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TBook: libro che sembra un blocknotes ma si legge con un dito

Invenzione made in Italy per leggere supini, proni, a gambe sollevate, nel marasma della metropolitana e perfino senza mani.


Fonte: dal web

Innovatore, di età tra compresa tra i 23 e i

  52 anni, il lettore che l'ha provato legge più di 10 libri l'anno, risiede al centro nord, ama la musica, il cinema e il teatro. È l'identikit del lettore del Tbook, l'invenzione che dà il benservito al l'e-Book e trova i favori dei sostenitori della sostenibile leggerezza del leggere. 

Nato da un genio italico come Fausto Pasotti,

  55enne milanese padre anche del Tring, versione 2.0 del libro che si legge con un dito, non interessa se preferite infilarlo nell’indice o nel pollice. Quello che è certo è la sua somiglianza col blocknotes.

"Credo che il Tbook diverrà, presso il pubblico

 

dei lettori più attenti e propensi

  all'innovazione, un oggetto di culto", dice Pasotti. "Quei lettori per i quali leggere è davvero come respirare, non potranno che apprezzare la rivoluzione che stiamo offrendo loro grazie a un processo di ibridazione tecnologica inversa, nel quale elementi derivanti dalle moderne tecnologie digitali sono state trasferite a un mondo, quello dei libri, che non conosceva innovazione da oltre 2000 anni". "Tutto ciò - aggiunge- senza nulla togliere alla tradizionale esperienza della lettura su carta e al piacere di tenere fra le proprie mani (anzi con un solo dito) materiali 'caldi' come la carta e la pelle e che non necessitano di essere alimentati per svolgere la propria funzione, ovvero accompagnarci alla scoperta delle meraviglie che le parole del libro ci stanno raccontando".

Nel nome prende spunto dall'originale formato a T (come nel caso delle

 

classiche

  T-Shirt) che caratterizza il libro, su un supporto (Tbooker) trapezoidale in pelle che attraversa il volume. Per ora il suo inventore, convinto di avere avuto una buona idea (per molti addirittura geniale), ha fatto il classico uno-più-uno-uguale-a-due e invece di cercare un altro editore lo è diventato, soprattutto grazie all'aiuto di Marco Franceschi e Grazia Bruschi del Gruppo Imageware, che hanno creduto nella novità e hanno fatto da incubatore dell'iniziativa attraverso la consociata Hi-Comm.

Cinque per ora i titoli in catalogo, scritti caso dall'ingegnere Fausto

 

Pasotti:

  "L'Expo di Justin Durban" (pag.124, € 12) che narra la storia di un manager di successo con la nomina, bipartisan, a Governatore di Hulahop Valley; "Lo Sgronchio" (pag. 240, € 14) avente due protagonisti, l'uno l'ombra petulante dell'altro; "BFiction" (pag.450, € 22) dove tutto ruota intorno a un matematico della Bocconi che ha inventato un sistema operativo potentissimo; "È" (pag. 150, € 12) in cui un prete di accese passioni viene confinato a Sommersville; e "10" (pag.258, € 14) che tratta la storia di un ricercatore del CERN in odore di Nobel. "Ma stiamo pensando a pubblicare anche alcuni classici - conclude Pasotti - come il Vangelo, i libri poetici dell'Antico Testamento e 'Alice nel paese delle meraviglie' ".

Il modello è simile ad iPhone. Stampato in Tahoma, lo stile più

 

leggibile ed

  efficiente usato da tutti i dispositivi elettronici dotati di un piccolo display. È multifunzionale come un coltellino svizzero, perché ha il leggio incorporato, anche se il Tbook è un nuovo formato di libro, dove la carta è la stessa vecchia cara carta sulla quale abbiamo letto migliaia di pagine e che continuerà a rendere il suo servizio anche sotto l'intensa luce di una giornata estiva e che non si spegnerà perché le batterie sono esaurite.

Leggibile in qualsiasi condizione di luce al contrario di un qualsiasi

 

eBook

 Reader, praticamente illeggibile se esposto alla luce del sole a meno di settare la sua luminosità al massimo livello scaricando la batteria in poco tempo, rispetta la legge fondamentale dell'editoria. Ossia quella delle 3B che indica i luoghi dove un libro viene più frequentemente letto: Bed (letto), Bathroom (bagno), Beach (spiaggia). Il Tbook supera questa legge e porta le 3B a 7B: Bed, Bathroom, Beach, Bus, Board (senza mani), Bookmark, Better everywhere. Insomma in ogni dove visto che la sua struttura è come se incorporasse un leggio, potendolo appoggiare su una scrivania come sulle nostre ginocchia mentre sediamo in poltrona o sulla panchina.

Un capitolo a parte merita la sua evoluzione, il Tring (l'innovativa rilegatura

  ad anello, anch'essa oggetto di brevetto) che presenta una sola pagina alla volta (e non due affiancate come nei tradizionali libri) e evita al lettore lo sforzo di dover mantenere aperto il libro (e tutti sanno quanto siano ostinate alcune brossure). Inoltre il TbooK ha un formato così compatto da poter essere infilato nella tasca interna della giacca. Comprato più dagli uomini (64%) che dalle donne (36%), tanto al nord (45%) quanto al centro (45%), snobbato al sud (solo il 10%), finora s'è fatto conoscere col passaparola.

(Fonte: www.tbook.it)

Roberta Maresci (08-10-2009)


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