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Barack Obama: re delle collette

I segreti di un candidato che ha raccolto la quota di offerte pił alta che la storia americana ricordi

» Americhe Valentina Dello Russo - 22/10/2008

Che Barack Obama fosse l’uomo dei record sembrava già chiaro dal suo curriculum vitae: unico afro-americano dell’attuale Senato e primo candidato nero alla presidenza degli Stati Uniti. Eppure, nell’agosto appena trascorso, Obama ha segnato un nuovo primato: quello della raccolta fondi.

Grazie a numerosi appelli, in un mese che solitamente non è dei migliori per la storia del 'fund raising', il senatore dell’Illinois ha raccolto 66 milioni di dollari: la somma più alta mai raggruppata da un aspirante presidente, ben 11 milioni in più dell’ultimo record registrato (sempre da Obama, nello scorso febbraio). Anche l’avversario John McCain, nello stesso mese estivo, ha toccato la vetta personale dei 47 milioni di dollari, ma nulla ha potuto contro lo strapotere in tal senso del contendente. Nelle tasche del concorrente democratico ci sono infatti oltre 77 milioni di dollari ormai, la maggior parte dei quali raccolti fra 500 mila nuovi contributori.

EVENTI E CENE. La chiave di tanto successo sta tutta nell’impegno personale del senatore di colore, che non manca appuntamento per bandire collette: anche in questo mese di settembre ha messo in agenda una serie di eventi, in California e in Florida. Ad aiutarlo anche la sfidante nelle primarie, Hillary Clinton, che questo mese darà il suo personale contributo con una cena da mille dollari a coperto nello Stato americano caro proprio ad Obama: l’Illinois. E se il banchetto della ex-first-lady può apparire oneroso, non è neppure il caso di parlare della serata più lussuosa che Hollywood abbia mai ospitato. Il 22 settembre scorso, infatti, i divi sostenitori del giovane Barack si sono seduti davanti a tavole imbandite per la modica cifra di 28.500 dollari a testa (20 mila euro circa). L’iniziativa è targata Barbra Streisand: l’attrice e cantante, dopo essersi rassegnata alla sconfitta della sua beniamina Hillary, ha infatti ripiegato su Obama e si esibirà per tutti i commensali (che per approfittare dell’evento dovranno sganciare ulteriori 2.500 dollari).

LA TECNOLOGIA E IL SEGRETO DEL SUCCESSO. Amiche a parte, l’arma segreta del candidato democratico sembra essere Internet: il sito web del senatore è ricco di inviti a donare, non c’è pagina che non ne offra la possibilità. Addirittura, per evitare di incappare nei limiti al finanziamento che la legge a stelle strisce impone ad ogni cittadino americano, Obama si è inventato la "donazione ricorrente mensile". Con una semplice registrazione sul sito, si può anche diventare "volontari finanziari", trasformandosi a propria volta in 'fundraiser'. Non solo, per coinvolgere il maggior numero di gente, il politico è "sbarcato" persino sui maggiori social network (da Myspace a Facebook) e sui cellulari, tramite SMS. E se non fosse per i numeri, che parlano di uno straordinario successo, si potrebbe pensare che gli americani finanzino il senatore perché sfiniti dalle sue "incursioni" per via tecnologica. 

I GADGET. E poi c'è il merchandising: chi non spenderebbe 25 dollari per la t-shirt di Obama? Per due banconote soltanto è possibile acquistare la spilletta con il logo della campagna, oppure ci si può buttare sui gioielli, i cappelli, persino sui quadri d'autore. Consegna a domicilio in al massimo quindici giorni e prodotti rigorosamente "made in Usa". 

I SOSTENITORI. La competizione elettorale è dunque una vera e propria guerra fra imprese. Nonostante la crisi internazionale, quella in corso è stata la campagna più finanziata di ogni tempo: tutti i candidati messi assieme hanno raccolto più di un miliardo di dollari. Il dato è in bella mostra sul portale: www.opensecrets.org, prodigio della trasparenza oltreoceano. Promosso dal Center for Responsive Politics, il gruppo di ricerca che fa capo a questo sito web ha ormai compiuto un quarto di secolo. Tiene traccia di tutti i soldi destinati alle elezioni e ai diversi candidati, per informare e formare i cittadini statunitensi. 

Spulciando fra i sostenitori di Obama, si scopre così che i più generosi lavorano alla Goldman Sachs  (691.930 dollari donati), all’University of California  (611.207) e alla Citigroup Inc (448.599). Solo sesti i lavoratori di Google e noni quelli della Microsoft. Se New York è la metropoli che ha devoluto la somma più grossa (22.578.775 dollari), è, comprensibilmente, quella attorno a Chicago l'area che si è data più da fare: con un milione 735 mila dollari circa. 

Grazie invece alla CNN sappiamo che parte di queste offerte proviene da star di fama internazionale: se l’attrice Jodie Foster ha devoluto mille dollari per il candidato di colore, i colleghi Tom Hanks, Will Smith e Paul Newman ne hanno spesi rispettivamente 4.600. E' proprio il caso di dire: Yes, we can!  

LINK
- Il sito di Barack Obama
- Opensecret (gruppo di ricerca che monitora gli investimenti nella campagna elettorale)
- Lo speciale dedicato ad Obama dalla CNN