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Manipolatori della mente: psicosette, come cambia la vita degli adepti

Si isolano, parlano in codice, piangono senza motivo, cambiano lavoro e partner. I radicali cambiamenti spiegati dalla psicologa Tinelli: "Abbracciano un nuova ideologia e si allontanano da chi non condivide il loro percorso".

"Il primo impatto è fortissimo.  La persona rientra a casa dal primo incontro in stato di shock.  Comincia a fare domande sulla vita, sul futuro, su se stesso".  In questo modo la psicologa Lorita Tinelli, presidente del Centro studi abusi psicologici (Cesap), descrive il primo cambiamento di chi entra in una psicosetta. 

È il momento cruciale, perché nel primo incontro il leader carismatico fa leva sui bisogni e le necessità dell'individuo, spingendolo a tornare nel gruppo per chiarire o approfondire alcuni aspetti .  Nel momento in cui ritorna gli viene progressivamente svelata la 'verità' e comincia ad abbracciare la teoria del gruppo, che lo plasma fino a diventare un'altra persona.  Il cambiamento, infatti, avviene nel suo modo di vivere, di pensare, di emozionarsi e di amare, come evidenziaci spiega la dottoressa Tinelli. 

STILE DI VITA.  I ritmi di vita vengono cadenzati in base alle regole della psicosetta: l'adepto deve assolutamente seguire incontri, seminari o rituali previsti.  Comportamento, bisogni e desideri cambiano, si allineano coi dettami del gruppo.  Ci sono soggetti, ad esempio, che pur avendo avuto l’abitudine di svegliarsi tardi al mattino, dopo l'ingresso a una psicosetta, cominciano ad alzarsi all'alba per fare dei rituali.  Il cambiamento dello stile di vita finisce, quindi, anche per influenzare il ritmo biologico della persona.

EMOTIVITA'.  La psicosetta condiziona anche i sentimenti: cambiano gli stimoli che sono in grado di provocare emozioni.  Ci sono persone, ad esempio, che cominciano a 'piangere a comando' anche in seguito a stimoli che normalmente non suscitano forti reazioni: il semplice parlare di determinati argomenti, come la famiglia ad esempio, può far scattare le lacrime.  Queste nuove reazioni emotive sono dettate dal sistema di valori che la persona apprende nel gruppo.

ASPETTO FISICO.  Il nuovo adepto di punto in bianco cambia anche il modo di vestirsi e curare il proprio aspetto fisico.  In genere questo è conseguenza della 'tecnica dell'imitazione' utilizzata dalle psicosette per assoggettare le vittime: imitare il leader carismatico e le persone a lui fedelissime diventa un modo per sentirsi più integrati nel gruppo e, nel frattempo, per dimostrare il proprio coinvolgimento a 360 gradi.  Così il capo stabilisce una moda e tutti lo imitano: ad esempio per i maschi rasarsi la testa può rappresentare un segno di mascolinità, mentre le donne possono essere spinte ad assumere un vestiario più femminile.

LINGUAGGIO.  Gli individui che aderiscono a questi gruppi cominciano a variare il loro modo di esprimersi, danno nuovi significati alle parole: per esempio la 'persona perversa' per loro è quella che non è allineata ai valori del gruppo.  La parola viene reinterpretata in base alla teoria dei membri.  Gli adepti cominciano col condividere il nuovo linguaggio all'interno del gruppo, poi lo utilizzano anche quando comunicano all'esterno.  Questo comporta anche dei dissidi nelle relazioni sociali, perché non ci si capisce più, si comincia a fare discorsi basati sul confronto Noi/Loro, ovvero tra quelli integrati nel gruppo e gli altri.

RAPPORTI SOCIALI.  L'adepto si sente superiore rispetto alle persone che frequentava prima di entrare nella psicosetta, perché ha acquisito una conoscenza che gli altri non possono comprendere senza un percorso adeguato.  Comportandosi e parlando in maniera differente l'adepto mette a distanza chi non condivide i suoi valori, chi non è in grado di comprendere il suo messaggio.  Chi si oppone a questi valori è soltanto uno che non ha intenzione di acquisire la verità, per questo va mantenuto a distanza.  Il resto del mondo viene visto come nemico e non si deve comunicare più del necessario.  Per questo le vittime diventano misteriose, non dicono quello che fanno nel gruppo, cominciano a uscire per frequentare seminari e rituali senza dare tante spiegazioni.  Questa distanza relazionale può spingersi fino alla scomparsa totale dell'adepto.

RAPPORTI FAMILIARI.  I rapporti familiari si sfaldano molto velocemente.  La famiglia non comprende il cambiamento repentino del congiunto che ha cominciato a frequentare la psicosetta.  Un genitore che non comprende, chiede spiegazioni o contrasta il nuovo atteggiamento viene visto come un elemento negativo, una persona da allontanare.  I leader del gruppo incoraggiano questo allontanamento, a volte facendo credere che un genitore sia un elemento che porta energia negativa o abbia abusato dell'adepto stesso durante l'infanzia.

RAPPORTI SENTIMENTALI.  La psicosetta condiziona completamente anche la vita sentimentale.  Chi aveva un partner prima di entrare nel gruppo, in alcuni casi può mantenerlo, a patto di ricevere il consenso del leader.  In altri casi, in particolare nei gruppi più chiusi verso l'esterno, si arriva a stabilire ogni aspetto della vita di coppia: quali sono i partner, quando si devono sposare e quando devono avere figli.

LAVORO.  Per esigenze economiche l'adepto può essere costretto a mantenere il proprio lavoro, ma cambia il rapporto coi colleghi, si crea una maggiore distanza.  In altri casi chi comincia a frequentare gruppi cambia anche il proprio mestiere: ci sono psicosette in cui lo stesso leader carismatico offre un nuovo lavoro in aziende e società che lui stesso aveva creato.  In questo modo aumenta la dipendenza dell'adepto nei confronti della gruppo.

LINK
- Centro studi abusi psicologici