Sport e Viaggi » Sport » Ciclismo
Giro 2009: la maglia rosa compie 100 anni
È Ivan Basso il favorito per la conquista della maglia rosa. Insieme a lui Armstrong, Menchov e Leipheimer. Quella del Centenario sarà un'edizione storica. Partenza da Venezia e arrivo a Roma. Ogni tappa dedicata a un pezzo di vita del ciclismo.
Fonte: www.suipedali.it
Cento anni e un fascino ancora irresistibile. Solo la guerra è riuscita a interrompere una storia iniziata nel lontano 1909, ma poi tutto è ricominciato come se niente fosse stato. Perché la maglia rosa ha saputo conquistare non solo gli appassionati di ciclismo, ma tutti gli italiani, che si sono divisi, hanno sofferto, gioito e sempre applaudito i propri beniamini.
Anche quest'anno le strade del Giro si riempiranno di scritte colorate, di incoraggiamenti, di cartelli e di bandiere, ma soprattutto di appassionati. Lungo un secolo di storia sono cambiati i protagonisti che hanno animato questa gara e lottato per conquistare la maglia rosa, ma non l'attrazione che una delle più grandi corse a tappe ha saputo esercitare, nonostante gli scandali e il doping che hanno segnato gli ultimi anni.
All'insegna della polemica, l'edizione del Centenario si è aperta con il campione italiano, Filippo Simeoni, che ha riconsegnato la maglia tricolore. Un gesto clamoroso, mai accaduto prima, in segno di protesta per il mancato invito della sua squadra, la Ceramica Flaminia, preferita a formazioni sulla carta meno competitive. "È inaccettabile - ha detto Simeoni - che il campione d'Italia non possa partecipare al più grande evento del suo paese".
"L'organizzazione - ha proseguito il ciclista della Brianza - dovrà spiegare agli appassionati perché i valori nazionali non sono rispettati, perché i criteri di selezione sono poco chiari e privilegiano l'aspetto commerciale piuttosto che quello sportivo". Dietro la decisione degli organizzatori forse gli strascichi di una polemica di anni fa nata con il campione texano Lance Armstrong.
E proprio lo statunitense è l'uomo più atteso di questo Giro. Il suo ritorno, dopo l'addio alle corse nel 2005, ha del clamoroso. A 38 anni proverà a conquistare una corsa che ha sempre ignorato per dedicarsi al Tour de France. Ma quello dell'americano è solo uno dei nomi illustri di una rosa che fa invidia alla corsa transalpina iniziata lo scorso 9 maggio da Venezia.
Il favorito però è Ivan Basso che a detta di ciclisti, direttori sporti e bookmakers è l'uomo da battere. Il suo successo finale è quotato a 2,45, più staccati seguono Levi Leipheimer a 4,95 e Denis Menchov a 9,00. Nel gioco delle scommesse Armstrong compare in quarta posizione insieme a Damiano Cunego (10,00), mentre se si vuole puntare su Sastre, vincitore dello scorso Tour, Di Luca o Simoni, maglia rosa nel 2007 il primo e nel 2003 e 2001 il secondo, le quotazioni salgono vertiginosamente.
A prescindere dal trionfatore, la machina dell'organizzazione è al lavoro da tempo perchè quella del Centenario sia un'edizione storica. Non si festeggiano solo i cento anni della maglia rosa, ma un secolo di ciclismo tramite il quale sono state anche raccontate le vicende del nostro Paese. Per questo ognuna delle 21 tappe in programma ha una dedica particolare.
Per la prima volta dopo 19 anni non è più Milano la sede finale di arrivo, che però accoglierà i corridori nel 9° giorno di gara. La partenza da Venezia è un tributo allo scomparso Vincenzo Torriani, patron per 44 anni della corsa rosa, che nel Giro del 1978 unì, con un ponte di barche di 400 metri dove transitavano i ciclisti, la chiesa della Salute a piazza San Marco.
E poi le Dolomiti dove si sono decise le sorti di molte maglie rosa, le Alpi, ma soprattutto le città che hanno ospitato la prima edizione del Giro nel1909, come Bologna, Napoli, Torino e Chieti, oltre, ovviamente, a Milano. Anche la tappa di San Martino di Castrozza ha una dedica particolare. Prima dell'arrivo nella località trentina si scalerà il Croce d'Aune che lega il suo nome all'invenzione di Tullio Campagnolo del cambio moderno. Era il 1927 e questa novità rivoluzionò il ciclismo permettendo ai corridori di faticare di meno nei tratti di montagna.
Anche l'ultima tappa, la cronometro di Roma, lega il suo nome all'edizione del 1909. Nella capitale la corsa rosa è arrivata sempre nelle grandi ricorrenze (il 50esimo anniversario dell'Unità d'Italia, il Giubileo del 2000). Non solo. La partenza da Venezia, città considerata patrimonio dell'umanità, e i 15 chilometri tra i monumenti della città eterna sono il chiaro segno di come gli organizzatori vogliano che il Giro del Centenario entri nella storia.
Giro 2009: non solo ciclismo
Giro 2009: cent'anni di storia
Giro 2009: il gioco delle coppie
Giro 2009: il percorso
Invia ad un amico
Commenta