Cronaca » Italia » Giustizia e criminalita'

Manipolatori della mente: sette sataniche, le regole del "demonio"

Lo psicoterapeuta: "Gli adepti trovano una nuova personalità, più forte". Così gli adolescenti possono aderire a gruppi satanici, devastare cimiteri e compiere delitti.

Le sette sataniche agiscono nella mente liberandola dai freni morali, abbassando la capacità di critica e offrendo una nuova personalità, più forte e invasiva.   Insomma il noto modo di dire "vendere l'anima al diavolo" non sarebbe poi tanto lontano dalla verità, secondo la teoria americana dello "snapping", parola inglese utilizzata per esprimere un improvviso e drastico cambio di personalità. 

Negli Stati Uniti fin dagli anni 70 studiano questo fenomeno, che Flo Conway e Jim Siegelman, gli autori del libro "Snapping: America's Epidemic of Sudden Personality Change" (Stillpoint Press, 1995) descrivono come "una rottura imprevista nella continuità della coscienza che può lasciare isolati, rinchiusi in se stessi, disorientati e fortemente confusi". 

"L'esperienza stessa - prosegue il testo - può provocare allucinazioni e illusioni o rendere estremamente vulnerabili alla suggestione. Può portare a cambiamenti che modificano abitudini, valori e credenze di una vita intera, distruggere amicizie, matrimoni e rapporti familiari e, in casi estremi, portare all'auto distruzione o a comportamenti violenti o criminali".

Conseguenze estreme, come omicidi e suicidi, che contradistinguono le sette sataniche possono, quindi, avere la loro origine da questo meccanismo? Lo psicoterapeuta Giorgio Gagliardi, consulente dell'Osservatorio Antiplagio, è convinto di sì: "A seguito di un'emozione intensa, una specie di 'illuminazione', gli adepti avvertono una smisurata potenza, si liberano della precedente personalità, che viene sostituta da una pseudo-personalità molto dura e libera da ogni freno morale. Perdono il loro normale potere di critica, per cui possono fare di tutto”.  

Ad essere esposti a questo rischio sono soprattutto giovani, alla ricerca di risposte esistenziali (gli americani li chiamano 'seeker'):  "I più predisposti - spiega Gagliardi - sono persone con una personalità non ancora strutturata, che si lasciano facilmente suggestionare.  Spesso, per favorire la liberazione dai loro freni morali, sono utilizzate diverse droghe".

Le droghe, infatti, sono una delle opzioni che oggi raramente mancano nei gruppi satanici.  Lo conferma don Aldo Bonaiuto, sacerdote responsabile del Numero verde antisette dell'Associazione Giovanni XXIII: "Le sette oggi più diffuse sono quelle che seguono il 'satanismo acido giovanile', nome dovuto all'uso di pasticche e altre sostanze stupefacenti.  La droga per i satanisti rappresenta la comunione di Satana".

Le sostanze stupefacenti rappresentano solo una delle pratiche delle sette. "Esiste un vero e proprio calendario satanico - spiega don Aldo - che bisogna rispettare, facendo vari rituali, che possono andare dal sacrificio di animali fino anche a drammatici omicidi.  Quasi sempre c'è la componente sacrilega: il vilipendio di cimiteri, il furto di oggetti sacri e ostie consacrate nelle chiese".  "Infine - prosegue - si diffonde sempre di più l'autolesionismo: tra le prove di forza che questi giovani si sentono chiamati a fare, c'è anche quella di farsi del male, tagliandosi nel corpo, ma anche attraverso forme più gravi, fino al suicidio".

Difficile pensare che tali pratiche possano passare inosservate, invece le sette sataniche riescono a nascondersi. "Il mondo dell'occulto - spiega don Aldo - agisce in modo subdolo, segreto, senza far parlare troppo di sé.  Inoltre, a causa delle mode che fanno sembrare normali atteggiamenti che ieri apparivano devianti, è difficile capire quando una persona è a rischio".  Alcuni segnali, però, possono far suonare un campanello d'allarme: "Il ragazzo che cambia - continua don Aldo - dall'oggi al domani il suo abbigliamento, il suo linguaggio, i suoi gusti, comincia a interessarsi ai film horror, alla musica heavy metal, alla letteratura esoterica: questi interessi a volte possono essere temporanei, altre volte possono condurre verso la setta".

Le organizzazioni legate a Satana riescono a nascondersi anche grazie alla fluidità con cui possono formarsi nuovi gruppi.  "La setta - dice don Aldo - nasce a volte dal fai-da-te, improvvisato da qualcuno che si è interessato e acculturato: si autoproclama come il 'demonio', coinvolge nuove persone fino a creare microgruppi formati da 10, 20 anche 30 adepti e li induce a compiere, a volte anche inconsapevolmente, dei reati".

E di illeciti gli adepti di una settane possono compierne molti e di diverso tipo. Come ci spiega l'investigatore privato Luca Venturini, direttore dell'Accademia italiana studi investigativi, che nella sua carriera ha tirato fuori diversi giovani: "Ci sono ragazzi che per essere ben introdotti nella setta vanno in un cimitero e lo devastano.  Sono numerosi i reati che possono compiere una volta entrati in un gruppo satanico: violenza privata, violenza sessuale, uso di sostanze stupefacenti, induzione a vari reati, distruzione di luogo di culto, solo per citarne alcuni".

I crimini commessi possono spingersi fino all'omicidio.  Ne è un esempio quello che è avvenuto nel 2006 a Chiavenna, dove tre minorenni hanno ucciso a coltellate una suora per fare un sacrificio a Satana.  Ma ci sono anche i tre omicidi commessi dalle cosiddette 'Bestie di Satana' ai danni di persone che volevano uscire dal gruppo.  Delitti che non sorprendono Gagliardi: "Uscire da questi gruppi è pericoloso. Ho seguito quattro persone che, uscite da sette sataniche, hanno dovuto cambiare Paese.  Gli adepti minacciavano anche i loro familiari e amici.  Le sette sono come le trappole per i topi: vi si entra facilmente, ma non si riesce a uscirne".

LINK
- Associazione Papa Giovanni XXIII
- Accademia italiana studi investigativi
- Osservatorio antiplagio 
- Numero verde antisette: 800.228866