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Musica a impatto zero

Dall'Edison Change the Music arriva arriva una proposta di divertimento sostenibile

» Musica Maria Fusca - 22/09/2008
Fonte: dal web

Forse non tutti sanno che anche il divertimento ha un suo impatto ambientale, un impatto non trascurabile se pensiamo che almeno 45mila tonnellate di CO2 immessa nell’aria in Italia nel solo 2007 derivano proprio da eventi musicali, festival e concerti. 

A fronte di questa allarmante situazione è nato proprio quest anno l’Edison Change the Music, una manifestazione a impatto zero, oltre che un progetto on-line di raccolta informazioni e proposte per uno sviluppo del divertimento sostenibile. Dopo il turismo, il mercato e l’agricoltura anche il mondo della musica inizia a mobilitarsi, finalmente, per aiutare il pianeta.

Ma procediamo per ordine. Lo 0.1 per cento del totale di immissioni di CO2 nel 2007 è stato causato dai circa 50mila concerti che si sono tenuti a vario titolo in Italia (dati SIAE). A prima vista la percentuale potrebbe sembrare abbastaza limitata, ma in termini assoluti questa equivale al consumo medio annuo di 6mila famiglie (composte da tre persone) nello stesso arco di tempo, o ancora all’inquinamento di 22mila auto percorrenti ciascuna 10mila km. Al semplice utente della serata, ai ragazzi che saltano e ballano per divertirsi, tutto ciò potrebbe apparire quanto meno strano.

Ma cos’è che genera tanta anidride carbonica? Prima di tutto i consumi energetici. Un semplice generatore da 300 kw che fornisce elettricità per per il palco e il backstage, produce 2mila kg di CO2, consideriamo poi che i festival estivi, ma non solo, utilizzano in genere più palchi. Poi ci sono i generatori per i servizi: l’illuminazione di aree stand, bagni e bar, sperando che la manifestazione sia all’aperto, altrimenti a tutto questo occorre aggiungere l’approviggionamento per lo stadio o lo spazio occupato. Nella cifra bisogna poi sommare le immissioni causate dai trasporti: lo staff e gli artisti devono giungere al luogo dell’evento, spesso itinerante, aumentando ancora di più i costi in termini di impatto ambientale. Il tutto senza dimenticare il pubblico che, nel caso di manifestazioni più importanti, molto spesso deve percorrere in auto distanze anche considerevoli con conseguente incremento di anidride carbonica.

Fin qui ci si poteva quasi arrivare per intuito, ma quasi nessuno considera l’impatto del materiale pubblicitario: poster, volantini, biglietti e programmi per la cui stampa servono grandissime quantità di carta, quasi mai riciclata perché abbandonata per terra a fine concerto .

Questo lo scenario in cui si è inserito, a partire dallo scorso marzo, il gruppo Edison, una delle più antiche società europee nel settore dell’energia, fondata nel 1883 e con circa 12.500 MW di capacità elettrica installata a fine 2007. Edison si caratterizza per l’attenzione ai temi ambientali, rilevata anche dalla presena di un codice etico aziendale (unico nel suo genere) e dalle frequenti collaborazioni con Legambiente e con il mondo della ricerca.

L’Edison Change the Music si sviluppa attraverso tre iniziative: la Community, il Green Music Box e il Contest. Il primo è uno spazio su Internet dove chiunque può aderire ai principi del progetto e trovare consigli e informazioni tecniche sul risparmio energetico nella musica. I partecipanti possono arricchire il programma con i propri spunti e suggerimenti per ridurre l’impatto ambientale mentre si fa musica o la si ascolta. Le proposte ricevute vengono valutate negli aspetti tecnico/scientifici dagli esperti della Direzione Ricerca e Innovazione di Edison.

Il Green Music Book, invece, è una guida "in divenire" sul risparmio energetico e la riduzione delle emissioni nella musica. Al momento è un book on line, ma si prevede la realizzazione di in un vero e proprio testo cartaceo al termine della prima stagione del programma. La vera innovazione, però, è data dal Contest. Un concorso dedicato ai giovani musicisti, ovvero gli artisti emergenti non ancora impegnati da un contratto discografico, che sono stati selezionati da una Giuria guidata da Roy Paci e composta da alcuni dei più rappresentativi artisti italiani quali Afterhours, Mondo Marcio e Alioscia Bisceglia.

Il riultato è stato un festival ecologicamente sostenibile: pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità, organizzazione di pullman per il trasporto del pubblico in modo da ridurre le autovetture circolanti, uso di carta riciclata e sponsorizzazione on line.

Siamo ancora lontani dall’obiettivo di raggiungere l’impatto zero ma il sito Edison è in continuo fermento e sono in tanti a contribuire con studi e proposte, sperando che l’esperimento non resti isolato ma divenga presto una prassi comune.

LINK
- Studio su musica e CO2 (Edison Change the Music)
- Edison Change the Music
- Edison Change Music su MySpace