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Lotta alle malattie renali: è l'ora dei farmaci biotech

I progressi della medicina e il mercato delle eritropoietine

» Ricerca in Medicina Catia Barone - 20/06/2008

Perché si parla tanto di infarto o di ictus e poco di malattie renali? La risposta è semplice: molti sottovalutano, e a volte ignorano, i rischi che le accompagnano, perché, quando colpiscono, spesso, non si avverte alcun segnale, almeno durante il periodo iniziale. Ed è preoccupante pensare che al mondo ci sono circa 500 milioni di persone che soffrono di tali patologie, mentre in Italia la percentuale oscilla tra il 6 e l’11 per cento della popolazione totale.

Se l’insufficienza renale (IRC) è poco conosciuta dalla maggior parte delle persone, ancora meno lo è una delle sue gravi manifestazioni: l’anemia, che incide maggiormente sulla qualità della vita dei pazienti. Ed è proprio nel trattamento di questa complicanza che operano diverse aziende farmaceutiche come Roche, Amgen e Janssen-Cilag. In questo caso, infatti, il rene malato perde la capacità di produrre il fattore di crescita (eritropoietina) che stimola l'attività dei globuli rossi, provocando un'insufficiente ossigenazione.

Nella quasi totalità dei casi, il paziente colpito da IRC finisce in dialisi. Ma grazie ai progressi dalla medicina l’anemia renale cronica è una malattia sempre più curabile, e il mercato delle eritropoietine in Italia ruota intorno ai 300 milioni di euro: “Roche ha una lunga tradizione in questo settore – spiega Cristina De Min, direttore medico di Roche in Italia -. L’azienda è infatti presente sul mercato da oltre 17 anni con l’epoetina beta, farmaco biotecnologico.

Vent’anni fa le eritropoietine sono state una vera rivoluzione nel trattamento dei pazienti affetti da anemia renale, fino ad allora costretti a ricorrere alle trasfusioni”. Roche si è impegnata per anni nella ricerca di una molecola che fosse capace di apportare ulteriori benefici nella gestione di questa complicanza. Il risultato è stato lo sviluppo del primo attivatore continuo dei recettori dell’eritropoietina (C.E.R.A.), capace di garantire il mantenimento di livelli stabili di emoglobina con una sola somministrazione mensile a beneficio sia dei pazienti sia degli operatori sanitari. Anche Amgen si muove da molti anni nel mercato delle eritropoietine.

Da pochi mesi è inoltre nata in Italia la nuova azienda biotech Amgen Dompé con l’obiettivo di incrementare la ricerca, oltre alla commercializzazione delle molecole studiate. Il gruppo offre due prodotti: uno destinato a soggetti con insufficienza renale cronica afflitti da anemia (Aranesp - eritopoietina a lunga durata), e un altro destinato a soggetti in dialisi (Mimpara/Cinacalcet).

Ma il mercato legato alla nefrologia non finisce qui. Facciamo qualche esempio: ci sono gruppi che si concentrano nel settore della dialisi (Fresenius, Gambro Hospal, Sorin-Bellco, B. Braun). Altri, invece, puntano soprattutto su cure che controllano le varie complicanze dell’insufficienza renale: come i farmaci per il controllo del metabolismo calcio-fosforo e la prevenzione dell’osteodistrofia (Allbott, Genzyme, Amgen e Shire), fino ai produttori di statine - i farmaci che abbassano il colesterolo - (la Pfizer), e altri ancora.