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Trapianti: aumentano i donatori, calano le opposizioni dei familiari
Cresciuto in un anno dell'8,3% il numero degli espianti in Italia, secondo il Centro nazionale di riferimento. Resta la forbice Nord-Sud: picco in Emilia, Piemonte, Valle D'Aosta, maglia nera alla Calabria.
Fonte: www.ausl.fo.it
La sensibilità sul fronte trapianti, in Italia è in incremento, ma resta il gigantesco divario tra Nord e Sud, con la Calabria che si guadagna l'ultimo posto per numero di espianti, seppure si registra in tutto il Mezzogiorno una diminuzione dell'opposizione dei familiari.
Nel complesso i dati sono confortanti: solo nell’ultimo anno, la percentuale di donatori nel nostro Paese è aumentata dell'8,33%, ovvero nei primi sei mesi del 2009, il numero per milione di persone (pmp) è cresciuto, passando dal 19,2 del 2008 al 20,8 di quest'anno, secondo i dati diffusi dal Centro nazionale trapianti (Cnt).
Cresce anche la media di quelli procurati, che passano da 22,8 a 24,1, come così come degli effettivi: da 21,1 a 22,9. In lieve calo invece i donatori segnalati, che rispetto al 2008 perdono uno 0,1 pmp, assestandosi a quota 40,2. Le statistiche del Cnt delineano un quadro ancora più positivo quando prendono in considerazione il numero di donatori, calcolato in base all’incremento della nuova popolazione, e non al pmp: 13,1% in più rispetto all'anno passato.
IL NORD IN TESTA. Balzano oltre la media nazionale, su segnalazioni per milione di persone, Emilia-Romagna (47,6), Piemonte-Valle D'Aosta (51,2) Veneto (42,1), e Lazio (46,4). Tutte però in calo rispetto al 2008, fatta eccezione per il Lazio che resta stabile. Crescono invece le segnalazioni in Friuli (56,1), Marche (46,7), Toscana (84,5 ) e Liguria (50,1), e in Toscana che con 84,5 pmp si conferma in cima alla lista.
SUD FANALINO DI CODA. Nel Sud, Campania a parte (passata da 24,4 a 31,2), le cifre si rivelano in calo: maglia nera alla Calabria con il dato nazionale più basso, 14,1%. Mentre Abruzzo-Molise e Sardegna, passano rispettivamente da 41,1 e 44,4 pmp del 2008, a quota 25,7 e 27,8 pmp. I donatori effettivi crescono in maniera consistente nella Provincia autonoma di Trento (da 18,9 a 35,4) e in Friuli Venezia Giulia (da 33,8 a 44,6). Mentre spetta ancora alla Toscana la posizione in cima alla lista, con il 48,3%.
CALANO I "NO" DEI FAMILIARI. Ma, intanto, a fare la differenza in positivo, è stato il calo delle opposizioni dei familiari alla donazione: 29,5%, rispetto al 32,6% del 2008. Il minimo assoluto lo toccano la Provincia Autonoma di Bolzano e quella di Trento, con lo 0%, e il Friuli Venezia Giulia (8,8%).
Un dato che si configura come di spessore ancora più significativo, se si guardano le situazioni regionali: nel Sud, dove l’opposizione è sempre stata più forte, si è registrato una diminuzione rispetto all'anno passato (fatta eccezione per la Calabria che, con il 57, 1%, occupa il primo posto della classifica), anche se in generale la media resta più alta rispetto a quella nazionale.
Di spicco la Basilicata, con una diminuzione di ben 33,3 punti percentuale, che la porta ora al 14,3%, meno di Emilia-Romagna ( 25,7%), Lombardia (20,7%) e Toscana (27,9%) e la Sardegna, che mantiene un trend positivo (meno 8,6% rispetto al 2008), al di sotto della media nazionale delle opposizioni. Unici dati critici quelli delle opposizioni in Piemonte-Valle D’Aosta con 11 punti percentuali, fino al 30,7% , più che in Puglia e Campania, e il Veneto, che registra un aumento del 9%.
LISTE D'ATTESA IN STALLO. Si limano di pochissimo le liste d’attesa: gli iscritti, al 30 aprile 2009, sono 11.912, per un totale di 9.812 pazienti (nel 2008, rispettivamente 12.068 e 9.907). La mortalità più alta è per quelli in attesa di polmone: il 12,07% si spegne prima di ricevere l'organo atteso in media per oltre 2 anni .
Mortalità elevata anche tra i pazienti cardiopatici (7,26%, nel 2008 era il 9,72%), in lista per un cuore mediamente per 2 anni, così come quelli che attendono un fegato, la cui mortalità è del 5,63%. Infine, chi aspetta un rene resta in lista per circa 3 anni, ma la mortalità scende all'1,42% dei pazienti.
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- Centro Nazionale Trapianti






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