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Nigeria: religiosi musulmani contro la poliomielite

Marcia indietro dopo il boicottaggio che ha causato una ripresa della malattia.

» Africa Cecilia Scaldaferri - 31/03/2009

Contro la polio in Nigeria, l'unico Paese al mondo dove esistono tutti e tre i ceppi virali della malattia, sono scesi in campo anche i religiosi musulmani, segnando un'inversione di tendenza dopo tante accuse e polemiche. 

Proprio l'opposizione di buona parte degli imam locali negli ultimi anni aveva causato una brusca ripresa della poliomielite, malattia gravissima di origine virale che colpisce il sistema nervoso e può portare nei casi più gravi alla paralisi totale.

Contro questo terribile morbo, le cui vittime principali sono i bambini sotto i cinque anni, governi e cooperanti da tempo promuovono campagne di vaccinazione dell'infanzia, un strumento che si è dimostrato molto efficace, contribuendo a ridurre il numero dei casi in tutto il mondo, passati in 20 anni da oltre 350mila a poco più di mille, con un tasso di decrescita del 99 per cento. 

Ma, complice il boicottaggio sostenuto dagli imam, negli ultimi anni la polio è tornata a farse sentire duramente in Nigeria, 806 casi solo lo scorso anno, portando il Paese al primo posto nella classifica dei più colpiti, tanto da far temere la diffusione dell'infezione nei Paesi vicini.

A suscitare l'avversione dei religiosi, promotori nel 2003 di un duro boicottaggio contro la vaccinazione, c'è la convinzione che questa sia realtà un trucco degli occidentali per infettare i bambini con il virus dell'Hiv, ma c'è stato addirittura chi è arrivato a sostenere che fosse una 'arma' degli israeliani per rendere sterili i musulmani.

La situazione con gli anni è cambiata, anche a causa del gran numero di bambini che nel frattempo si sono ammalati. E finalmente qualcosa si muove: gli imam lanciano appelli durante la preghiera del Venerdì a portare i propri figli a farsi vaccinare e messaggi vengono pubblicizzati da radio e giornali nelle regioni più colpite. In questi giorni, una vasta campagna di vaccinazioni è in atto in tutto il Paese, inaugurata proprio dalla first lady Hajia Turai Musa Yar'Ardua.

Ma come sostiene lo stesso Muhammad Ali Pate, medico del Ministero della Salute nigeriano, "la vaccinazione non deve essere semplicemente qualcosa che noi facciamo a loro, perché così suscita i loro sospetti. Stiamo cercando di creare la richiesta per il vaccino, noi vogliamo che la comunità capisca cos’è la polio e metta in relazione la paralisi con la malattia".

Fantasie a parte, nella memoria degli abitanti locali è ancora vivo il ricordo degli esperimenti condotti nel Paese dalla multinazionale farmaceutica Pfizer nel 1996: secondo gli avvocati che da allora tentano di ottenere giustizia, la multinazionale americana si offrì di combattere un’epidemia di meningite batterica utilizzando sui bambini di Kano una medicina non ancora testata, provocando la morte di 11 di loro e lasciandone 200 disabili. Da allora, la popolazione locale è rimasta sospettosa nei confronti di campagne di somministrazione di medicinali.

Intanto, nel corso di una visita compiuta in Nigeria in febbraio, Bill Gates ha annunciato che la fondazione creata insieme alla moglie Melinda devolverà più di 50 milioni di dollari a favore della lotta contro la polio nel Paese africano, a partire dall’accordo da 25 milioni di dollari concluso di recente con la Banca Mondiale per l’acquisto di più di 100 milioni di dosi di vaccini (OPV) contro la malattia. Gates non è nuovo a queste iniziative e ha già devoluto 700 milioni di dollari nella lotta contro la polio in tutto il mondo.