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Leonardo: l'inventore del genio

Si dice che non ci sia stato nessuno come lui perchè le scoperte del Maestro di Vinci sorprendono ancora chi cerca di entrare nella sua mente: a Roma una mostra ci è riuscita.

» Correnti artistiche Francesco Amorosino - 05/05/2009
Fonte: dal web

La natura incanta con le sue proporzioni geometriche e la sfera, tra tutte le forme, è quella più nobile, perché si può iscrivere nel cranio umano e al centro, dove tutti i diamentri si incontrano, c'è la sede dell'anima, dove forse è racchiuso il segreto per capire il genio. 

È lo stesso Leonardo che cerca di offrirci la soluzione di uno dei più grandi enigmi della storia: com'è possibile che vi sia stato un genio della sua portata, capace di partire dalla pittura per sollevare uno alla volta gli strati della realtà, e scindere il mondo ai suoi componenti ultimi per capire il mistero dell'arte e della scienza?

Dopo aver girato il mondo, gli strumenti per entrare nella testa di Leonardo da Vinci ora si trovano a Roma, a Palazzo Venezia nell'esposizione "La mente di Leonardo. Nel laboratorio del Genio Universale", forse una delle più esaurienti mai proposte sul massimo artista rinascimentale, che riunisce tutti gli argomenti trattati dal Maestro in un'unica analisi.

La locandina dell'esposizione (Fonte: MIBAC)"Si tratta di un percorso articolato per concetti quali forma, movimento e rappresentazioni" spiega il curatore e direttore dell'Istituto e museo di Storia della scienza di Firenze, Paolo Galluzzi che, lungo il percorso allestito in maniera magistrale nei saloni monumentali del Palazzo, svela segreti e smentisce dicerie su Leonardo, come, ad esempio, il mistero sulla sua scrittura al contrario che "non serviva per nascondere messaggi, ma solo perché era mancino, ed era naturale per lui scrivere così".

Per il Maestro "non si poteva dipingere un piede solo guardando l'esterno, ma bisognava conoscere ciò che c'è dentro e il funzionamento" spiega Galluzzi, chiarendo come Leonardo sia "partito dall'analisi della pittura per poi passare alla scienza, senza più riuscire a fermarsi". Il percorso della mostra - prosegue - parte dalla forma "che va capita e la cui genesi è legata a dinamiche costanti a proporzioni geometriche necessarie da mantenere per una corretta riproduzione. Le forme hanno una grammatica e una sintassi che è sempre la stessa". 

A testimoniarlo ci sono progetti di giochi geometrici, edifici, statue e sistemi in equilibrio, di cui Leonardo "ha una percezione istintiva", ma soprattutto si assiste alla trasformazione delle forme, processo per cui il Maestro "aveva una vera ossessione", come testimoniato, ad esempio, dal modellino per la "trasformazione di un dodecaedro in un cubo di volume equivalente". Qui si può conoscere anche l'enorme progetto per la realizzazione, mai portata a termine, del cavallo del monumento Sforza, alto oltre sette metri. 

Il movimento è poi considerato un fattore universale, tanto che anche "il cuore è uno strumento musicale" e viene osservato, come fa notare il curatore, che "la natura scava paesaggi, il tempo scava il corpo umano, l'attrito scava le macchine". Leonardo, però, "analizza i moti mentali alla stregua degli altri movimenti", concetto ben visibile nel famoso Cenacolo che grazie al dinamismo delle sue forme è, come mette in luce Galluzzi e hanno rappresentato vari film, "un'anticipazione del cinema". 

La mostra si conclude con gli originali, il tocco in più che offre l'edizione romana rispetto alle precedenti andate a Firenze, Tokyo, in Ungheria e in California. Qui si possono osservare un disegno e due frammenti autografi facenti parte del Codice Atlantico e provenienti da Los Angeles, che illustrano il progetto del palcoscenico e delle scenografie per l'Orfeo di Poliziano rappresentato forse intorno al 1500 a Milano. 

Vi sono, inoltre, altri due disegni conservati presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi che contengono schizzi preparatori per "L'Adorazione dei Magi" e la perduta "Battaglia di Anghiari", oltre che appunti per la macchina volante. Infine, sono esposti due quadri che raffigurano Leda e il cigno, la "Leda Spiridon" degli Uffizi e la "Leda Borghese" dell'omonima Galleria, dove, secondo gli studiosi, ci sarebbe la mano di Leonardo dato che le opere dovrebbero essere ispirate a quella perduta di Leonardo, simbolo dell'amore incestuoso. 

L'originalità di questa mostra è ben sintetizzata da Galluzzi: "È vero che c'è una sottovalutazione degli artisti del rinascimento, ma nessuno di loro si è spinto al livello di Leonardo. Non bisogna, però, pensare che abbia scoperto tutto: ha fatto molti errori, ma è il suo atteggiamento che ci colpisce". "Per questo - conclude - l'esposizione mette in mostra successi e fallimenti, ma soprattutto la sua grande, continua evoluzione".

INFORMAZIONI

Titolo: La mente di Leonardo. Nel laboratorio del Genio Universale
Quando: dal 1 maggio al 30 agosto 2009
Dove:Roma - Museo Nazionale del Palazzo di Venezia -
Orario: Tutti i giorni escluso il lunedì dalle ore 10 alle 19
Ingresso:Intero 9 euro, ridotto 7 euro
Tel: 06.69994319
E-mail:museopalazzovenezia@tiscalinet.it