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Aborto: "Modificare la legge, nel rispetto della vita"
A trent'anni dall'emanazione della 194, i movimenti pro life, invocano un aggiornamento del testo, con modifiche ai punti che incentivano l'interruzione di gravidanza.
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I cambiamenti della società italiana, le nuove scoperte scientifiche, la nascita e lo sviluppo della bioetica, hanno portato negli ultimi anni al risorgere di dibattiti e temi che parevano quasi rimossi.
La legge 194, in particolare, quella che in Italia depenalizza il ricorso all'aborto e ne specifica le modalità d'attuazione, è sempre più coinvolta in discussioni che ne auspicano una revisione. I movimenti per la vita, in particolare, chiedono che nel complesso essa mostri maggiore attenzione nei confronti del nascituro, e soprattutto, che ne definisca l'esistenza già a partire dal concepimento.
I movimenti sono presenti in tutto il mondo, uniti da una federazione che nel 1990, in occasione del suo 80° compleanno, ne nominò Madre Teresa di Calcutta presidente onoraria. In Italia l'associazione nasce a Firenze nel 1975, con l'obiettivo di opporsi all'aborto. Si tratta di coloro che nel 1981 promuovono il referendum per l'abrogazione della 194. Di fronte alla vittoria del "no" attuano una profonda revisione interna che porta ad aprire nel 1985 i Centri d'Aiuto alla Vita, delle strutture ben ramificate in tutta la Penisola, per dare sostegno alle donne in difficoltà.
Al momento in Italia il presidente è l’europarlamentare del PPE ed ex magistrato Carlo Casini, mentre alla vice presidenza si trova il dott. Lucio Romano, componente del Consiglio Esecutivo nazionale dell'Associazione "Scienza & Vita" e del Comitato Scientifico della rivista "I Quaderni di Scienza & Vita".
Dottor Romano, qual è la vostra attuale posizione sulla legge per l'Interruzione Volontaria di Gravidanza (IGV)?
"Partiamo dall’intervento conclusivo prima del voto finale, in quel lontano '78, fatto dal senatore Giovanni Berlinguer: “Sarebbe assai utile e opportuno un impegno di tutti i gruppi promotori a riesaminare, dopo un congruo periodo di applicazione, le esperienze negativa e positive di questa legge […] ciò può garantire che vi sia, successivamente all’approvazione della legge, un lavoro comune sia nell’applicazione che nella revisione del testo' . Già all'epoca, quindi, c'era l'idea che fosse necessaria, per un argomento tanto complesso, una 'profonda capacità di rivedere ciascuno, alla luce delle esperienze, idee e concetti che sembrano ora acquisiti e quasi cristallizzati' (sempre per citare Berlinguer)".
Quindi ritiene che sia quanto meno auspicabile una revisione del testo?
"Il rapporto di abortività nel 2007 è stato di 224,8 per mille nati. Dall'altro lato, consideriamo che i Centri di Aiuto alla Vita (C.A.V.) hanno aiutato donne, che avrebbero abortito, a far nascere oltre 100mila bambini solo nell'ultimo anno. Possiamo ritenerci appagati da questi dati? Dovremmo 'riesaminare le esperienze pratiche […] e introdurre nella legge le necessarie modifiche' (dall'intervento del Senatore ndr)' ".
A questo proposito quali sarebbero le vostre richieste?
"Prima di tutto la riformulazione dell'art. 1 con riconoscimento della tutela della vita fin dal concepimento [1], in secondo luogo la riforma dei consultori. Riguardo all'aborto la loro funzione dovrebbe essere esclusivamente quella di dimostrare efficacemente come lo Stato non rinunci affatto a difendere il diritto alla vita. Queste strutture dovrebbero essere messe in condizione di intervenire in tutti i casi in cui in una gravidanza nasca la propensione verso l'interruzione. A questo punto sarebbe fondamentale la collaborazione di personale volontario specializzato nella relazione di aiuto e di supporto per la tutela della vita nascente".
E per quanto riguarda l'art. 4?
"La proposta è l'abolizione delle motivazioni economico-sociali [2], o il ricorso a stanziamenti ad hoc dedicati che ne possano motivare la rimozione".
Un discorso a parte dovrebbe essere fatto sull'aborto del secondo trimestre:
"A questo proposito si richiede un accertamento rigoroso, anche collegiale, della sussistenza di grave malattia materna ma soprattutto una ridefinizione dei termini inerenti la possibilità di vita fetale autonoma. I grandi progressi della neonatologia hanno notevolmente abbassato questa soglia".
Come pensa sia stato svolto, invece, il capitolo prevenzione, trattato nell'art. 16 della norma?
"Al momento si è tradotta nella mera contraccezione, nelle sue varie modalità. Ciò ha significato anche disattendere lo spirito dell'art. 16 che certamente fa riferimento alla prevenzione post-concezionale, vale a dire dissuadere dall'interrompere la gravidanza con gli opportuni interventi a sostegno. In altri termini sarebbe molto importante essere a conoscenza, con pubblicazione dei dati di riferimento, di quanti sono stati salvati dall'aborto".
In che modo, come associazione, vi state muovendo per supplire alle mancanze di cui mi ha parlato?
"Il Movimento per la Vita ed i Centri di Aiuto offrono, con servizio puro volontariato gratuito, assistenza a tutte le donne che in procinto di ricorrere all'aborto possono essere aiutate a rivedere la loro decisione. Pertanto sostegno psicologico, morale, economico, ambientale (sociale e familiare) e medico. Nelle condizioni di particolare disagio, si interviene anche con un supporto economico tramite il Progetto Gemma riconosciuto già da anni a livello nazionale. Così, ove possibile, si tenta di fornire anche un alloggio temporaneo. Da alcuni mesi, inoltre, si interviene con personale specializzato anche all'assistenza delle donne con sindrome post-aborto, grazie ad una rete a diffusione nazionale.
Chi sono le donne che si rivolgono a voi?
"Prevalentemente casalinghe o disoccupate. Per lo più coniugate, anche se in calo rispetto alle nubili. L'età è compresa tra i 25 ed i 34 anni. Le maggiori difficoltà denunciate sono di natura economica, ma sono ampiamente rappresentati anche problemi inerenti la salute del feto e quella fisica e psichica della madre, il numero dei figli. Inoltre, ci sono i problemi legati all’età della madre ed i pregiudizi sociali per una gravidanza imprevista".
LINK
- Movimento per la vita
NOTE
[1] Attualmente nel testo si legge che lo Stato “riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”, senza specificare quando questo abbia luogo.
[2] L’art. 4 è quello che inserisce le motivazioni per l’IVG, tra cui quelle economiche.
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