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Galileo: alle ricerca delle stelle perdute

Quattrocento anni fa lo scienziato italiano puntava il cannocchiale verso il cielo stellato. Mostre e iniziative in Italia e nel mondo per celebrare l'evento, nell'Anno Internazionale dell'astronomia.

» Correnti artistiche Francesco Amorosino - 12/06/2009

Il cielo stellato è il più grande dipinto astratto che si possa ammirare sul nostro pianeta. È forse per questo motivo che da sempre è l'amante di poeti e pittori, che a lui si rivolgono in cerca di ispirazione e che in quegli abissi hanno visto l'inizio e la fine di tutto ciò che esiste. 

Non bisogna di certo stupirsi se quasi tutte le religioni del mondo hanno fatto del cielo la dimora degli dei, o se da quelle profondità si sono ricavati auspici e profezie. Basta pensare alla nascita delle costellazioni per rendersi conto di quanto arte e astronomia siano intrecciate: quale gesto creativo più potente di unire quei puntini luminosi in quel grande foglio nero per disegnare elementi noti?

Il 2009 è stato proclamato dalle Nazioni Unite "Anno internazionale dell'astronomia", proprio a quattrocento anni da quando Galileo Galilei puntò il suo cannocchiale verso gli astri e scoprì un universo ancora tutto da esplorare. E l'arte, la scienza, l'astronomia, celebrano la figura di Galileo e questo anniversario con tante iniziative in programma non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

A Firenze a Palazzo Strozzi una grande mostra presenta documenti originali, quadri, strumenti astronomici e addirittura un dito di Galileo e un suo cannocchiale originale. A Pisa si mettono a confronto le scoperte del grande scienziato con opere pittoriche che le hanno interpretate, come, ad esempio, "l'Allegoria della Vista" del grande artista spagnolo Jusepe de Ribera, detto Lo Spagnoletto, prima raffigurazione pittorica del cannocchiale.

Rovereto, dal canto suo, si trasforma in un paesaggio lunare per "Back to the moon", grande evento dedicato al nostro satellite, e a Roma e Firenze è di scena "La caduta delle Meteoriti nelle ore vitali che anticipano la visione", serie di sculture di Bizhan Bassini.

Quest'anno, dunque, deve essere un'occasione per tornare a guardare verso l'alto, per fuggire dai neon e dai lampioni delle città per riguadagnare quelle stelle che il caos metropolitano ci ruba. Bisogna tornare a provare l'emozione di Galileo che nel suo "Sidereus Nuncius", presentando la nuova visione del cosmo da lui scoperta, diceva: "Grandi invero sono le cose che in questo breve trattato io propongo alla visione e alla contemplazione degli studiosi della natura. Grandi, dico, sia per l'eccellenza della materia per sé stessa, sia per la novità loro non mai udita in tutti i tempi trascorsi, sia anche per lo strumento, in virtù del quale quelle cose medesime si sono rese manifeste al senso nostro"

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- Anno internazionale dell'astronomia