Cronaca » Italia » Giustizia e criminalita'

Manipolatori della mente: il fiorente business dell'occulto

Il ricorso a sedicenti maghi, veggenti e sette, in Italia non conosce stallo, con un giro d'affari milionario. Una realtà sfuggente che irretisce persone sofferenti, e che vede un aumento del rischio, in questo tempo di crisi e insicurezza globale.

» Giustizia e criminalita' Paola Simonetti - 30/04/2009

Scavando fra le pagine di storia del costume mondiale, si direbbe che l'esercizio dell'occulto sia uno dei mestieri più vecchi del pianeta. Quasi non compromesso da movimenti illuministi e filosofie razionaliste, è giunto fino a noi praticamente intatto nel suo potere di fascinazione. 

Facendo capo all'inestinguibile desiderio degli umani di controllare, prevedere e condizionare gli eventi della propria esistenza, la proliferazione di sedicenti maghi, veggenti, santoni, guaritori, guru, capi di sette e gruppi pseudo religiosi, tutt'oggi in Italia non sembra conoscere crisi.

In realtà, proprio il sopraggiunto aggravamento della recessione economica, così come anche un certo declino di valori e certezze, avrebbero, secondo Maurizio Alessandrini, presidente dell'Associazione familiari vittime di sette (Favis), incrementato e reso più solido il 'consumo della ciarlataneria'. 

"La generalizzata fragilità sociale ed economica al momento esistente - spiega il presidente del Favis - è un terreno fertilissimo per lo sfruttamento messo in atto da questa gente. L'attuale condizione di debolezza in cui si trovano molte persone, incrementa pericolosamente il rischio di 'dipendenza' e 'plagio', che pure si sono conclamati con forza ormai da molti anni". 

Una realtà diffusa, dunque, ma sommersa, che permea trasversalmente la società senza distinzioni di situazione economica o culturale, eppure di difficile monitoraggio e quantificazione. Dati e casistiche, da ritenersi sempre sottostimati seppure significativi, si legano alle attività specifiche di organizzazioni e istituzioni che lottano da anni contro il 'plagio mentale' (anche se una legge specifica a riguardo non esiste più in Italia). 

La Guardia di Finanza, calcola che nel nostro Paese, circa il 15 per cento della popolazione, di età varia e di diversa condizione sociale, si rivolge a maghi e operatori esoterici con la speranza di risolvere problemi affettivi o di salute, per chiedere protezione o per superare le difficoltà quotidiane. Contrariamente a diffusi luoghi comuni, il 42 per cento di maghi, chiromanti e cartomanti vive e opera nel Nord Italia. Il giro d'affari stimato dalle Fiamme Gialle, è pari a 6 miliardi di euro, per la maggior parte sottratti a ogni forma di imposizione fiscale. Dal canto suo, il Numero verde antisette dell'associazione Papa Giovanni XXIII, ad esempio, riceve diverse centinaia di chiamate ogni anno con segnalazioni che riguardano pseudo-religione (15 per cento), satanismo (12 per cento), magia (10 per cento), esoterismo (8 per cento), spiritualismo (2 per cento), stregoneria (1 per cento).

Nella stragrande maggioranza dei casi, l'opera del 'ciarlatano', in tutte le sue forme, si innesta nella realtà di una persona fragile, provata da un grande dolore, motivazione che può aprire la strada verso un inferno di ricatti, abusi psicologici e sessuali, estorsione di denaro a fiumi.  

"Fare un identikit del potenziale cliente tipo non è semplice perché non si può generalizzare - aggiunge Alessandrini del Favis -. Non è che il popolo italiano sia più credulone o superstizioso di altri, o che solamente persone ignoranti e poco colte cadano nella trappola di questi lestofanti". "L'elemento che accomuna le potenziali vittime - prosegue - potremmo rintracciarlo  in uno stato di sofferenza, disagio o insicurezza: la morte di una persona cara (del coniuge, e soprattutto di un figlio - inaccettabile per un genitore come un fatto contro natura), una malattia in famiglia, un incidente menomante, un abbandono d'amore o un tradimento, la perdita del lavoro e/o della casa, un furto o una rapina subita (in casa, al lavoro, per strada)o una serie di fatti concomitanti che hanno reso più debole la persona. Qui agisce con forza la 'manipolazione' del truffatore".

E il terreno del plagio, in Italia, si fa sempre più diversificato, con scenari emergenti legati per lo più ai punti deboli dei giovani: fantomatici corsi di autostima, benessere, tecniche per avere successo nel lavoro o con gli altri, le cosiddette 'psicosette'. Fronti rischiosissimi e molto spesso sfuggenti ai controlli, su cui possono sgretolarsi personalità e intere famiglie: "Molte di queste realtà operano quasi alla luce del sole - aggiunge Alessandrini - : sedicenti associazioni che promettono benessere, risoluzione a problemi familiari, amorosi, di scarsa autostima. Dietro vi si possono nascondere trappole insidiose, ben architettate, in cui la vittima viene circondata, anzi 'bombardata' di amore, benevolenza, promesse di aiuto apparenti. Man mano la si isolerà fino a portarla all'odio verso padre, madre, amici, parenti". 

Ma smascherare il manipolatore di turno in tempo, sembrerebbe più facile di quello che si possa immaginare, imparando a conoscere le più comuni tecniche di 'accerchiamento' della vittima. Lo psicologo statunitense Steven Hassan, nel suo libro "Mentalmente liberi. Come uscire da una setta", spiega come fare domande dirette e raffica all'individuo sospetto che vuole plagiarci, possa essere una tecnica quasi infallibile per smascherarlo:  "(...) Se mai vi capiterà di essere avvicinati da qualcuno che cerca di ottenere informazioni personali o vi invita a partecipare a qualche seminario - scrive Hassan- semplicemente ponendo alcune domande riuscirete a non cadere nelle mani di un buon novanta per cento di reclutatori. Queste domande saranno ancora più efficaci se le porrete in maniera amichevole ma diretta, esigendo risposte precise". 

"Sebbene molti gruppi facciano sistematicamente uso dell'inganno - aggiunge Hassan- è importante tener presente che quando è impegnata a reclutare, la maggior parte dei seguaci di un culto non è affatto cosciente di mentire. Proprio per questo sottoponendo il vostro interlocutore a una domanda dopo l'altra, sarete in condizioni di verificare se quella che vi sta raccontando è la storia giusta, oppure se l'adepto proprio non ha pronta la storia giusta da raccontarvi [1]".

Le legislazione italiana, che ad oggi non contempla più il reato di 'plagio' sostituito invece da quello di 'circonvenzione d'incapace', per molti operatori di settore pecca di maglie troppe larghe o, peggio ancora, mancata applicazione. Non solo. Nonostante l'articolo 121 del T.U.L.P.S. (testo unico leggi di pubblica sicurezza) reciti che è "vietato il mestiere di ciarlatano", i casi di cronaca giudiziaria che vede protagonisti operatori dell'occulto, sono un numero trascurabile rispetto all'attività che svolgono ogni giorno, con il rafforzamento (malgrado specifico divieto) della  pubblicità televisiva, della carta stampata e delle ospitate in programmi tv di intrattenimento: "In base alla nostra esperienza di volontariato nell'assistenza alle vittime della manipolazione mentale - spiega Dino Potenza, presidente dell'Associazione Tutor Onlus -, possiamo affermare che gli episodi che giungono alla cronaca rappresentano la punta di un iceberg, perchè le vittime, anche nei casi in cui si rendono conto di aver subito truffa o plagio, difficilmente trovano il coraggio di denunciare".

Modificare dunque, la tendenza culturale con un innalzamento del grado di consapevolezza e capacità di giudizio, appare come un'azione fondamentale per il contrasto di questi reati. Comprendere i meccanismi di plagio, le strategie 'cappio', da parte del nucleo famigliare soprattutto, significa conoscere e riconoscere linguaggi e metodiche di singole persone o gruppi organizzati che della 'manipolazione' fanno il loro arricchimento veloce. Il ricorso a strutture specializzate dI sostegno, può fare il resto. 


[1] Le domande chiave per non cadere nella trappola del "manipolatore"
  

ALTRI LINK
- Associazione familiari vittime di sette
- Associazione Papa Giovanni XXIII
- Associazione Tutor Onlus