenario di penuria di manodopera straniera che svolga regolarmente le attività di collaboratrice domestica e di badante, dall'altro si avvistano con maggior frequenza gli annunci affissi nei locali pubblici di donne italiane che - in nero - si rendono disponibili a svolgere questi lavori. E il sommerso che si pensava di buttar fuori dalla porta, rientra dalla finestra.

LINK
- Ministero dell’Interno, Riepilogo definitivo domande pervenute su scala nazionale