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Sicurezza: con il 'Key Crime' 3 secondi per scoprire il rapinatore

Un elaborato software realizzato dalla Questura di Milano permette di prevedere le mosse dei criminali e le loro modalità di azione. Aumentate in due anni le risoluzioni dei casi, dal 10 al 45%.

» Cronaca Italia Redazione - 25/08/2009
Titolo: www.confcommercio.na.it

Scoprire l'autore di una rapina in tre secondi: non è fantascienza ma la potenzialità offerta dal 'Key Crime', (letteralmente 'chiave del reato'), un rivoluzionario software elaborato dalla Questura di Milano, che permette di prevedere le mosse dei criminali ed arrivare al loro modus operandi.

Un programma elettronico che ha permesso di arrestare, nei giorni scorsi, un romano 35enne accusato di aver messo a segno 14 colpi in altrettante banche tra Roma e Milano, ed altre tre persone in procinto di entrare in azione in un centro commerciale.

Dalla strada all'ora del colpo, dalle testimonianze ai filmati, dalla descrizione fisica di chi compie il reato fino alle vie di fuga: azioni e movimenti che vengono inseriti e codificati dal 'Key Crime', per circa13mila informazioni 'lette' dal programma in tempi brevissimi. Bastano tre secondi di un filmato per fornire 60 indizi e arrivare al Dna del rapinatore. Un programma innovato, al quale gli esperti della Questura milanese lavorano dal 2007, e che in soli due anni, ha fatto quadruplicare le risoluzioni delle rapine agli esercizi commerciali: dal 10% al 45%.

Il sistema informatico funziona in modo semplice e su tre principali categorie di dati: l'autore, l'evento e le vittime. Dalle caratteristiche fisiche al modus operandi, dall'abbigliamento al modo di impugnare l'arma, dal mezzo per darsi alla fuga alle caratteristiche comportamentali, tutto finisce per creare l'identikit del criminale.

Tra i dettagli utili persino le informazioni sull'odore del malvivente. Nel database vengono inseriti anche tutte le informazioni sulla rapina: il luogo, l'orario, l'obiettivo preso di mira, quante persone erano presenti quando il malvivente è entrato in azione. All'analisi si aggiungono poi altri elementi che riguardano le vittime. Le loro testimonianze, raccolte anche a distanza di pochi giorni dall'evento, insieme alla visione dei filmati restituiscono, sommati agli altri dati raccolti, la mano che si nasconde dietro a una serie di reati.

Ogni azione diventa un codice alfanumerico. Ogni volta che quel codice si ripete, si ha la quasi matematica certezza che dietro a quell'azione si cela un rapinatore seriale. A quel punto ci pensa 'Key Crime' a dire ai poliziotti dove e quando il malvivente colpirà ancora. Il tutto con un margine di errore che dipende dai dati inseriti. Così basta identificare gli elementi costanti per associare ad ogni autore una sorta di codice a barre che lo rende identificabile. Il programma studia le probabilità e, insieme al lavoro di indagine, trasforma gli indizi in certezze.

Nonostante rimanga ancora da migliorare lo studio del comportamento del criminale, i risultati ottenuti dall'utilizzo del 'Key Crime' sono più che soddisfacenti. Secondo i dati forniti dalla Sezione Antirapine della squadra Mobile di Milano, infatti, nel 2008 la polizia ha arrestato gli autori di 301 rapine ai danni di esercizi commerciali, pari al 45% del totale delle rapine (665) commesse nello stesso anno.

Nel 2007 la percentuale era stata del 27% e l’anno prima le rapine risolte erano state il 10%. Dati che includono anche le farmacie che restano uno degli obiettivi seriali preferiti. Nel 2007 la polizia ha accertato le responsabilità relative a 50 eventi (38%), lo scorso anno sono stati 178 gli episodi risolti (64%), mentre nei primi sei mesi dell'anno le rapine 'smascherate' sono state 77 su 117, pari al 66%.

Un notevole passo in avanti che, spiegano alcuni investigatori, è destinato a crescere ancora. Sul "cervellone elettronico", infatti, che presto potrà essere esportato in altre Questura italiane, sono possibili ulteriori implementazioni in grado di prevedere chi, dove e quando commetterà un certo crimine.

"E' un sistema con grande possibilità, capace di abbattere il numero di rapine irrisolte e possibile da applicare ad altri tipi di reati", spiega il capo della squadra Mobile di Milano, Francesco Messina. Il sistema inizia ad essere applicato anche per le truffe. "Il programma con il suo aspetto repressivo - conclude Messina - consente di aumentare le nostre conoscenze e identificare il malvivente prima dell'arresto". Una sorta di super poliziotto capace di prevedere le mosse dell'avversario e smascherarlo anche quando non ha le mani nel sacco.


(Fonte: AdnKronos)