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Dakar 2009: vincitori e vinti
Trionfano Coma, nelle moto, e De Villiers, nelle auto. Delusione per Sainz. Ancora drammi, però, tra le Ande e la steppa.
Titolo: D.Fretigne, M.Coma, C.DeprésFonte: www.dakar.com
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Come da tradizione, la Dakar ha riservato sorprese anche in terra sudamericana. Diversi colpi di scena hanno reso il raid incerto fino all'ultima tappa, il 17 gennaio, ma, purtroppo, non sono mancati neppure gli ormai tristemente consueti incidenti mortali.
Lungo i quasi 10mila chilometri previsti dall'irganizzazione, si sono dati battagli 217 motociclisti, 25 piloti di quad, 177 equipaggi automobilistici e 81 di camion, per un totale di 837 partecipanti e 500 veicoli. Alla fine l'hanno spuntata Marc Coma nelle moto e Giniel De Villiers nelle auto.
Nella quattordicesima e ultima tappa, da Cordoba a Buenos Aires (792 chilometri dei quali 227 di speciale), lo spagnolo ha ottenuto il sesto posto nelle moto, che gli ha consentito di aggiudicarsi la sua seconda Dakar in carriera. L'iberico, infatti, ha chiuso con 1h25'38" di vantaggio sul francese Cyril Despres (Ktm), in classifica generale. Terzo posto per un altro francese, David C su Yamaha (a 1h38'56"). " E' stata la corsa più dura che abbia mai disputato. Ci sono stati tanti giorni di gara, bisogna lavorare molto - ha detto Coma - e si soffre parecchio. Non conoscevamo bene il percorso ed era difficile impostare una buona strategia. Devo ringraziare il mio team che ha fatto un lavoro fantastico, hanno meritato questa vittoria, come me. Ora posso godermela, sono davvero felice".
"È stato davvero un bel finale - è stato, invece, il commento di Despres - come il Tour che arriva agli Champs-Elysees. Era dura finire peggio di come avevo cominciato. Non ho molti rimpianti". Grande la soddisfazione anche del terzo arrivato, Fretigné: "Con la mia Yamaha 450 cc credo di aver fatto qualcosa di eccezionale: volevo essere il primo a portare questa moto sul podio e ci sono riuscito, nonostante tutti pensassero il contrario".
Se nelle moto c'è stato il dominio abbastanza evidente di Coma, nelle auto l'esito è rimasto incerto fino all'ultimo. La volata a due tra i piloti Volkswagen, Giniel De Villiers e lo statunitense Mark Miller, è stata vinta dal sudafricano con poco meno di nove minuti di margine sul rivale. Terzo posto per un altro statunitense, Robby Gordon su Hummer (a 1h46'15").
Ma il rush finale è stato deciso anche dal clamoroso incidente stradale occorso a Carlo Sainz, durante la penultima tappa. Lo spagnolo, che era saldamente in testa alla classifica generale, è stato costretto al ritiro durante la terz'ultima tappa, dopo una caduta da un terrapieno di quattro metri. Una corsa che continua ad essere stregata per il bi-iridato dei rally, malgrado 15 vittorie di tappa nelle ultime 3 edizioni disputate: 4 nel 2006, 5 nel 2007 e 6 nel 2009.
"Eravamo al km 79, in un tratto fuori pista - ha raccontato Sainz, poche ore dopo l'incidente, quasi in lacrime - su un fiume in secca, a 250 metri da un way-point. Non saprei dire a quanto andavamo, ma sicuramente a bassa velocità e, a un tratto, non abbiamo trovato più nulla sotto di noi. C'è stato un volo di almeno 4 metri che ci ha lasciati con le gambe all'aria. Poco dopo è arrivata una Bmw e si è fermata appena in tempo, con 2 ruote sullo strapiombo. Poi è sopraggiunto come un fulmine anche Nani Roma e, per fortuna, un cameraman gli ha fatto segno di fermarsi, altrimenti...E, alla fine, gli organizzatori si sono decisi a mettere un'auto per segnalare il pericolo. Ma penso proprio che l'abbiano fatta grossa!".
Il successo di De Villiers, ad ogni modo, verrà ricordato come una pietra miliare nella storia della Dakar, perché il pilota sudafricano, per la prima volta, ha portato al successo una vettura diesel (la Volkswagen Tuareg).
Quello che, invece, non rappresenta una novità è, purtroppo, la lunga lista nera dei decessi che caratterizzano il più famoso raid motoristico del mondo. L'edizione 2009 ha visto allungarsi l'elenco complessivo dei morti a 58 persone. Il 7 gennaio scorso, lungo il percorso della quarta tappa (da Jacobacci a Neuquen), il corpo del 49enne francese Pascal Terry è stato trovato senza vita. Terry, nato il 1° dicembre 1959, era in gara con una Yamaha 450 WFR e, fino a Jacobacci, aveva visto finora il traguardo solo della prima tappa al 163° posto. Era alla prima apparizione in moto, dopo un'edizione a quattro ruote con il suo amico Pascal Gilbert, anch'egli in gara.
Tre giorni più tardi, invece, un camion addetto alla logistica del rally ha avuto uno scontro frontale con una vettura, i cui due occupanti sono morti. L'incidente è avvenuto nella località di Pejerreyes, 400 chilometri a nord di Santiago, lungo il percorso della nona tappa (da La Serena a Copiapo).
Il camion trasportava pneumatici per i concorrenti e apparteneva a una ditta argentina. Era preceduto da una macchina dell'organizzazione della Dakar. L'autista argentino, Marcelo Sanchez, avrebbe invaso la corsia opposta, investendo il veicolo che veniva nell'altro senso. L'autista, rimasto indenne, è stato posto agli arresti in attesa degli sviluppi dell'inchiesta.
Il 14 gennaio, infine, nel corso della decima tappa, è toccato allo spagnolo Cristobal Guerrero ritrovarsi sfortunato protagonista di un drammatico incidente. L'iberico, trasportato dagli organizzatori all'ospedale cileno di Copiapo, versa ancora in condizioni molto gravi. Secondo quanto riportato da Marca.com, il direttore dell'ospedale, Omar Lutz, però, ha riferito che, anche se il 48enne pilota riuscirà a recuperare dall'attuale stato di coma indotto, "è probabile che patirà conseguenze neurologiche". I danni subiti dal cervello, infatti, potrebbero purtroppo avere delle conseguenze a livello mentale o fisico.
Che siano le dune e la sabbia dell'Africa, o le montagne e le steppe dell'Argentina e del Cile, la ragione non può nulla contro la passione.
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