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Manipolatori della mente: psicosette, quando la ragione è violentata

Entrano in nuovi gruppi attirati da slogan che promettono una nuova vita e finiscono con l'abbandonare famiglia e amici. L'associazone Papa Giovanni XXIII: "Le persone plagiate vengono allontanate dalla realtà".

"Sfrutta il tuo potenziale al cento per cento", oppure "Diventa l'artefice della tua nuova vita".  Questi gli slogan che possono reclamizzare corsi per aumentare l'autostima.  A volte però sono esche per coinvolgere le persone in una 'psicosetta': un gruppo che sfrutta le debolezze emotive della vittima per legarla a una comunità, promettendo la soluzione ai suoi problemi in cambio di denaro. 

In genere però la soluzione ai problemi non arriva mai, la frequentazione del gruppo è sempre più assidua e le richieste economiche sempre più alte.  I risultati possono essere devastanti: "La persona viene plagiata, violentata psicologicamente, separata dal proprio ambiente familiare e allontanata dalla realtà", spiega don Aldo Bonaiuto, responsabile del Numero verde antisette dell'associazione Papa Giovanni XXIII.

Il suo servizio di assistenza telefonico risponde a diverse centinaia di chiamate ogni anno. Quasi la metà (il 49 per cento) di queste segnalazioni riguardano persone rimaste inghiottite nelle psicosette.  Un dato rilevante, nell'ambito di un corollario di casistiche che tocca la pseudo-religione, le sette sataniche, senza tralasciare la magia e l'esoterismo più in generale.

Le vittime delle psicosette sono soggetti di tutti i generi, soprattutto di buona cultura e livello sociale: "Possono essere persone - dice don Aldo - che stanno passando momenti difficili, a causa della perdita del lavoro o di una persona amata.  Poi ci sono quelli con problemi affettivi e relazionali, che riescono a trovare attenzione e comprensione nel gruppo.  Infine ci sono coloro che sono alla ricerca di qualcosa, che vogliono migliorare la loro immagine o la loro carriera e trovano il 'guru' che promette un facile raggiungimento di questi obiettivi".

Questi individui, in difficoltà o alla ricerca di qualcosa di nuovo, sono le prede a cui puntano i leader delle psicosette.  "Il primo approccio - spiega la psicologa Lorita Tinelli, presidente del Centro studi abusi psicologici - può avvenire in vari modi.  Spesso c'è il passaparola, in quanto i membri di questi gruppi sono incentivati a portare nuovi soci.  Reclutano persone anche attraverso corsi di formazione in aziende o Università.  Poi - continua - fanno anche degli incontri pubblici gratuiti, in cui presentano corsi di apprendimento, di sviluppo della memoria o delle proprie potenzialità".

I corsi, in realtà, sono solo esche e chi li frequenta comincia gradualmente a sentirsi sempre più legato emotivamente all'ambiente che trova.  Per ottenere questo risultato vengono utilizzate diverse tecniche.  Il metodo più diffuso è quello del 'love bombing', ossia un 'bombardamento d'amore' che circonda la vittima e la fa sentire compresa, apprezzata e protetta.  Può essere il primo strumento utilizzato per far sentire il soggetto  al sicuro, farle abbassare la guardia, per poi utilizzare altri metodi di persuasione.

"Gradualmente - aggiunge la Tinelli - aumenta il livello di introspezione.  I ricordi, anche quelli più spiacevoli vengono raccontati a tutti, un po' come succede nei gruppi di mutuo aiuto (ad esempio alcolisti anonimi, ndr), ma in modo molto più intrusivo.  Ci sono momenti che prevedono il toccamento di corpi, che si spingono fino alla sessualità: li spacciano come esercizi utili per conoscere se stessi e le proprie paure, in realtà coinvolgono emotivamente le persone e le legano al gruppo". 

In questo modo il gruppo finisce col conoscere la vittima meglio di chiunque altro, sia fisicamente che emotivamente.  Questa conoscenza e i gesti compiuti, anche i più imbarazzanti, possono anche essere utilizzati come arma di ricatto se la persona minaccia di andarsene.  Quando la vittima non risulta totalmente coinvolta, per slegarla dalla famiglia e "vincolarla al gruppo - spiega la Tinelli - utilizzano anche il metodo dell'induzione di falsi ricordi: si dice al soggetto che in passato ha subito abusi da parte di un parente".

Si tratta, quindi, di un vero e proprio abuso di strumenti psicologici, che i leader delle psicosette imparano in diversi modi, come spiega Carmen Muraro, coordinatrice della commissione Tutela della professione dell'Ordine degli Psicologi del Veneto: "Attingono insegnamenti da libri o corsi di natura informativa e culturale, poi utilizzano le tecniche in maniera impropria.  Sono persone comunicative, con un grande magnetismo sulle individui fragili; sfruttano la loro vulnerabilità, col risultato di peggiorare la loro crisi".

Peggiora, infatti, la situazione delle persone che entrano in queste psicosette, perché il loro orizzonte finisce col coincidere con quello del gruppo: "Col passare degli anni - conclude la Tinelli - il gruppo diventa la quasi totalità della vita del singolo individuo.  Le cose più importanti sono gli appuntamenti con esso, si perdono gli amici, non si hanno più contatti con le famiglie.  Staccarsene non è semplice né indolore.  Ci sono persone che restano, pur soffrendo, per non perdere quello che hanno trovato.  Chi riesce a uscirne deve seguire un percorso di riabilitazione per far pace con se stesso".

LINK
- Numero verde antisette
- Centro studi abusi psicologici
- Ordine degli Psicologi del Veneto