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Atc Torino: 'sfratto forzato' per una donna abusata. Bon't Worry: «Così sarà umiliata due volte»

Il caso è stato denunciato pubblicamente dalla Onlus: «Oltre al dramma dei maltrattamenti, questa ragazza sta subendo l'umiliazione di essere sbattuta in mezzo ad una strada da chi dovrebbe per legge occuparsi di diritto alla casa.» Questa la storia…

» Cronaca Italia Francesca Nanni - 23/05/2017

TORINO - Si dice spesso che davanti alla burocrazia italiana le persone sono solo dei numeri, senza umana considerazione. E quando, purtroppo a volte si arriva alla più totale indifferenza, il rischio è quello di non essere più neppure un numero. Semplicemente non si esiste. È quanto sta accadendo in questi giorni a Torino dove una giovane donna e il suo bambino, entrambi vittime di abusi e violenze da parte del marito/padre, stanno per essere “accompagnati” fuori casa dall’Atc, l’Agenzia territoriale per la casa del Piemonte Centrale. Ma andiamo con ordine.

IL CASO. A denunciare pubblicamente il caso è la onlus ‘bon't worry’ attraverso la fondatrice e presidente Bo Guerreschi, da anni impegnata contro la violenza di genere e che, grazie ad un team operativo di esperti, garantisce assistenza a donne e bambini vittime di abusi: «Dopo anni di maltrattamenti su di lei e su suo figlio - mi spiega Bo Guerreschi -, questa giovane donna decide di denunciare il marito, e per allontanarsi da lui va a vivere con la nonna affittuaria di una casa popolare gestita dall’Atc. Alla morte dell’anziana signora, però, l’ente richiede indietro l’alloggio senza neppure verificare la sua situazione.»

L’UMILIAZIONE DI NON ESSERE ASCOLTATA. Da qui la decisione di prendere in carico la donna e suo figlio in tutto l’iter burocratico, già avviato nei giorni scorsi, ma di difficile gestione a causa del silenzio degli enti preposti alla risoluzione della situazione. «Sono basita dall'arroganza dell'Agenzia territoriale per la casa e dall'inerzia e dal silenzio delle istituzioni - prosegue Bo Guerreschi -. Oltre al proprio dramma personale, questa donna sta subendo da una pubblica amministrazione che dovrebbe per legge occuparsi di diritto alla casa per i più deboli, l'umiliazione di essere sbattuta in mezzo a una strada.»

'SFRATTO FORZATO', ZERO DIRITTI. «Ulteriore paradosso è che si tratta di un nucleo familiare che mai ha creato problemi di morosità, essendo sempre stato onorato il canone di affitto che pure continuerebbe ad essere saldato. Eppure, per l'Atc questa donna e suo figlio devono lasciare quel piccolo appartamento, per poter essere quest'ultimo assegnato non si sa bene a chi.» «Non si tratta solo di far valere un diritto possessorio e reale - rincara con fermezza la presidente Guerreschi - qui è in gioco anzitutto la dignità di una ragazza e del proprio bambino a cui le istituzioni pubbliche cosiddette sociali devono fornire risposte e certezze, mentre ora stanno offrendo solo indifferenza e la prospettiva di uno sfratto forzato e senza alternativa.» 

«LA TUTELA DELLE DONNE? BELLE PAROLE PER BUROCRATI» «Quella ragazza e suo figlio hanno diritto a rimanere dove sono adesso - sottolinea con vigore la Guerreschi -. I rappresentanti politici e i burocratici parlano ogni momento di tutela delle donne e dei bambini ma a quanto pare sono solo tante e belle parole.» «Come associazione bon't worry assisteremo la donna in questa battaglia con tutti gli strumenti legali e di denuncia pubblica verso ha il dovere di coordinarsi con l'Agenzia per la casa nella risoluzione di questa situazione.»

LA RICHIESTA DELLA BON'TWORRY AL SINDACO APPENDINO. «Arrivati a questo punto, ci rivolgiamo direttamente al Sindaco di Torino Chiara Appendino, come donna e come Istituzione perché, insieme agli altri enti preposti, intervenga nella risoluzione di questo caso.»