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Ecomafia: contro l'ambiente 3 reati ogni ora

Oltre 25mila gli illeciti relazionati dal Rapporto Legambiente 2009. In aumento traffici illegali di rifiuti, furti di opere d'arte e racket dei cuccioli di razza; 28mila i nuovi piccoli 'ecomostri'. Cresciuti anche gli arresti e i sequestri.

» Inquinamento e Rifiuti Valentina Marsella - 08/08/2009

L'Ecomafia non conosce crisi. Anzi, la criminalità organizzata ambientale è sempre in forma smagliante e si diffonde al di là dei confini italiani, tra traffici illeciti di rifiuti e opere d'arte, abusivismo edilizio e appalti truccati, incendi boschivi e racket di animali protetti. Nel 2008 sono stati ben 25.776 gli ecoreati accertati, quasi 71 al giorno e tre ogni ora, e hanno rimpinguato le Casse delle associazioni illegali di 20,5 miliardi di euro. 

Lo dice il Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, che fotografa un fenomeno in continua ascesa, soprattutto nelle regioni del Sud Italia, dove la mafia spadroneggia. Quasi il 50 per cento dei reati in materia si è infatti consumato tra la Sicilia, la Calabria, la Campania e la Puglia: nel 2008 si è registrato un record nelle inchieste contro i trafficanti di rifiuti, ben 25, con un fatturato che ha superato i 7 miliardi di euro. 

La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla "Rifiuti Spa" radicata soprattutto nelle zone del napoletano, in un solo anno ha raggiunto la quota dei 3.100 metri, una vetta mai raggiunta; l'anno precedente infatti non arrivava ai duemila metri di altezza. 

Grazie all'applicazione dell'art. 260 del Codice dell'Ambiente, che introduce il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, da gennaio 2002 a marzo 2008 sono state 600 le ordinanze di custodia cautelare emesse, 2.196 le persone denunciate, 520 le aziende coinvolte. Dal nostro Paese i rifiuti migrano verso Hong Kong, Tunisia, Pakistan, Senegal e Cina, per poi rientrare dalla Croazia, dalla Serbia e dall'Albania. E' stata proprio Legambiente a coniare il termine 'Ecomafia', per raggruppare tutta quella serie di delitti della criminalità organizzata ai danni dell'ambiente, spaziando dagli illeciti sui rifiuti all'abusivismo edilizio, fino ai combattimenti clandestini tra cani e il saccheggio di preziosi beni archeologici. 

Una parola inserita poi nel vocabolario Zingarelli e diventata lo spunto di una letteratura moderna e di capolavori di stretta attualità. Basti pensare a 'Gomorra', il noto libro di Roberto Saviano ambientato a Napoli, che ha svelato i retroscena di una fitta rete camorristica dedita a tali traffici. Tante storie raccontate nell’annuale rapporto stilato a partire dal 1997, coordinato dall'Osservatorio Ambiente e Legalità e dagli avvocati dei Centri di azione giuridica di Legambiente e realizzato in collaborazione con tutte le forze dell'ordine, l'istituto di ricerche Cresme (per l'abusivismo edilizio) e i magistrati impegnati nella lotta agli abusi del settore. 

L'ultimo dossier, racconta episodi significativi come quello di due boss della mala reggina che volevano costruire una scuola barando sulla qualità del calcestruzzo, intenzionati a utilizzare più sabbia che cemento, senza preoccuparsi se poi quella scuola sarebbe crollata. Neppure il fenomeno dell'abusivismo edilizio e degli 'ecomostri' sembra essersi placato: 28 mila nel 2008 le nuove case illegali da Nord a Sud; nell'ambito del ciclo del cemento, sono state 1.267 le infrazioni accertate, 1.685 le persone denunciate e 625 i sequestri, con il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi. A parte il Sud, sono il Piemonte e la Lombardia le Regioni del Nord più coinvolte in questi reati. 

Sul fronte incendi boschivi, secondo il Corpo Forestale dello Stato soltanto lo scorso anno dal sud al nord dell’Italia sono stati registrati quasi 6.800 roghi, dato in diminuzione rispetto all'anno precedente, ma che si è mantenuto più alto rispetto a quello del 2006 e che ha trasformato in cenere oltre 66mila ettari di territorio, di cui 30mila di boschi e foreste. Un anno da record, il 2008, anche per le forze dell'ordine che hanno incrementato gli arresti (+13,3) e i sequestri (+6,6%) ai danni degli ecocriminali. 

Ad accertare il maggior numero di infrazioni, il Corpo forestale dello Stato (il 56,5% sul totale); ma anche l'attività di contrasto delle Capitanerie di porto alla pesca illegale e all'abusivismo edilizio nelle aree demaniali ha subìto un’impennata. Il Comando per la tutela ambientale dell’Arma dei carabinieri ha invece operato ben 130 arresti, 115 dei quali relativi al traffico illecito dei rifiuti. 

Sono cresciute anche l’azione della Guardia di finanza, con un aumento del 24,8% delle infrazioni accertate rispetto al 2007, della Polizia di Stato (più 13%) e dei Corpi forestali delle regioni e province a statuto speciale (più 9,9%). Significativa infine l'attività dell'Agenzia delle dogane che ha sequestrato ben 4.800 tonnellate di rifiuti, sei volte tanto il quantitativo dell'anno precedente. 

Sul fronte dell’archeomafia, ossia dei crimini riguardanti il traffico illegale di opere d'arte a danno del patrimonio archeologico, nel 2008 sono stati 1.031 i furti accertati, con un lieve calo del 5% rispetto all'anno precedente, quando furono 1.085. In testa il Lazio, seguito da Lombardia, Toscana, Piemonte e Campania. In aumento invece i furti nei musei (21 a fronte dei 13 nel 2007), parzialmente compensati da un +55% di tesori di archeologia recuperati, e gli scavi clandestini, in crescita del 15%, così come le falsificazioni (più 36%). 

Il numero delle persone denunciate è salito del 9,2% e sono stati soprattutto i privati i soggetti più colpiti dai furti di beni culturali, con 472 casi, seguiti dalle chiese con 443 furti. Infine l'incasso proveniente dal racket di animali, contrassegnato con il termine zoomafia, solo nel 2008 è stato di tre miliardi di euro. 

In diminuzione i combattimenti tra cani, mentre sono restate stabili le corse clandestine di cavalli: scommesse truccate e infiltrazioni mafiose si sono registrate in 14 ippodromi, con sequestri di immobili in Sicilia, Campania, Calabria, nella Marsica abruzzese, in Puglia e in Lombardia. È invece aumentato il business di cuccioli venduti in clandestinità, soprattutto quelli in arrivo dall'Est europeo: il mercato dei cani di razza ha sfiorato i 300 milioni di euro. 


DOCUMENTI
- Rapporto Ecomafia 2009 (Legambiente)
- Art. 260 Codice dell'Ambiente
- Gli incendi in cifre (Corpo Forestale dello Stato)

LINK
Osservatorio Parlamentare sulla Legislazione Ambientale
- Centri di Azione Giuridica