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Ecomafia: da Saviano a Morrone, la trama dell'illecito

La denuncia della letteratura impegnata sul business criminale del malaffare italiano. Nel coraggio di scrittori arrabbiati, il disvelamento del 'Sistema' tentacolare dei traffici mafiosi, sommersi e pervasivi.

» Inquinamento e Rifiuti Valentina Marsella - 08/08/2009

"Ora la flessibilità dell'economia ha determinato che piccoli gruppi di boss manager con centinaia di indotti, ognuno con compiti precisi, si siano imposti sull'arena economica e sociale. Una struttura orizzontale, molto più flessibile di Cosa Nostra, molto più permeabile a nuove alleanze della 'ndrangheta, capace di alimentarsi continuamente di nuovi clan, di nuove strategie, gettandosi sui mercati d’avanguardia". 

Sono le parole di Roberto Saviano, giovane giornalista e autore di 'Gomorra', il libro che ha fatto uscire allo scoperto molti dei traffici legati all’ecomafia in una terra, la Campania, dove lo smaltimento dei rifiuti è diventata questione nazionale. Così gli ecoreati sono diventati spunto di opere letterarie moderne, capaci di smuovere le coscienze, capolavori raccontati anche in un film come 'Gomorra', diretto da Matteo Garrone. 

Saviano ha svelato in maniera esplicita e sconvolgente quei meccanismi segreti con cui operano le organizzazioni 'manageriali' criminali, evidenziando come il Sistema sia "cresciuto come una pasta messa a lievitare nei cassoni di legno della periferia". Una rete per molto tempo sottovalutata dalle Istituzioni che la giudicavano un fenomeno di degrado delle periferie, ma che invece è riuscita ad infiltrarsi nei Comuni più piccoli: ben 71 consigli comunali in Campania sono stati sciolti dal 1991 per infiltrazione camorristica. 

Potere e ricchezza, violenza e controllo capillare costituiscono l'architettura di questo enorme fenomeno dove lecito e illecito non hanno confine, dove gli stessi imprenditori che operano nella legalità hanno bisogno di manodopera a costo quasi zero procurata dal Sistema e non potrebbero perciò vivere senza di esso. 

È il tema delle merci a fare da filo di congiunzione del libro, partendo dal porto di Napoli, dove giungono capi di ogni genere, stoccati e occultati, pronti a approdare in appartamenti fantasma dove ne usciranno in maniera rapidissima. Tra le 'merci' menzionate da Saviano, ci sono anche quelle "morte": scorie radioattive che giungono dall'Italia e da tutta Europa per poi essere riversate nelle campagne partenopee. 

Rifiuti chimici che aggrediscono le falde e il terreno, su cui poi vengono costruite dai boss ville extralusso, abbaglianti e capaci di camuffare i veleni. Così, in un capolavoro come 'Gomorra' è la letteratura che si mette al servizio della realtà, attraverso un vero e proprio reportage dove si fondono la capacità di essere testimone diretto dei fatti e la forza della parola scritta. 

Oltre a Roberto Saviano, minacciato di morte e costretto alla scorta, ci sono esempi di molti scrittori "impegnati" che hanno dato voce a storie di mafie, ingiustizie, crimini e che raccontano i retroscena delle associazioni dedite, tra l'altro, agli 'ecoreati'. Rosaria Capacchione, giornalista de Il Mattino di Napoli, anche lei tutelata da una scorta, nel suo "L'oro della camorra" documenta le attività illecite di Pasquale "bin Laden" Zagaria, fratello di Michele "Capastorta": Zagaria, capo militare dei Casalesi e uno dei latitanti più pericolosi d’Italia e dei loro intrecci con l'imprenditoria del nord. 

Anche gli scrittori Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, più nell'ombra rispetto a Saviano e alla Capacchione, hanno realizzato un volume sulla 'Ndrangheta calabrese, "La società sparente", che ha messo nero su bianco le attività del malaffare. In particolare Morrone, giovane giornalista di Cosenza, si è occupato di inchieste sui rifiuti tossici nel Mezzogiorno. 
Ed ancora, lo spunto letterario offerto da Grillo Nicola G., nel libro "Rifiuti spa, tra ecomafia e mafia delle autorizzazioni", dove l'autore spiega che "spesso si tende a liquidare il problema con una sola parola:ecomafia. Perché non parlare anche di 'mafia delle autorizzazioni'?", evidenzia lo scrittore, interrogandosi su "chi inquina di più, gli ecomafiosi o coloro che gestiscono il rilascio delle autorizzazioni in maniera arbitraria, quando non addirittura mafiosa? Chi, nella filiera delle gestione dei rifiuti, svolge un ruolo prodominante?". 

La mafia tradizionale, afferma Grillo Nicola G. "è sì pericolosa, perché inquina l'ambiente e perché, per difendere i propri interessi economici, arriva anche all'annientamento fisico dell'avversario, ma la 'mafia delle autorizzazioni' lo è ancora di più, perché più tracotante, più perfida, più subdola, più infida. Questa, infatti - aggiunge - oltre che l'ambiente, inquina la società, compromette il nostro futuro, frusta le nostre speranze, annienta il nostro vivere civile". 

Infine, anche le inchieste televisive di Report, sono diventate veri e propri documentari: "Ecofollie", diventato un libro-Dvd, contiene i tre testi degli autori delle inchieste condotte sugli intrecci tra mafia e smaltimento dei rifiuti con la prefazione di Milena Gabanelli. Uno spaccato di vita che racconta verità scomode.


ARTICOLI 
- Com'era la Camorra prima di Gomorra (R. Saviano, 07/08/2009)

LINK
- Roberto Saviano
- Rosaria Capacchione
- Francesco Saverio Alessio e Emiliano Morrone
- Milena Gabanelli su Eco-blog