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Camini pericolosi: tutti tecnologici i moderni spazzacamini

Termotelecamere e spazzole motorizzate, i nuovi strumenti per pulire la canna fumaria. Ma la professione di manutentore di caminetti, in Italia attende ancora un riconoscimento.

» Cronaca Italia Sandro Foschi - 24/03/2009

Fino ad oltre la metà del secolo scorso gli spazzacamini si portavano dietro un bambino, che si calava nelle canne fumarie per raschiarle.  Oggi, per fortuna, è tutto diverso: i controlli si effettuano attraverso termotelecamere (con speciali sensori che rilevano luce e calore) e da tagliare con spazzole motorizzate. 

È sopravvissuta e si è modernizzata la professione dello spazzacamino.  E oggi, con il ritorno in auge della legna da ardere, cresce il bisogno della loro professionalità, indispensabile per la manutenzione delle canne fumarie.

Michele Troian, da vent'anni svolge questa attività ed è presidente dell'Associazione nazionale fumisti spazzacamini (Anfus): "La nostra attività  spiega - inizia non appena ci contattano: già dalla telefonata facciamo delle domande per capire il tipo di camino, i collegamenti, i problemi che ci sono".  In questo modo può organizzarsi per andare dal cliente, sapendo quello che deve fare e il tempo necessario.  

Così arriva a destinazione già preparato e comincia una prima ispezione: "Faccio un'indagine preliminare della canna fumaria attraverso una lampada allo xeno (che emette una luce bianca molto intensa, ndr) e uno specchietto.  In questo modo verifico se ci sono problemi attraverso un'analisi della forma, delle dimensioni e dei materiali".  In caso di necessità utilizza anche una telecamera collegata a delle aste che gli permette di spingerla in profondità lungo il tubo.

Fatta questa prima indagine, dopo avere anche controllato che nelle vicinanze dell'impianto non ci siano cose o materiali che si possano rovinare col suo intervento, inizia la pulizia.  "Per cominciare - dice Troian - metto quattro birilli per isolare e tutelare la zona in cui lavoro.  Quindi con una spazzola motorizzata attaccata a delle aste e un aspiratore faccio un primo intervento".  Poi esamina nuovamente la canna fumaria: "Sempre con specchietto, lampada e telecamera verifico la situazione.  Se il camino è diritto e perpendicolare a terra, devo vedere la luce.  Ma soprattutto non ci devono essere luccichii, perché significa che c'è ancora catrame.  In quel caso devo fare un'altra pulizia, utilizzando una spazzola più dura".

Quindi lo spazzacamino non se ne va finché non vede la canna fumaria in buone condizioni.  Ma se proprio il catrame o il carbone non vuole andare via? "Può capitare che il cliente non abbia fatto pulizie per dieci anni e nel frattempo abbia bruciato legno umido o altro combustibile poco raccomandabile". "In quel caso - precisa - a volte, il catrame non si riesce a mandare via completamente.  Allora con la telecamera controllo le chiazze di sporco: se lo spessore è superiore al millimetro, io sconsiglio di utilizzare nuovamente il camino perché c’è il pericolo di incendio".

Proprio per evitare rischi simili è importante fare controlli alla canna fumaria periodicamente e le competenze degli operatori a cui ci si rivolge diventano a volte determinanti.  Ma nonostante ciò questa figura professionale non è riconosciuta: "Se vai alla Camera di commercio - denuncia Troian - e dici che vuoi fare lo spazzacamino, puoi finire o sotto 'impresa edile' o sotto 'impresa di pulizia'.  Non ci sono regole specifiche di accesso alla professione, quindi c'è il rischio che qualcuno inizi questo mestiere così delicato senza esserne all'altezza, mettendo a repentaglio la nostra immagine e l'incolumità dei clienti".

LINK
- Lo spazzacamino Michele Troian
- Associazione nazionale fumisti spazzacamini