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Cura e natura: un binomio sempre più stretto

Le Terapie Verdi come nuova frontiera nel trattamento della disabilità.

Fonte: dal web

Nelle colline dell'entroterra pisano c'è un agriturismo un po' particolare: è il podere Lecceta. Un casolare del '500 in pietra, immerso in 13 ettari di boschi e ulivi, a breve distanza da antichissimi borghi.  

Accanto alle forme di turismo tradizionale le proprietarie del casolare, Ilaria Giuseppini e sua madre Marina, gestiscono le Vacanze Benessere, veri e propri programmi didattici e terapeutici per adulti, ma particolarmente bambini affetti da patologie psichiatriche più o meno gravi, soprattutto autismo.

Che il rapporto con l'ambiente desse serenità, ce lo avevano già insegnato i poeti bucolici. Che gli animali siano i migliori amici dell'uomo, lo dicono anche i proverbi popolari ma che la natura avesse anche una valenza terapeutica è una scoperta abbastanza recente e che oggi poco alla volta, sta dando luogo a una nuova concezione dell'economia agricola e delle cure mediche. Sono le Terapie Verdi, un insieme di pratiche molto diverse tra loro, finalizzate a promuovere la salute e il benessere.

Il 30 settembre 2008 a Roma, presso la Città dell'Altra Economia nel quartiere Testaccio, si sono incontrati esperti del settore, di portata anche internazionale, e persone comuni per conoscere meglio le nuove prospettive.

Ad aprire il dibattito Maria Teresa Macrì, dell'Isituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) che ha parlato dell'evoluzione del settore agrario in Italia negli ultimi anni. Aumento della produttività, inversamente proporzionale al numero degli occupati e cambiamento della domanda i termini chiave. 

La differenziazione, vale a dire l'inserimento di attività non tradizionali in agricoltura, ha avuto il suo principale sbocco negli agriturismi che solo tra il 2005 e il 2006 sono aumentati del 9 per cento. Un giro di soldi non indifferente, oltre che un modo per tutelare il paesaggio e per sviluppare nuove forme di turismo sostenibile. Le Terapie Verdi si inserirebbero in questo filone.

Si tratta di una nuova sensibilità, solidale e ambientale, che poco alla volta emerge dal capitalismo strettamente economico e sviluppa un nuovo approccio con il territorio e l'intera società.  Sì perché lo stato non è indifferente al cambiamento di rotta in corso, come ha sottolineato Roberto Finuola del Ministero dello Sviluppo Economico.

Secondo Finuola le Politiche di Sviluppo Rurale (PSR) varate nel piano 2007/2013 riconoscono la validità dell'Agricoltura Sociale. Ben 13 regioni su 21 hanno inserito misure apposite nei propri PSR (ne restano fuori Bolzano, Trento ed Emilia Romagna). In particolare sono valorizzate tre tipologie di attività, riconducibili rispettivamente all'inserimento lavorativo (di disabili psico-fisici, detenuti e disoccupati su terreni confiscati alla mafia), alla formazione (tramite integrazione scolastica, fattorie didattiche e attività culturali) e alla terapia/riabilitazione vera e propria.

Finuola ha poi ammesso che se i primi due ambiti dell'Agricoltura Sociale sono stati ampiamente sviluppati e considerati, il terzo, quello terapeutico, non gode ancora dell’attenzione necessaria. La causa? Un conflitto tra Ministeri. È vero che i PSR varati dal Ministero delle Politiche Agricole sostengono e a volte finanziano l'AS, ma è anche vero che il Ministero del Lavoro e della Salute non ammette rimborsi di questo tipo nel Servizio Sanitario Nazionale. Difficile quindi potervi accedere liberamente.

In realtà è questione di approcci. Per la medicina tradizionale non c'è un vero effetto curativo, al massimo un generico stato di benessere. Ma le conseguenze positive sulla salute, ci sono?

La risposta è venuta dal Prof. Joe Sempik della Loughborough University nel Regno Unito. È vero che spesso c’è una certa confusione parlando di terapie verdi o Green Care che ne rende a volte difficile una vera attuazione anche a livello politico, ma questo non significa che i risultati non esistano. Pare infatti, da un'analisi svolta su fattorie simili in Inghilterra, che gli spazi aperti, l'attività fisica e l'uso della natura come strumento terapeutico diano risultati tangibili in termini di miglioramento della salute nelle persone più deboli e di sviluppo di potenzialità altrimenti nascoste nei disabili.

Non si tratta quindi di generici approcci più o meno patetici alle bellezze naturali, ma di tecniche vere e proprie, come dimostrano le richieste continue che arrivano all'agriturismo Lecceta.


LINK
- INEA
- Loughborough University 
- Agriturismo Lecceta