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Cibernetica: dalla teoria della comunicazione ai media digitali
Territorio di contatto interdisciplinare, la scienza cibernetica offre oggi interessanti spunti di riflessione sul rapporto uomo-macchina in relazione all'onnipresenza dei media digitali nella nostra vita quotidiana.
Fonte: dal web
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Il primo a parlare di Cibernetica, colui il quale ne viene considerato il padre per eccellenza, è Norbert Weiner, matematico e statistico statunitense che con il suo "Introduzione alla cibernetica"” rivoluzionò il modo di rapportarsi alle macchine ed influenzò una vasta fetta di letteratura e filmografia che dalla Fantascienza sfocia nel Cyberpunk.
Definita dallo stesso Weiner "scienza della comunicazione e del controllo", la cibernetica è di fatto una scienza di orientamento interdisciplinare che si occupa non solo del controllo automatico dei macchinari mediante il computer e altri strumenti elettronici, ma anche dello studio del cervello umano, del sistema nervoso e del rapporto tra i due sistemi, artificiale e biologico.
Il principio cardine della cibernetica è quello di feedback o retroazione, con il quale l'output di un sistema, cioè la sua azione verso l'ambiente, rientra in esso, insieme agli altri input, o dati in ingresso; nell'istante successivo, il sistema confronta l’output con il proprio "scopo" e corregge la sua azione. Ed è proprio la correzione, il tratto distintivo di questa teoria. Tale processo è parzialmente autoreferenziale, in quanto il sistema tiene conto del proprio comportamento precedente.
Oltre alle prime realizzazioni tecniche, la cibernetica dà inizio ad un vivace dibattito teorico che, in congiunzione alla Teoria dei sistemi, vede l'applicazione del modello retroattivo ai più disparati campi della ricerca scientifica: sistemi biologici, sistemi psicologici, sistemi sociali. Diviene un vero e proprio approccio interdisciplinare, che avvicina le scienze della natura alle scienze sociali.
Nonostante questo iniziale tentativo di assimilazione, sin dai suoi albori, nel primo incontro delle Macy Conferences (serie di riunioni tenute da studiosi di varie discipline per discutere "di causalità circolare e meccanismi di feedback in biologia e sistemi sociali" che si tenne tra il 1946 e il 1953) nel marzo del 1946, all'interno di questa disciplina si delinearono due paradigmi alternativi: quello sostenuto da J.von Neumann, basato su sistemi eteronomi, e quello sostenuto da Wiener, basato su sistemi autonomi
Con la sua teoria dei sistemi eteronomi Von Neumann, apriva alla sperimentazione ed alla applicazione della cibernetica al mondo delle macchine computazionali. La maggior parte dei computer usati oggi hanno infatti seguito il paradigma di von Neumann dei sistemi eteronomi, a sua volta mutuato dai pioneristici studi di Sir Charles Babbage, scienziato proto-informatico che per primo ebbe l'idea di un calcolatore programmabile e di Lady Ada Lovelace, la prima programmatrice "teorica" di computer.
Questi sistemi sono caratterizzati dalla corrispondenza interno/esterno attraverso la rappresentazione dell'ambiente nel sistema da parte dell'uomo. Non vi è autonoma creazione di senso ma una implementazione interna di senso esterno. Il sistema funziona in base alla logica di input/output, cioè una catena monocausale di trasformazione dei dati immessi in ingresso nei risultati richiesti in uscita. Dati, risultati e programma, che fornisce le regole di trasformazione, sono determinati dall'uomo; il sistema è perciò detto eteronomo.
I computer sono macchine booleane in base 2, cioè applicano l'algebra inventata da G.Boole secondo il sistema di numerazione binario, per cui l'unità di informazione è il bit (derivato da binary digit: cifra binaria ) che può assumere solo i valori discreti 0 e 1. Questa differenza logica primaria deriva dalla differenza di stato on/off (acceso/spento) degli interruttori elettrici e riflette la logica bivalente vero/falso della tradizione filosofica occidentale.
Wiener, al contrario, concepisce i sistemi come chiusi operazionalmente e dunque autoreferenziali e autocomportamentali, cioè funzionanti in base al punto di vista interno e ai propri comportamenti precedenti. La relazione con l'esterno è dovuta alla creazione di un mondo attraverso la produzione di senso interno. Questo paradigma, detto autonomo, si affermerà solo nel secondo periodo della cibernetica e sarà alla base dei tentativi della Intelligenza Artificiale di costruire macchine autonome in grado di apprendere.
Gli scenari avveniristici prefigurati dagli scrittori e dai cineasti di fantascienza negli anni passati si sono oggi drasticamente ridotti attraverso un vero e proprio fallimento di fatto dei tentativi di creazione dell'automa, di un robot (dalla parola ceca robota, schiavitù) , capace di apprendere e simulare il comportamento umano.Gli studi di IA hanno, però, enormemente arricchito la conoscenza dei processi cognitivi, cioè hanno dato un contributo fondamentale per quella che viene comunemente chiamata metaconoscenza "conoscenza dell’uomo delle proprie modalità conoscitive".
Tuttavia se il Cyborg (creatura umana parzialmente meccanica o viceversa) ed i suoi innesti sono pura fantasia, le macchine, sempre più invasive, pervadono la nostra vita quotidiana attraverso la loro forma "portatile" ; pod, palmari, telefoni cellulari, computer portatili, dispositivi di proiezione audiovisiva trasformando effettivamente la nostra quotidianità, amplificando le nostre sensazioni e la nostra percezione cambiano quello che siamo, modificano la nostra stessa "umanità".
Occhi meccanici, creaturine che si inseriscono nelle orecchie e che ci mettono in contatto con una rete sempre più vasta; sono poi così concettualmente lontani l’androide di Philip K. Dick ed il cyborg del film d'animazione "Ghost in The Shell?"
PER SAPERNE DI PIU'
- Cibernetica di N.Wiener
- Itituto di Cibernetica Edoardo Caianello
- Sito ufficiale di Ghost in the Shell
- Sito ufficiale di Philip K. Dick
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