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Sceneggiatore: in passato un mestiere "trascurato dagli stessi registi"
A colloquio con Morando Morandini Jr alla scoperta dei segreti di un mestiere essenziale per la produzione cinematografica e televisiva.
Titolo: Un testo di sceneggiaturaFonte: dal web
Quando due anni fa ad Hollywood gli sceneggiatori incrociarono le braccia ad oltranza per reclamare, tra le altre cose, il pagamento degli stipendi arretrati, negli studios scoppiò il caos,mostrando al mondo l'importanza di questa figura professionale e mettendo a rischio la produzione di filme eserie tv.
In Italia, seppure con una produzione in sofferenza, non si è arrivati a casi eclatanti di questo genere. Certo è. però, che questo mestiere assolutamente necessario perchè un progetto cinematografico e televisivo veda laluce. Di questo ne abbiamo parlato con l'autore e scenegiatore Morando Morandini jr. Collaboratore, tra gli altri, di Massimo Pirri e Lamberto Bava, per la televisione è story editor della soap-opera di Rai1 "Ricominciare". Proprio quest'anno è uscito il libro "Professione sceneggiatore - manuale di scrittura cinematografica", pubblicato dalla UIL-UNSA.
Dott. Morandini ci può spiegare in cosa consiste il lavoro di uno sceneggiatore?
"La sceneggiatura, come diceva Pier Paolo Pasolini'…è una struttura che vuole essere un'altra struttura, una forma che si muove verso un'altra forma'. E' un racconto scritto sulla carta che costituisce la mappa e il manuale di istruzioni di un racconto per immagini (il film). Lo sceneggiatore (da non confondere con lo scenografo) è uno scrittore che partendo da una storia descritta sinteticamente (il soggetto) - da lui ideata o da altri - la sviluppa, ne descrive minuziosamente attraverso la scrittura lo svolgimento (azioni dei personaggi e dialoghi) dall'inizio alla fine, dividendola in scene, ossia in frazioni di trama caratterizzate da unità di spazio e di tempo.
Come dice Woody Allen: 'Credo che ormai si contino gli esempi, dai registi dilettanti fino a Bunuel, che dimostrano come, se hai una buona sceneggiatura, anche se giri male, puoi ancora tirarne fuori un film che funziona. Ma se la sceneggiatura non vale, puoi farti strabuzzare gli occhi quando giri, ma quasi sempre, in qualunque modo si cerchi di rianimarla, non funziona".
Cosa vuol dire essere uno sceneggiatore oggi in Italia?
"Vuol dire muoversi in un contesto ancora asfittico per quanto riguarda la cinematografia. Per decenni molti registi hanno trascurato l'importanza e la cura della costruzione drammaturgica della trama, privilegiando una dimensione 'autoriale' spesso autoreferenziale. Questo ha creato dei danni: ha ridimensionato l'importanza delle sceneggiature; ha mortificato la vocazione naturale del cinema che è anche quella di essere laboratorio di apprendistato e formazione di nuovo sceneggiatori; ha prodotto - accanto a pochissime opere di pregio - una gran mole di film irrilevanti e velleitari, con trame confuse o inefficaci. Film soprattutto noiosi e la noia è una malattia mortale per il cinema che oltre a essere arte è spettacolo, intrattenimento di massa, mercato".
Un suo cosiglio ai giovani che vogliono intraprendere questo mestiere:
"Do loro due consigni in particolare: imparare le tecniche della scrittura cinematografica prima di iniziare a scrivere le sceneggiature delle loro opere prime (seguendo corsi qualificati). Secondo, fare apprendistato sul campo scrivendo storie per cortometraggi e lavorando nelle fiction televisive (si può iniziare facendo i dialoghisti nelle soap, per esempio)".
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