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Trento: il Festival che esorcizza la crisi
Ha riscosso grande interesse la quarta edizione della kermesse dedicata all'economia. Sul banco degli imputati studiosi, alta finanza e organi di controllo. Ma il messaggio è chiaro: dalla recessione si esce con nuove regole e senza protezionismi.
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A Trento, una settimana fa, si respirava quasi aria da resa dei conti. Durante il quarto Festival dell'Economia tutti gli indici sono stati puntati contro gli economisti che non hanno previsto la crisi, contro i guru della finanza che l'hanno causata e contro gli organi di controllo internazionali che non hanno saputo sorvegliare.
"IL CAPITALISMO BAMBINO". Non stupisce che il libro più venduto in seno alla manifestazione sia stato "Processo agli economisti", di Roberto Petrini, edito da Chiarelettere, seguito da "Costruire una cattedrale" (Mondadori) di Enrico Letta e addirittura davanti al Nobel George Akerlof con il suo "Spiriti animali" (Rizzoli). Tutti e tre gli autori, peraltro, erano presenti alla kermesse trentina. Proprio ad Akerlof va ascritta quella che è probabilmente la definizione più divertente e appropriata del capitalismo postmoderno: "E' come un bambino nel box: quando esce deve essere controllato".
CONDANNA AI CONTROLLORI. Chi doveva controllare, però, non lo ha fatto. Banche centrali, Fmi e autorità americane in testa. Così lo speciale "Tribunale della crisi", messo in piedi in seno al Festival dello scoiattolo, ha emesso la sua sentenza dopo un ampio processo-dibattito: i regolatori sono colpevoli di non aver considerato i rischi determinati dallo sviluppo abnorme del credito e dei mercati finanziari negli ultimi anni. E doppiamente colpevoli in quanto l'interesse dei controllori coincideva troppo spesso con quello dei controllati.
CONDANNA AGLI ECONOMISTI. Come detto, la 'giuria' della manifestazione non ha risparmiato nemmeno gli esperti di scienze economiche. Anche se la pena inflitta dagli studenti di Economia dell'Università di Trento è stata molto più mite dei sette anni di detenzione chiesti dal (finto) pubblico ministero Roberto Perotti: in pratica un caffè che il 'difensore' dei condannati, Luigi Guiso, ha dovuto offrire al collega dell'accusa. In ogni caso, gli economisti sono finiti sul banco degli imputati per non aver previsto il fenomeno recessivo, per non averne soppesato le conseguenze e, più in generale, per essere poco attenti al mondo della finanza nel costruire teorie e modelli.
CRISI, UNA BUONA OCCASIONE. Sul fronte dei contenuti, sono emersi alcuni punti chiave dall'appuntamento di Trento: la crisi non è finita ma sta decelerando, dunque si scorge un barlume di speranza all'orizzonte; la recessione è un'occasione che andrebbe colta al volo per fare quelle riforme regolamentari e normative che ci permetteranno di evitarne un'altra simile in futuro; il protezionismo è una reazione naturale, ma bisogna saper guardare lontano ed evitare di innalzare barriere, ragionando in termini di 'comunità globale'.
IL DOMINIO DI "CINDIA". Ackerlof e James Heckman hanno puntato sugli aspetti psicologici della crisi, mentre il terzo Nobel della manifestazione, Michael Spence, ha chiuso il calendario di incontri predicando un moderato ottimismo: "I segnali positivi arriveranno nel 2010", ma nulla sarà come prima e ci troveremo di fronte a un "nuovo normale". Secondo Spence, Cina e India domineranno lo scenario internazionale, i mercati finanziari saranno regolati in modo più rigido, i margini di riserva più elevati, il costo del capitale superiore e, complessivamente, per effetto di tutte queste variabili, la stessa crescita sarà un poco minore.
IL BOOM SUL WEB. Dal punto di vista dell'organizzazione, la kermesse trentina ha fatto registrare un nuovo successo di pubblico, suscitando enorme interesse anche tra gli internauti: lo testimoniano i numeri del sito web ufficiale, che durante i giorni del Festival è stato visitato oltre 4milioni e mezzo di volte. Tanto divertimento anche per i bambini, che sono entrati in contatto con i difficili temi dell'economia attraverso giochi e laboratori creativi. Grandi e piccoli, poi, si sono deliziati con il pane all'uvetta e tutti gli altri prodotti della merenda biologica, servita alle quattro di ogni pomeriggio nell'affollata 'piazzetta dell'altra economia'.
LINK
- Il sito del Festival
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Trento: Petrini, "me la prendo con gli iperliberisti"
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