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I dannati di Malva: Licia Troisi, "E' stata un'avventura che mi è piaciuta molto"

Un fantasy con sfumature noir, scritto tutto d'un fiato. L'astrofisica e scrittrice Licia Troisi parla del libro realizzato per la collana di noir di ecomafia VerdeNero

» Libri: Protagonisti Paola Alagia - 15/09/2008

"L’ho portato avanti come un esperimento. E' stata un avventura nuova che ho vissuto in libertà e che mi ha fatto scoprire cose nuove. E per la prima volta ho anche abbandonato i miei personaggi femminili per uno maschile". 

L’astrofisica Licia Troisi, una delle più importanti scrittrici di fantasy in Italia, parla del suo libro "I dannati di Malva", scritto per la collana di noir di ecomafia VerdeNero. Divisa tra le passioni della fisica e della scrittura, non rinuncia a nessuna delle due. La immaginiamo di giorno alle prese con il suo lavoro (collabora con l’Agenzia spaziale italiana) e di notte intenta a scrivere le pagine dei suoi libri: "Sì, scrivo sempre di sera, ma mi capita di farlo anche in treno, approfittando dei miei frequenti spostamenti per partecipare a presentazioni e eventi".

, come è nato questo libro?
"Sono stata contattata dalla casa editrice che mi ha illustrato il progetto dei noir di ecomafia. L'idea mi è piaciuta subito e ho pensato di scrivere una storia nel solco del fantasy, ma con delle sfumature noir".

E, quindi, ha aderito alla campagna di sensibilizzazione 'SalvaItalia' di Legambiente:
"Ho sposato in pieno questa iniziativa, ma soprattutto ho cercato contribuire con la mia storia all’obiettivo di fondo della casa editrice, cioè quello di rendere fruibile e alla portata di tutti il Rapporto sulle Ecomafia che Legambiente stila ogni anno".

Crede che la narrativa abbia la capacità di sensibilizzare e smuovere le coscienze?
"Lo spero. Nel caso specifico de 'I dannati di Malva', mi auguro che abbia incuriosito i lettori su un problema vasto come quello dei rifiuti tossici e abbia, quindi, istillato il desiderio di saperne di più. La curiosità è il primo passo nella direzione dell’approfondimento e della conoscenza. La mia idea è che se la lettura suscita interesse, allora poi, diventa un pungolo per informarsi e cercare di capire".

Perché ha scelto il tema dei rifiuti tossici?
"E’ un argomento che mi ha sempre interessata. Già quando ero una ragazzina pensavo sempre al costo del nostro sviluppo e mi chiedevo qual era l’altra faccia della ricchezza: ero convinta che noi uomini avremmo, alla fine, distrutto il mondo. Naturalmente, prima di scrivere questo libro mi sono documentata e ho studiato in maniera approfondita la materia".

'I dannati di Malva' è un libro fantasy, ma è sopratutto un noir. Come è stato cimentarsi con questo nuovo genere?
"E’ stata un’esperienza divertente. Un esperimento in libertà. Libera dai canoni del genere fantasy: non a caso ho abbandonato le mie eroine femminili e ho scritto la storia di un personaggio maschile, Telkar, e per di più in prima persona!".

Quanto tempo ha lavorato a questo fantasy-noir?
"In realtà la storia è nata subito e in un mese il libro era finito: ho impiegato un paio di settimane per la prima stesura e un altro paio per la revisione".

Astrofisica e scrittura: c’è un ordine di importanza tra le due?
"E’ come chiedermi se voglio più bene a mamma o a papà. Sono due passioni che ho sempre avuto: quella per la fisica a partire dagli 11 anni e quella per la scrittura da quando ne avevo 7, non appena ho imparato a leggere. Non è facile coltivarle entrambe, ma preferisco avere una vita poco rilassante piuttosto che rinunciare ad una delle due".

Proprio la fisica delle particelle, in questi giorni, è alla ribalta delle cronache. Cosa pensa dell’esperimento al Cern di Ginevra?
"E’ sconvolgente il falso allarme secondo cui saremmo tutti inghiottiti da un buco nero. E’ davvero un rischio infinitesimale. L'aspetto positivo della vicenda è che oggi, tutti sanno cos’è il cosiddetto bosone di Higgs. Sono sconvolta positivamente dal risalto che è stato dato a questa notizia. Spero solo che la gente sia stimolata ad approfondire la fisica teorica e quella delle particelle".

Visto che lavorare a "I dannati di Malva" le è piaciuto tanto, potrebbe diventare il primo capitolo di una trilogia fantasy- ambientalista?
"Non posso nascondere che ogni tanto mi capita di ripensare a Telkar e chissà che in futuro non torni a lavorarci sopra…"