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Camini pericolosi: incendi, cause e tutele
Rispetto delle leggi, manutenzione e occhi aperti. Pochi gli ingredienti per rendere il focolare domestico accogliente e non rischioso.
Titolo: Fuliggine incrostataFonte: dal web
Gli incendi che scaturiscono dai camini possono dipendere da un difetto di costruzione o dalla mancata manutenzione. Il fuoco acceso, inoltre, può essere direttamente fonte di pericolo a causa della distrazione. Ecco i principali fattori di rischio e alcuni consigli per evitare brutte sorprese.
ERRORI DI REALIZZAZIONE. La principale causa d'incendio è l'erronea fabbricazione dei camini. A volte, ad esempio, la canna fumaria passa troppo vicino a materiali combustili, come travi o assi di legno posti nel tetto, che possono surriscaldarsi e prendere fuoco. L'impianto poi può avere dimensioni non corrette, oppure essere montato male, causando la fuoriuscita di gas o scintille durante il funzionamento.
Come tutelarsi. Occorre assicurarsi che vengano rispettate le leggi: se si compra un caminetto prefabbricato, ad esempio, deve avere il marchio CE e per l'installazione bisogna rivolgersi a operatori abilitati. "I tecnici esperti del settore - suggerisce l'installatore Sandro Bani - dovrebbero fare tre tipi di test: una video-ispezione del tubo dall'alto, una prova di tenuta con uno strumento che mette in pressione la canna fumaria e il controllo dell'isolamento, facendo dei fori nella muratura con delle trivelle, per valutare le distanze e i rischi dei materiali infiammabili". A volte questi possono sembrare interventi eccessivi e fin troppo invasivi, magari per montare solo una stufa economica, ma un tecnico che non fa queste verifiche mette a repentaglio la sicurezza del cliente.
LA FULIGGINE. La fuliggine è una polvere nera che aderisce all’interno della canna fumaria, costituita da particelle di carbone derivante dalla combustione di sostanze organiche. La legna rilascia molto di questo nerofumo, che nel corso del tempo può depositarsi e formare uno strato sempre più consistente. Ad alte temperature lo strato può prendere fuoco e le fiamme espandersi. Non tutti i camini sono testati per l'incendio da fuliggine.
Come tutelarsi. Per evitare questo inconveniente è indispensabile una corretta e periodica manutenzione. "Io suggerisco di comperare la legna almeno un anno prima di bruciarla - consiglia lo spazzacamino Michele Troian- , per essere sicuri che non sia umida. Per quanto riguarda la pulizia dipende dalle dimensioni della canna fumaria, dal tipo di combustibile usato e da quanto viene utilizzata. In linea di massima io suggerisco di farla ogni due anni". E se non si utilizza il camino per lunghi periodi, ad esempio un anno, e poi si decide di accendere il fuoco? "In quel caso la canna fumaria potrebbe essere ostruita da elementi esterni, ci potrebbe essere un nido di vespe. Consiglierei comunque di chiamare uno spazzacamino per un’ispezione generale".
LE SCINTILLE. Il fuoco acceso nel caminetto può emettere scintille che poi bruciano parti infiammabili della casa, come tappeti o rivestimenti delle pareti. Molti casi di cronaca raccontano di persone rimaste vittime di un incendio perché si sono addormentate lasciando ardere la legna in piena libertà.
Come tutelarsi. Il consiglio principale è quello di usare un parascintelle e non lasciare mai il fuoco incustodito. Se si deve uscire di casa improvvisamente, occorre "separare i ciocchi il più possibile - suggerisce l'ingegnere Claudio Manzella, comandante dei Vigili del Fuoco di La Spezia, nel suo volume 'Camini moderni'- spingerli verso il fondo del focolare e coprirli con uno strato estremamente abbondante di cenere sicuramente spenta, o di sabbia umida, chiudendo la valvola del camino ed allontanando dal camino il più possibile oggetti ed arredamento infiammabili. Sarebbe opportuno togliere i ciocchi dal camino, con l'aiuto delle pinze, della paletta e dei guanti, dopo averli separati e sabbiati, per poi riporli in una apposita scatola metallica da chiudere ed ubicare in luogo sicuro, lontano da materiale combustibile e/o infiammabile".
IN CASO DI INCENDIO. Ci si può rendere conto che il proprio camino è in fiamme dall'eccessivo tiraggio (aria che va verso l'alto) e dalla vibrazione delle pareti e vetri di casa. Che fare, magari in attesa che arrivino i pompieri? "Bisogna raffreddare il proprio camino e togliere energia all'incendio attraverso l'acqua - suggerisce Salvatore Buffo, comandante dei Vigili del fuoco di Brescia -, possibilmente nebulizzata, a getto frazionato (quello che si ottiene mettendo un dito davanti al foro del tubo, ndr), non quello pieno, che può causare ulteriori danni. L'ideale sarebbe farlo dall'alto, solo che con i tetti in legno e con la mancanza di punti di appoggio può diventare un'operazione problematica, come lo è per i nostri stessi operatori".
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- Vigili del fuoco






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Una buona installazione richiede una buona dose di conoscenza e di professionalità.
Avere i requisiti
Usare o verificare con documentazione se i materiali sono adatti alla installazione che si andrà ad effettuare
Verifica locali
attrezzature specifiche, e strumenti x le verifiche al momento delle installazioni
Rilasciare documentazioni materiali impiegati, rigorosamente marchiati CE
E rilasciare documentazione all'utilizzatore finale x l'uso e la manutenzione del suo impianto, detto anche libretto d'impianto
Cesare Teccolo
Presidente Assocosma F.V.G.