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"Più libri più liberi": la lettura è rosa e giovane

Nel Belpaese a leggere sono prevalentemente le donne, a prescindere dal titolo di studio e dalla professione. Secondo l?identikit tracciato dall?Istat, il lettore italiano è giovane e istruito. Il nord legge più del sud. Il primato spetta al Trentino.

» Cronaca Libri Paola Alagia - 12/12/2008

Di poco, ma crescono. E di questi tempi è una bella notizia. Nell'arco di un anno i lettori italiani sono aumentati di quasi un punto percentuale (0.9): nel 2008, infatti, secondo l'Istat, a prendere in mano un libro nel tempo libero sono state 24 milioni 590 mila persone, contro i 24 milioni del 2007. 

Nel Bel Paese, inoltre, la lettura si tinge di rosa: sono prevalentemente le donne (50 per cento), con uno stacco di 12.3 punti percentuali rispetto agli uomini (37.7), a dedicarsi alla lettura.

Il lettore nostrano, poi, è giovane (oltre il 50 per cento tra i 6 e i 24 anni) ed è in possesso di un alto titolo di studio (oltre il 79 per cento dei laureati dichiara di leggere nel tempo libero). Per completare l'identikit dell'italiano che legge, però, bisogna dire che si tratta prevalentemente di un professionista, un imprenditore, un dirigente, un direttivo o un quadro ( secondo i dati dell'Istat relativi al 2007 oltre il 60 per cento contro il 30.8 degli operai). Senza dimenticare il 65.4 per cento degli studenti.

Se i lettori più accaniti sono per lo più i teenager (tra gli 11 e i 14 anni il 63.6 per cento), tuttavia salendo con l'età si perdono punti: già a 25 anni, infatti, la quota di lettori scende sotto il 50. Un trend che a 75 anni porta la quota dei lettori appena sopra la soglia del 20 per cento (21.1).

Incidono non poco le differenze sociali: il titolo di studio fa la differenza. Tra i 25 e i 44 anni, ad esempio, legge libri il 79.2 per cento dei laureati, il 57.6 di chi ha un diploma superiore, il 32 di chi si è fermato alla licenza media e solo il 13.6 di coloro che hanno finito le elementari o non hanno alcun titolo di studio.  

Anche nella fascia dei 45-64enni il quadro non cambia: si passa dall'81.4 e 62.5 per cento rispettivamente di laureati e diplomati al 36.3 e 18.7 con licenza media ed elementare. Lo stesso si verifica salendo un po' con l'età (65 anni e più): i laureati che leggono sono il 73.7 per cento, i diplomati il 63.3, mentre gli anziani con licenza media il 41.2 e quelli senza titolo o con la quinta elementare il 14.3.

Qualunque sia il titolo di studio conseguito o la qualifica, però, il primato della lettura va sempre alle donne. Sia che ci troviamo di fronte a studenti (il 74.4 per cento sono lettrici contro il 55.6 dei lettori), sia che ci imbattiamo in dirigenti, quadri e impiegati (74 contro 55.2). Il distacco, poi, si fa più marcato tra i dirigenti e gli imprenditori: ben 22.2 punti percentuali separano il sesso forte (53.9) da quello debole (76.1). In generale leggono di più le lavoratrici (63.4) dei laboratori (38.3), ma anche le donne in cerca di una prima occupazione (51.6) o di un nuovo impiego (53.4) rispetto ai colleghi maschi che si attestano a quota 29 e 25.3 per cento.

Anche l'età anagrafica conferma questa differenza di genere, a partire dalla fascia 6-10 anni e fino a quella degli over 75. In genere il numero di lettrici supera quello dei lettori di oltre 12 punti percentuali. Una forbice che si allarga al massimo tra i 18 e i 19 anni e tocca quota 28 punti.

Ancora una volta è forte il gap tra nord e sud della Penisola. La fotografia scattata dall'Istat rivela come il lettore, oltre ad essere giovane e istruito, è principalmente una persona residente al settentrione (più del 52 per cento rispetto al 31.6 del meridione).

La maglia rosa spetta al Trentino Alto Adige in testa alla classifica con il 57.7 per cento di lettori, mentre quella nera se l’aggiudica la Puglia ferma a quota 29.9, preceduta di poco da Campania e Sicilia con il 29.4 e il 29.1 per cento di persone che sfogliano un libro.

Se il 44 per cento della popolazione italiana afferma di leggere nel tempo libero, è pur vero che questi 24 milioni 590 mila persone non hanno tutti lo stesso rapporto con l’oggetto libro. Ci sono i lettori incalliti e quelli occasionali, quelli che hanno una confidenza stretta con la lettura e quelli che hanno una frequentazione più debole e occasionale. 

I cosiddetti lettori forti, infatti, sono appena più di 3 milioni 200 mila (13.2 per cento), mentre quelli deboli, che arrivano a leggere al massimo 3 libri nell’arco di un anno, sono oltre 11 milioni e 700 mila (47.7). In linea con la tendenza generale sono sempre le donne che rientrano a pieno titolo nella categoria dei lettori forti: il 14.2 per cento di loro ha letto 12 o più libri in un anno, contro l’11.6 degli uomini. 

La ricerca evidenzia anche il primato dei bambini  (il 10.2 per cento tra 6 e 10 anni) su adulti e anziani, e dei residenti al nord (15.8) rispetto a quelli che vivono nel Mezzogiorno (7.8). Secondo i dati Istat aggiornati al 2007, infine, a legger in media un libro al mese è il 22 per cento tra i laureati, il 10.8 tra coloro che hanno la licenza elementare e il 18.8 tra i dirigenti, gli imprenditori e i liberi professionisti.



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