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Baratto: spazio ai mercatini dello scambio

Dalle community on-line ai mercatini delle città italiane, un passo indietro nel tempo. Si moltiplicano in Italia le occasioni di un alternativo modo di reperire beni, oggetti e valori.

» Famiglia Valentina Difato - 12/01/2009

Televisori e proiettori, radio e divani, libri e cd, videogiochi e gioielli. Tutto da condividere, donare, scambiare liberamente, oppure prendere in regalo. In una parola: barattare.

Nell'epoca del mercato globale e del consumismo individualista risorge l'antichissima pratica del baratto, la prima forma di scambio commerciale tra le persone che bandisce l'uso della moneta. 

Attraverso i mercatini del baratto, oggi, le persone tornano a incontrarsi per riciclare e riutilizzare oggetti altrimenti destinati ai cassonetti dell'immondizia. Dagli armadi e dalle soffitte impolverate rinascono, così, beni ed utensili inutilizzati: le vetrine dei mercati del baratto sono ampie, qualsiasi prodotto è ammesso, e chi più creatività ha più ne metta. Tutti possono scambiare di tutto. Esiste persino la possibilità di barattare servizi e consulenze, o ancora vacanze in case al mare o in montagna. Un'unica avvertenza: lasciate a casa il denaro.

Ecologico perché è un riutilizzo delle cose già esistenti, economico perché non si compra nulla, il baratto è anche un'occasione di incontro tra le persone volto a diffondere la cultura del recupero. Non si butta né si distrugge nulla, ma tutto si scambia. 

Da Internet ai mercati reali, la possibilità di barattare il proprio divano con un giradischi datato si fa sempre più concreta. La rete offre numerose possibilità di incontro, seppur virtuale, con gli amanti di questo antico metodo di scambio. Domanda e offerta sono messi in contatto tra loro attraverso siti appositamente creati, come www.zerorelativo.it, www.scambiamoci.it e www.tuttobaratto.it. 

I "barter", termine inglese per chiamare gli utenti che barattano o donano sul web, possono scegliere se donare senza volere nulla in cambio, valutare in un secondo momento proposte, oppure indicare da subito nell'annuncio l'oggetto o la prestazione che desiderano ricevere in cambio. Bastano pochi clic per inserire il proprio annuncio, scegliere i prodotti graditi e rispondere a quelli già presenti.

Un ripristino dei legami sociali, seppur celati dietro ad un nickname, l'amore per l'ambiente e una filosofia che va contro l'usa e getta sono i principi che hanno ispirato Paolo Severi ad aprire la prima community italiana di baratto on-line chiamata Zerorelativo.it. "Il baratto - spiega Paolo - è una pratica che rientra nel nostro stile di vita. E' necessario che nuovi modelli di consumo orientati al benessere sociale entrino nella nostra vita. Lo scambio può essere considerato un'azione ludica, con una filosofia di base sociale molto forte". 

"Attraverso il nostro sito - prosegue - vogliamo concretizzare la nostra azione, per un riuso e un riutilizzo degli oggetti. Un giorno, ad esempio, ho venduto on-line un divano ad un euro: aveva un valore commerciale irrisorio, era 'fuori moda', ma in buono stato: piuttosto che buttarlo l'avrei scambiato volentieri, anche con un libro; da qui è scattata l'intuizione che mi ha portato a dar vita a una community del baratto". "Gli scambi - aggiunge Paolo - avvengono prima sulla rete e poi fisicamente tramite servizio postale. La community è in rete dal 12 dicembre del 2006 e da ottobre del 2008 è attivo il nuovo portale, che fino ad oggi ha raggiunto i circa 3mila iscritti, concludendo 67 baratti, 5 prestiti e 28 doni".

Ma il baratto supera i confini del web, per trasferirsi nella vita di tutti i giorni sotto forma di mercatini reali, dove poter dar sfogo ai propri scambi, ritornando indietro nel tempo attraverso la buona ed economica pratica dello scambio. Da questo punto di vista su Zerorelativo.it è possibile, inoltre, trovare informazioni sui date e spazi dedicati al baratto.

Dal Nord al Sud, quasi tutte le città italiane ospitano occasionalmente o periodicamente un mercatino di questo tipo. Dalla Fiera del baratto e dell'usato, appena tenutasi a Napoli e organizzata annualmente, agli appuntamenti mensili di alcuni centri sociali romani, passando per quel bar di Mestre dove si può barattare un libro, una sedia vecchia o un gioco, utili alla ristrutturazione del locale, con un cappuccino o un soft drink. 

In grandi piazzali sono allestiti appositi spazi, muniti di tavoli su cui esporre la merce da scambiare o regalare. Tutti possono partecipare gratuitamente alla manifestazione. I libri e i vestiti sono gli oggetti maggiormente richiesti e più scambiati, ma non mancano merci un po' più particolari come carrellini pieghevoli, bottiglie di nocino prodotto in casa e massaggi shiatsu, direttamente rimpiazzati con un macinatoio per il grano, fumetti oppure verdura fresca dell'orto.

"Il baratto - sostiene Lucas Caravia, ideatore del mercatino del Casale Podere Rosa di Roma - è un mezzo alternativo al mercato ordinario. Il mio paese è l'Uruguay e, negli anni '90 , ai tempi della forte crisi che ha messo in ginocchio alcuni Paesi del Sud America, andava forte questo tipo di scambio. Io avevo partecipato ad un mercatino, mi è piaciuto così tanto che l'ho riproposto fra le attività del casale. In questo modo noi difendiamo lo scambio e l'incontro: l'appuntamento fisso è una scusa per incontrarsi". 

"Il baratto richiede una trattativa alternativa - spiega Lucas Caravia - per poter raggiungere un accordo di scambio: in questo modo si crea un legame che può essere l’inizio di una conoscenza e di una collaborazione. Persone dai 15 anni ai 60 anni scambiano le cose più ovvie ma anche le cose più strane, ci sono tante donne ma anche intere famiglie. Chi partecipa ai mercatini del baratto è gente spesso già sensibilizzata ai temi del riuso, del riciclo e della sostenibilità". "Al mercatino del casale - conclude Lucas - in particolare c'è una famiglia che è appassionata di baratto: madre, padre e due figli sono presenti ogni volta che riproponiamo questi scambi".

Gli appuntamenti dei mercatini del baratto sparsi in Italia sono numerosi, ma se passate da Roma il penultimo o l'ultimo sabato del mese non esitate a fermarvi, divertirvi e fare amicizia attraverso la buona pratica del baratto.


LINK - Baratto on-line
- www.zerorelativo.it
- www.scambiamoci.it
- www.suesu.it
- www.tuttobaratto.it
- www.barattopoli.com

LINK - Mercatini del baratto diretto
- www.fieradelbarattoedellusato.com
- www.baratto.org
- www.casalepodererosa.org (Roma, ogni ultimo sabato del mese)
- www.lacittadellutopia.it (Roma,ogni terzo sabato del mese)