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Doping: Acli, un bollino blu certifica le palestre in regola

Un fenomeno che colpisce oramai tanto i professionisti quanto i dilettanti. Marco Gladiolo: "E' necessario mantenere alta l'attenzione con campagne di sensibilizzazione rivolte a tutti, non solo agli sportivi".

» Cronaca Sport Gianluca Colletta - 19/01/2010

Non più solo uno spettro: il doping contamina anche lo sport amatoriale, raggiungendo livelli preoccupanti. Se nel corso dei primi otto mesi dello scorso anno i controlli sui professionisti hanno riscontrato che circa l'1,5% degli atleti era positivo ai test, per gli amatori  la percentuale sale al 3,9%. "Sono dati estremamente preoccupanti, ma nel contempo interessanti", commenta il presidente dell'Unione sportiva Acli, Marco Galdiolo, che attraverso il mondo dell'associazionismo si ritrova catapultato in prima linea nella guerra contro il doping.

Galdiolo, come valuta questi risultati che danno un quadro parziale ma allarmante del fenomeno doping lo scorso anno?
"Vanno letti e interpretati, ma soprattutto verificati. L'interpretazione che io ho dato è senza dubbio di estrema preoccupazione riguardo un problema che, a prescindere, deve richiamare la nostra attenzione".

Sorprende il dato relativo all'aumento di sostanze nel settore amatoriale:
"Un dato che potrebbe essere legato agli stili di vita e a un'educazione non proprio idonei e compatibili con quello sportivo. Ciò non sarebbe lontano da un'ipotesi reale perché l'associazionismo di promozione sportiva si rivolge ad una parte di popolazione che fa riferimento in grande maggioranza anche alle fasce colpite da una serie di disagi sociali. Un'altra lettura che si potrebbe fare è che se da un lato è vero che nello sport professionistico si è sviluppata una forte cultura nella lotta al doping è altrettanto vero che, parallelamente, si è diffusa una grande attività di ricerca per evadere i controlli. Ciò nonostante rimane una situazione allarmante. Siamo di fronte ad un'emergenza educativa e culturale che va affrontata con estrema decisione".

Cosa bisognerebbe fare?

"Ovvio che nell'affrontare questi problemi ci possono essere diversi sistemi non per forza incompatibili l'uno con l'altro. Innanzitutto bisogna reprimere la pratica e punire i colpevoli. Ma il metodo più efficace, a mio avviso, è quello della prevenzione. Dobbiamo dotarci di un progetto culturale che miri a formare positivamente i giovani, e non, così da intervenire anche sulle buone pratiche degli stili di vita a partire dall'educazione sanitaria e alimentare".

Come Us Acli, siete molto attenti al settore dilettantistico. Quanto vi preoccupa il fatto che nello sport amatoriale venga trovato quasi il triplo di atleti positivi rispetto ai professionisti?
"Ci turba ed è per questo riteniamo che sia necessario mettere in atto tutte le politiche educative e pedagogiche che riconducano non solo a un buono stile di vita ma anche al rispetto della legalità e della pratica sportiva".

In che modo?
"Abbiamo lanciato in questo periodo una serie di progetti tra cui quello delle palestre con il bollino blu. Daremo una sorta di certificazione a quelle strutture che sapranno adeguarsi a criteri normativi che noi andremo a verificare attraverso una commissione scientifica autorevole. Un secondo progetto, che è in corso da circa un anno, è la campagna di sottoscrizione "lo sport è rispetto, rispetta lo sport". Un'iniziativa divisa in due parti, una più diretta ai bambini e una per gli adulti, che coinvolge a 360 gradi tutti coloro che in un modo o nell'altro possono avere un contatto con il mondo sportivo. 

Quindi non solo atleti praticanti:
"Non solo loro, ma anche allenatori, genitori, giornalisti e chiunque in un modo o nell'altro possa, con il proprio ruolo professionale, avvicinarsi allo sport. Abbiamo quindi stilato un vademecum in 10 punti che si riferiscono al rispetto della legalità, delle persone, del fair play. Chi si iscrive a questa campagna si impegna a rispettarlo e a divulgarlo. Hanno aderito anche nomi importanti come Ferdinando De Giorgi, ex pallavolista e oggi allenatore della Lube Macerata, l'ex cestista Walter Magnifico e l’olimpionico di canoa Rossano Galtarossa. La soddisfazione più grande però è stata la notevole quantità di adesioni su tutto il territorio".


(Articolo redatto l'8 luglio 2009)