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Camini pericolosi: quando si rischia la vita per una stufa a legna
La brutta esperienza di un floricoltore di Venezia, scampato alla morte per un soffio durante la notte: "Stavo per soffocare".
Adolfo Sottile, un floricoltore di 75 anni di Compalto, località di Venezia, è conosciuto come 'l'uomo delle tartarughe': in giardino ne possiede almeno una cinquantina e spesso dalle vicinanze giungono molte persone per ammirarle.
Il 15 febbraio scorso erano in letargo, così le testuggini neanche si sono accorte del terribile incendio divampato dal camino della casa di Sottile, che ha rischiato di lasciarle orfane.
"È una vita - racconta - che lascio accesa la stufa a legna di notte, fino al mattino, per risparmiare sul gas". Ed è quello che fa anche la sera del 14 febbraio scorso: la accende intorno alle otto, poi va al bar un'oretta per leggere Il gazzettino, dopodiché a letto a dormire. Un'abitudine non rara, soprattutto in tempi crisi, ma la sua casa è molto vecchia e il camino, all'interno del quale scorrono i fumi, passa vicino a due travi di legno che sostengono il tetto.
Quella notte il calore della canna fumaria fa surriscaldare le travi, che intorno alle sei del mattino prendono fuoco. Le fiamme cominciano a espandersi sul tetto, fino dentro la casa. "Mi sono svegliato - ricorda - per la tosse, così ho preso una caramella dal comodino. Ma nonostante ciò continuavo a tossire, fino quasi a soffocarmi. Allora mi sono alzato e mi sono accorto che c'era fumo dappertutto".
La prima reazione di Sottile è quella di riempire la pentola con l'acqua e buttarla verso le fiamme, che però sono ormai troppo intense per essere spente in quel modo. Allora il floricoltore esce di casa e prende il tubo da giardino che usa per innaffiare le sue piante, ma è tutto ghiacciato a causa del freddo di quel periodo. L'unico sollievo arriva dall'autista di un autobus, che si è accorto dell'incendio e lo informa che ha già avvisato i pompieri.
I vigili del fuoco, infatti, arrivano dopo pochi minuti, riescondo a domare le fiamme. Ma i danni ormai sono troppo ingenti e la casa viene dichiarata inagibile a causa del rischio di cedimenti. Non tardano ad arrivare i tecnici che staccano luce e gas. A Sottile non resta altro da fare che raccogliere le poche cose che si sono salvate dall'incendio e andarsene. Ma non si rassegna: "Ci vorranno mesi di lavoro, ma ristrutturerò tutto e tornerò a vivere lì". Perché lì, c'è tutta la sua vita: oltre alla casa, c'è il suo vivaio, le vasche con le piante acquatiche (la sua specializzazione) e le tartarughe che lo hanno reso noto in tutta la zona.
I primi giorni dopo l'incendio viene ospitato da un suo amico che abita poco distante. Poi la Protezione civile gli assegna una roulotte, che viene sistemata nel giardino, vicino alle sue tartarughe: "Ora - commenta orgoglioso - sono lì che prendono il sole". Per loro il letargo è finito, per il loro padrone comincia il lungo lavoro per ristrutturare la casa bruciata a causa del camino.
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